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Il titolo migliore e peggiore della settimana.

Da Pasquale FerraroMercati Titoli12.08.2017 10:20
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Il titolo migliore e peggiore della settimana.
Da Pasquale Ferraro   |  12.08.2017 10:20
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IL MIGLIORE

Il titolo PRIMA INDUSTRIE ha archiviato la seduta settimanale facendo registrare la migliore performance sul listino milanese guadagnando così il 15%; dall’inizio dell’anno +127%. Il prezzo max degli ultimi 17 mesi è 37.19 euro, quello minimo 8.55 euro. Nell’ultima seduta il titolo ha raggiunto nuovo max annuali (ultimi 10 anni); seconda settimana consecutiva come miglior titolo di Piazza Affari.. La società ha chiuso il primo semestre 2017 raggiungendo un fatturato di 202.415 migliaia di euro, in crescita rispetto al primo semestre 2016 del 10,4 %. La crescita del fatturato è un trend costante nel tempo e negli ultimi tre anni l’andamento dei ricavi del primo semestre evidenzia una crescita (CAGR) pari al 9,5% annuo. Tale positivo andamento è frutto, oltre che del buon andamento dei mercati di riferimento, dei significativi investimenti realizzati dal Gruppo nel corso degli ultimi anni in ricerca e sviluppo (rinnovamento della gamma di prodotto e sviluppo delle sorgenti laser in fibra) e per il rafforzamento commerciale. L’EBITDA del Gruppo al 30/06/2017 è pari a 19.211 migliaia di euro (9,5% dei ricavi) ed è in aumento di 4.429 migliaia di euro rispetto al 30/06/2016 (era pari a 14.782 migliaia di euro, pari all’8,1% dei ricavi). Al netto di costi di natura non ricorrente (oneri di riorganizzazione e costi legali), l’EBITDA normalizzato risulta pari a 20.034 migliaia di euro, pari al 9,9% dei ricavi. L’EBIT del Gruppo al 30/06/2017 è pari a 10.644 migliaia di euro (5,3% dei ricavi) ed è in aumento di 3.561 migliaia di euro rispetto al 30/06/2016 (era pari a 7.083 migliaia di euro, pari al 3,9% dei ricavi). Su questo risultato incidono gli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali per 6.378 migliaia di euro e delle immobilizzazioni materiali per 2.165 migliaia di euro. Per quanto riguarda gli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali, essi si riferiscono principalmente agli ammortamenti dei costi di sviluppo (4.380 migliaia di euro) ed agli ammortamenti relativi alle attività a vita utile definita iscritte nell’ambito dell’aggregazione aziendale del Gruppo FINN-POWER (marchio e relazioni con la clientela – “customer
list”) che sono pari a 1.590 migliaia di euro. L’EBT del Gruppo al 30/06/2017 è positivo per 8.740 migliaia di euro ed è in aumento rispetto al 30/06/2016 (era pari a 3.801 migliaia di euro). L’EBT del Gruppo sconta oneri netti derivanti dalla gestione finanziaria (compresi utili e perdite su cambi) per 2.808 migliaia di euro (al 30/06/2016 erano pari a 3.614 migliaia di euro). Il RISULTATO NETTO del Gruppo al 30/06/2017 è positivo per 7.505 migliaia di euro (positivo per 2.930 migliaia di euro al 30/06/2016); mentre il Risultato Netto di pertinenza della Capogruppo è pari a 7.449 migliaia di euro.
Al secondo posto si piazza Juventus Pierrel (+12.8%) e sul gradino più basso del podio Gas Plus (+11.1%).
IL PEGGIORE

Il titolo peggiore della settimana è FINCANTIERI che ha ceduto il 9.0% sul listino di Piazza Affari; dall’inizio dell’anno ha guadagnato il 90%. Il prezzo max degli ultimi 17 mesi è 1.10 euro, quello minimo è 0.3791 euro. Dopo aver realizzato nuovi max storici a 1.10 euro, il titolo Fincantieri ha invertito la rotta a causa della vicenda Stx France. Per quanto riguarda i conti del 1° semestre Fincantieri ritiene che i risultati operativi e finanziari confermano la
straordinaria capacità di esecuzione dell’azienda e rafforzano la posizione nel raggiungimento degli obiettivi del piano. Prosegue l’internalizzazione delle attività a maggior valore aggiunto, sia attraverso la costituzione, anche con imprenditori privati, di società a controllo Fincantieri, sia sperimentando nuove formule di collaborazione con i principali fornitori, tanto da creare accanto ai siti industriali della società un vero e proprio “retro-cantiere”, ovvero un sistema fidelizzato di indotto, capace di innovare e di creare valore per il Gruppo e per i territori in cui si opera.
Nella seconda parte dell’anno, ci si aspettano ricavi in crescita rispetto al primo semestre, anche grazie all’avanzamento della costruzione di navi a maggior valore aggiunto, i cui ordini sono stati acquisiti dopo la
crisi, e la piena entrata in produzione dei programmi militari acquisiti negli anni recenti.
Al secondo posto troviamo Buzzi Unicem (MI:BZU) (-6.5%) ed al terzo Cir (-6.1%).

(esclusi titoli AIM)
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