La patria degli hacker si pronuncia contraria al bitcoin.
Vladimir Putin dichiara il suo parere contrario alle cryptovalute: "Sono un pericolo serio, favoriscono l'evasione fiscale ed il mercato nero" parole pronunciate di fronte alle massime autorità russe come la governatrice della Bank of Russia Elvira Nabiullina, il ministro delle finanze Anton Siluanov e vari consiglieri economici.
"Serve una regolamentazione internazionale che tuteli le imprese, lo Stato e gli stessi fruitori delle monete digitali, senza mettere però troppe barriere" ha aggiunto il presidente russo.
La grande diffusione delle cryptovalute tra i giovani ha attirato le attenzioni degli organi investigativi russi.
In merito è intervenuta anche Elvira Nabiullina: "Siamo contrari ad ogni forma di moneta privata e non legalizzeremo questi sistemi piramidali" lasciando intendere come la sua banca centrale le concepisca quasi come una truffa.
Molto meno radicale invece lo stesso Vladimir Putin che a giugno aveva incontrato Vitalik Buterin, fondatore di Ethereum, la seconda più importante cryptovaluta del mondo, dichiarandosi interessato alla tecnologia del Blockchain.
L'asset favorito dalle principali autorità russe è il vecchio e caro metallo giallo.
Dal 2008 la banca centrale sta accumulando scorte di oro e dal 2014 -anno dell'invasione ucraina- le quote sono addirittura raddoppiate.
Nell'ultimo trimestre esaminato pare sia arrivato al 38% dell'intero ammontare di riserve in oro, approfittando del calo della domanda mondiale.
La nota materia prima sta funzionando da vero collaterale, sostituendo da due anni a questa parte le valute estere.
La scelta di preferire il metallo prezioso rispetto alle banconote di altri paesi è conseguenza delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti proprio verso la Russia.
Lo stato russo è il più grande acquirente di oro ma non del mercato secondario.
Esso è infatti tra i più grandi estrattori di oro al mondo.
La banca centrale si sta avvalendo del mercato domestico incentivando le miniere nell'opera di estrazione.