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I titoli di Piazza Affari in difficoltà

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I titoli di Piazza Affari in difficoltà
Da Pasquale Ferraro   |  16.04.2020 11:12
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Alcuni titoli di Piazza Affari che non riescono a risalire la china e che rischiano nuovi affondi o minimi storici.

Telecom Italia (MI:TLIT): un tempo la resistenza strategica era quella di 0.6000 euro, obiettivo che ormai appare un miraggio.

Il titolo, inserito in un profondo canale ribassita che dura da oltre 20 anni, continua a mostrare tutte le sue difficoltà nel mettere in piedi un convincente e duraturo rialzo. Lo scenario grafico è ancora molto incerto e caratterizato da grande debolezza che dopo il piccolo accenno di rimbalzo a fine marzo non ha trovato la forza per dare continuità al recupero così come è già successo negli ultimi mesi.

Le quotazioni dovranno portarsi al di sopra di 0.3880 euro (in chiusura e con tenuta settimanale) almeno per dare qualche piccolo segnale di vitalità anche se ciò non cambierà lo scenario grafico negativo di breve e medio termine. Le prime resistenze strategiche sono ancora abbastanza lontane di cui la prima è posizionata a 0.4400 euro.

Molto più probabile è un ulteriore affondo fino a 0.3280 euro la cui rottura in chiusura proietterà il titolo verso i minimi storici (2° target 0.2220 euro). Prestare attenzione alle false partenze.

Banca IFIS (MI:IF): il titolo bancario, che a fine 2017 era nei pressi di quota 50.0 euro, galleggia per il momento in area 9.0 euro. I corsi riescono per il momento a mantenersi intorno questa soglia ma bisogna tenere sotto osservazione il sostegno posizionato a 8.79 euro, riferimento alla cui violazione (in particolar modo in chiusura) seguirebbe probabilmente un nuovo affondo in direzione di quota 8.52 euro in prima battuta (2° target 8.11 euro).

Le prospettive tornerebbero invece interessanti oltre 10.26 euro in chisura di seduta, circostanza che spalancherebbe le porte ad un allungo in direzione di quota 11.61 euro in prima battuta ma siamo ancora lontani dalla resistenza strategica di lungo termine a 16.53 euro. Occhio alle false partenze.

Mediaset (MI:MS): il titolo appare incapace di opporsi allo strapotere della resistenza (non startegica) dei 2.0 euro; difficile di conseguenza trovare aspetti positivi sul grafico e se i corsi dovessero continuare a stazionare al di sotto di tale soglia con volumi molto scarsi, molto probabilmente ci sarà una nuova fase ribassista con un primo target in area 1.82 euro (2° target 1.67 euro).

Nell'immediato primi segnali di forza solo oltre la prima resistenza strategica posizionata a quota 2.09 euro (in chiusura e con tenuta di almeno 2 settimane ed aumento dei volumi, almeno oltre 10 milioni) per il test in area 2.22 euro.

Occhio alle false partenze, volumi molto bassi. Il titolo negli ultimi 20 anni ha ceduto circa il 90%.

Emak (MI:EM): il titolo nelle ultime sedute ha perso ulteriore terreno confermando la forza delle pressioni ribassiste. I corsi si stanno muovendo in area 0.601 euro, si tratta dell'ultimo supporto potenzialmente in grado di scongiurare un ritorno in area 0.5750 euro in prima battuta e che potrebbe facilitare un piccolo rimbalzo tecnico ma occhio alle false partenze.

Sul fronte opposto invece, l'eventuale superamento (in chiusura e con tenuta di almeno 3 sessioni) di 0.6480 euro favorirebbe un piccolo e temporaneo miglioramento della situazione, anticipando un attacco alla successiva resistenza a 0.7160 euro. Solo con una vittoria oltre questo ultimo livello (in chiusura) il titolo potrebbe avviare una rimonta con qualche chance di successo.

Fila (MI:FILA): brusco scivolone per Fila nel corso degli ultimi 6 mesi. Il titolo ha dimezzato il proprio valore in Borsa scendendo di recente al di sotto di quota 7 euro. Il rimbalzo accennato da tale livello va per il momento interpretato come fisiologica reazione al precedente affondo e non modifica un quadro grafico ancora incerto.

Recuperi fino a quota 7.59 euro manterrano inalterate le prospettive negative, solo oltre tale livello (in chisuura) verranno generati i primi e timidi segnali di ripresa che saranno più credibili oltre i 9.55 euro.

Sul fronte opposto invece monitorare il sostegno a 6.77 euro, la cui violazione in chiusura creerebbe i presupposti per un ulteriore affondo con nuovi minimi storici.

Marr (MI:MARR): brusco scivolone per Marr che in soli 3 mesi ha ceduto circa il 40% sul listino milanese. Eventuali recuperi fino a quota 13.55 euro manterrano inalterate le prospettive negative, solo oltre tale livello (in chisuura) verranno generati i primi e timidi segnali di ripresa (breve/medio periodo) che saranno più credibili oltre 14.55 euro.

Sul fronte opposto invece monitorare il sostegno a 11.75 euro, la cui violazione in chiusura creerebbe i presupposti per un ulteriore affondo fino a 10.50 euro in prima battuta.

Beghelli (MI:BE): il ribasso delle ultime sedute ha ulteriormente avvicinato il titolo (-92% dal debutto; il titolo era oltre quota 3.0 euro, attualmente a 0.16 euro) sui minimi storici. Area 0.16 euro rappresenta il prossimo obiettivo dei corsi e avrà il gravoso compito di arginare un'eventuale caduta. Primi e timidi segnali di ripresa solo oltre quota 0.1880 euro (in chiusura e con tenuta settimanale) ma le prime resistenze strategiche sono ancora abbastanza lontane di cui la prima è posizionata a 0.2600 euro.

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Commenti (1)
Emanuele Paris
Bigmème 16.04.2020 12:13
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su telecom italia, oggi TIM potrei scrivere un libro; io l'ho in portafoglio ma conto di adoperarle quanto prima per compensare le minus ormai arrivate ad un livello disastroso.. benchè comunque in questi anni abbia beneficiato di buoni dividendi. A prescindere l'analisi tecnica, secondo me si dovrebbe procedere per un analisi aziendale: telecom italia ormai è una società allo sbando, senza alcuna strategia se non quella di sopravvivere alla meno peggio: è un'azienda che non ha più alcun senso. La cosa più comica fu la vicenda Alice: per anni hanno speso enormi risorse per pompare il brand alice a livello europeo, e dopo quanto spesso fecere il rebranding tornanto a telecom italia, per poi passare a TIM. Un enorme spreco di risorse semplicemente per il nulla. Questo è uno dei tanti esempi che descrivere come vengono gestite le risorse in telecom italia.. un'azienda che ormai non vuole più nessuno. I corsi azionari le confermano.
Salvo Salvato
BADR 16.04.2020 12:13
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concordo pienamente!! le comprai negli anni '90 all'ingresso in borsa, andarono bene, le vendetti a 35/36.000 lire (16€) oggi 0,60€ !! pozzo senza fondo
 
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