L'euro continua ad avere una settimana tranquilla.
Nella sessione di martedì, EUR/USD è scambiato a 1.2354, in aumento dello 0,14% durante il giorno.
Nell'eurozona, il PMI al dettaglio è migliorato a 52,3, evidenziando una leggera espansione. Mercoledì l'Eurozona pubblicherà il PIL rivisto, e gli Stati Uniti pubblicheranno i libri paga non agricoli di ADP.
Giovedì la BCE sarà al centro della scena, in quanto la Banca stabilirà il tasso di riferimento, seguito da una conferenza stampa con Mario Draghi. Il tasso di interesse è stato ancorato a uno 0,0% fisso negli ultimi due anni, e non è previsto alcun cambiamento.
I mercati seguiranno da vicino il linguaggio della dichiarazione dei tassi, in particolare se verrà rimossa la posizione di allentamento.
L'inflazione rimane debole, quindi c'è poca pressione sulla BCE per stringere la politica in tempi brevi. Indicatori recenti mostrano che l'inflazione nella zona euro è stabile, ma rimane ben al di sotto dell'obiettivo della BCE di circa il 2%. L'IPC dell'Eurozona è sceso all'1,2% a febbraio, rispetto all'1,3% di gennaio.
Il presidente degli Stati Uniti Trump sembra determinato dall'applicazione di dure tariffe alle importazioni di acciaio, con grande costernazione dell'Unione europea e di altri partner commerciali statunitensi.
Tuttavia, c'è molta opposizione interna al piano di Trump, in quanto i parlamentari repubblicani, tra cui il presidente della Camera Paul Ryan, sono contro la sua decisione.
L'annuncio delle tariffe ha inviato brevemente il dollaro al ribasso, se si continuerà con la stessa strada, il sentiment negativo degli investitori potrebbe inviare il biglietto verde a livelli ancora più bassi.
Questa analisi non intende essere un invito all'investimento o un suggerimento ad operare, ma solo una personale e momentanea visione, dell'autore, relativa agli strumenti finanziari in analisi.
FIBO Group