Spagna e Catalogna, il punto di vista dall’interno

Pubblicato 04.10.2017, 13:33
Aggiornato 09.07.2023, 12:32

Investing.com – La vicenda che ha visto la regione Spagnola della Catalogna, indire un referendum per la richiesta di indipendenza dalla nazione madre è emblematica di alcune altre realtà presenti sul suolo europeo.
Più di una regione, in diversi stati europei, reclamano, parimenti alla Catalogna, l’indipendenza dalla loro nazione d’appartenenza.
Ecco quindi che la vicenda travalica gli stretti confini nazionali, per assurgere a vicenda di valenza politica internazionale.
Le istituzioni europee hanno sino ad ora mantenuto un basso profilo limitandosi a considerare la vicenda come strettamente “interna” alla Spagna.
La realtà è che essa riveste un ruolo di ampio respiro all’interno della Comunità Europea e che il suo epilogo, qualunque esso sarà, potrebbe costituire un precedente.
Il sentimento che investe i cittadini Spagnoli, in questo momento, è certamente di grande dispiacere e tristezza per due principali motivi: la “rottura” avvenuta con i Catalani e la constatazione dell’inadeguatezza della classe politica interna, di gestire correttamente la situazione.
Ho sentito ieri, al riguardo, per avere una voce “interna”, da parte di una cittadina Spagnola, la dirigente di Investing.com che ricopre l’incarico di “Head of international Team” , Teresa Luengo , per raccogliere un suo commento; di seguito il testo della breve intervista condotta.

Teresa Luengo

Io:
Salve Teresa, la vicenda Catalana è di grande interesse per tutti noi, mi interesserebbe avere un tuo commento al riguardo; quali sono i sentimenti che provano i cittadini Spagnoli in questo difficile momento?
Teresa Luengo:
La situazione è esplosa improvvisamente e la gente prova soprattutto un sentimento di grande tristezza, la divisione sociale che è intervenuta in seguito all’evolversi degli accadimenti è una cosa pazzesca.
Io:
Ma la situazione per la Catalogna allora com'è in realtà, dichiareranno l'indipendenza unilateralmente, secondo te, oppure si andrà ad un negoziato politico, cosa pensi?
Teresa Luengo:
Secondo me è piuttosto probabile che gli indipendentisti porteranno avanti la loro azione sino alle estreme conseguenze, hanno dimostrato di essere pronti a tutto.
Io:
quindi ci sarà una dichiarazione unilaterale d'indipendenza da parte della Catalogna?
Teresa Luengo:
Credo proprio che la dichiareranno, è una situazione piuttosto complicata ormai, ed è molto triste per noi Spagnoli, direi quasi inaspettata, è difficile anche intravedere spiragli di dialogo, in questo momento.
Io:
Secondo te, quali sono i provvedimenti che il governo Spagnolo potrebbe adottare?
Teresa Luengo:
C'è un articolo della Costituzione Spagnola, il n°155, che prevede questi casi, ma sino ad oggi, non è mai stato applicato, la sua applicazione comporterebbe sottrarre al Governo regionale Catalano alcune importanti competenze, sciogliere il governo regionale e indire nuove elezioni, riprendendo così il controllo totale della situazione; tuttavia sarebbe una misura drastica e piuttosto aggressiva. Esiste anche la possibilità, di cui si parla sempre di più nelle ultime ore, che l’esercito venga inviato ad intervenire in Catalogna... anche questa una prospettiva abbastanza drastica.
Io:
Ritieni sia probabile che vengano indette nuove elezioni?
Teresa Luengo:
in Catalogna sicuramente, se si applica quell'articolo della Carta Magna; in Spagna è possibile, visto che anche Rajoy si trova in una posizione piuttosto scomoda e il consenso verso la sua figura, in seguito a questa vicenda, è precipitato e ci sono molto dubbi sulla sua capacità di mantenere un governo in queste condizioni.
Io:
Esiste quindi un serio pericolo di radicalizzazione delle posizioni?
Teresa Luengo:
Sì, ritengo che dopo quello che abbiamo visto , si corra seriamente questo rischio, la razionalità e la volontà di mediazione, purtroppo, si sono perse già da tempo.
Io:
Qual è, in sintesi, l’atteggiamento del Governo Spagnolo in questo momento?
Teresa Luengo:
L'impressione è che Rajoy preferisca "aspettare e vedere" ma non escluderei che possa sorprenderci, forse sta negoziando "sotto il tavolo" per evitare quella dichiarazione unilaterale, anche se la destra è tendenzialmente restia a negoziare con i separatisti.
I separatisti sono riusciti a dare una dimensione internazionale al conflitto, e questo era evidentemente nelle loro intenzioni sin dall’inizio; infatti la presenza di un mediatore internazionale è una delle condizioni che hanno messo alla trattativa e a Bruxelles si fa una sessione monografica sul conflitto catalano oggi o domani.
Io:
Il governo Spagnolo si muove compatto intorno a questa vicenda o si fanno dei distinguo al suo interno?
Teresa Luengo:
All’interno del blocco "costituzionalista" o "non nazionalista" che fino ad adesso era unito, ci sono anche fratture, i socialisti, prima forza dell’opposizione, vogliono il dialogo mentre il Governo pensa piuttosto all’applicazione dell'art 155, di cui ti parlavo. Comunque nelle ultime ore, sempre più voci tra i socialisti chiedono che questo Art. 155 venga applicato.
Io:
Vi è stata un’attenta regia da parte dei separatisti Catalani, nel gestire la vicenda?
Teresa Luengo:
E’ evidente che ci sia stata una pianificazione, anche mediatica degli eventi da parte dei separatisti, poi hanno dovuto anche improvvisare e quando gli hanno chiuso i seggi hanno ideato il "voto elettronico"... ma la strategia generale era già stata pianificata, lo scopo ultimo era molto chiaro sin dall’inizio. Il Governo Spagnolo, probabilmente, è stato in parte sorpreso dagli eventi, ad esempio, non credo che si aspettasse che i Mossos di Squadra, la polizia autonoma catalana, si rifiutasse di eseguire gli ordini e impedire il referendum... e qui ritorna la inevitabile considerazione che, per noi Spagnoli, la cosa peggiore è la divisione che si è venuta a creare a livello nazionale, davvero.
Non dimentichiamo che veniamo da una guerra civile relativamente recente, i miei nonni l'hanno vissuta e i miei genitori hanno vissuto il dopo guerra, quindi vedere questa divisione fa proprio male. Alcuni miei amici di Barcellona, mi hanno riferito che li, in questo momento, non si può neppure parlare liberamente, gli animi sono surriscaldati.
Una certa difficoltà a esprimersi liberamente era già presente da qualche tempo, ma in questi giorni, ovviamente, la situazione è precipitata.
Io:
Quali sono i sentimenti generali fra gli Spagnoli e quali le aspettative?
Teresa Luengo:
Per gli Spagnoli è difficile capire la situazione, appare quasi come una follia e ci si chiede come un referendum illegale e senza nessuna possibilità di successo abbia potuto portarci in questa situazione.
È parere diffuso e condiviso anche dagli analisti dei media più importanti, che gli attuali leader politici, sia quelli nazionali che quelli catalani, non siano in grado di risolvere questa situazione, quello è un po' il sentimento generale.
Ieri sera ha parlato il Re invece di Rajoy e questa è una cosa inaudita, Rajoy è sparito, cosa che molta gente gli rinfaccia, mentre alcune dichiarazioni sono state rilasciate dalla sua vice.
Io:
Quali potrebbero essere, a questo punto, le prossime mosse del Governo Spagnolo?
Teresa Luengo:
Non si sa, si sente sempre più spesso dire che si applicherà l'art 155 di cui ti parlavo ma certamente non è una cosa che il governo farebbe a cuor leggero, soprattutto perché i socialisti, prima forza dell'opposizione, sono divisi al loro interno.
Il loro leader ha dichiarato che non appoggerà questa iniziativa, mentre molti altri pesci grossi storici del partito sono invece favorevoli all’applicazione di questa misura.
Rajoy, tecnicamente, potrebbe anche decidere da solo, di applicarlo, ha la maggioranza assoluta al Senato.
A testimonianza della gravità della situazione, bisogna considerare che il Re si era rivolto alla nazione solo una volta in passato, in tutta la storia della democrazia spagnola: il 23 febbrario 81, dopo il colpo di stato.
Infatti tutta questa vicenda Catalana viene interpretata, sempre di più ora dopo ora e soprattutto dopo il discorso del re, come un colpo di stato.
Lo dice la destra e lo conferma anche parte della sinistra, lo sostiene sempre più gente nelle sue conversazioni quotidiane, perché come puoi immaginare, qui non si parla di altro.
Il Re non ha utilizzato la parola “colpo di stato” ma il concetto era quello e probabilmente verrà trattato così, come un colpo di stato.


Francesco Lamanna

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