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Video: Conferenza stampa della Bce. Francoforte sul Meno, 12 dicembre 2019

Da Banca Centrale Europea12.12.2019 14:30
 

CONFERENZA STAMPA

Christine Lagarde, Presidente della BCE,
Luis de Guindos, Vicepresidente della BCE,
Francoforte sul Meno, 12 dicembre 2019

DICHIARAZIONE INTRODUTTIVA

[Aggiornato il 18 dicembre 2019 alle 10:05 per correggere un errore]

Signore, Signori, vi porgo il benvenuto alla conferenza stampa. Oggi per la prima volta ho avuto il privilegio e il piacere di presiedere la riunione di politica monetaria del Consiglio direttivo della BCE. Sono lieta di potervi esporre, insieme al Vicepresidente, gli esiti della nostra riunione, alla quale ha assistito anche il Vicepresidente esecutivo della Commissione Valdis Dombrovskis.

Sulla base della consueta analisi economica e monetaria abbiamo deciso di lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento della BCE. Ci attendiamo che si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedremo le prospettive di inflazione convergere saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2% nel nostro orizzonte di proiezione e tale convergenza non si rifletterà coerentemente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo.

Il 1o novembre abbiamo riavviato gli acquisti netti nell’ambito del nostro programma di acquisto di attività (PAA) a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro. Ci attendiamo che proseguiranno finché necessario a rafforzare l’impatto di accomodamento dei nostri tassi di riferimento e che termineranno poco prima che inizieremo a innalzare i tassi di riferimento della BCE.

Inoltre intendiamo continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PAA per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizieremo a innalzare i tassi di interesse di riferimento della BCE, e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

I dati che si sono resi disponibili dopo la scorsa riunione del Consiglio direttivo, tenutasi a fine ottobre, indicano il protrarsi di pressioni inflazionistiche contenute e deboli dinamiche di crescita nell’area dell’euro, malgrado i primi segnali di stabilizzazione del rallentamento economico e di lieve incremento dell’inflazione di fondo in linea con le aspettative precedenti. Il perdurare della crescita dell’occupazione e l’aumento delle retribuzioni continuano a sostenere la capacità di tenuta dell’economia dell’area.

L’insieme articolato delle misure di politica monetaria decise dal Consiglio direttivo a settembre fornisce un considerevole stimolo monetario, che assicura condizioni di finanziamento favorevoli per tutti i settori dell’economia. In particolare, l’allentamento delle condizioni di prestito per famiglie e imprese sostiene la spesa per consumi e gli investimenti delle imprese. Ciò favorirà l’espansione dell’area dell’euro, il continuo accumularsi di pressioni interne sui prezzi e quindi una salda convergenza dell’inflazione sul valore da noi perseguito nel medio termine.

Alla luce delle modeste prospettive di inflazione, il Consiglio direttivo ha ribadito la necessità di mantenere un orientamento di politica monetaria altamente accomodante per un prolungato periodo di tempo, al fine di sostenere le spinte inflazionistiche di fondo e la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo. Continueremo pertanto a seguire attentamente l’andamento dell’inflazione e l’impatto del dispiegarsi delle misure di politica monetaria sull’economia. Le nostre indicazioni prospettiche assicureranno che le condizioni finanziarie si adattino al mutare delle prospettive di inflazione. In ogni caso, il Consiglio direttivo resta pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente al livello perseguito, in linea con il suo impegno alla simmetria.

Passo ora a illustrare in maggior dettaglio la nostra valutazione, iniziando dall’analisi economica. Per il terzo trimestre del 2019 la crescita del PIL in termini reali dell’area dell’euro è stata confermata allo 0,2% sul periodo precedente, invariata rispetto al secondo trimestre. La perdurante debolezza del commercio internazionale in un contesto di persistenti incertezze a livello globale continua a pesare sul settore manifatturiero dell’area dell’euro e frena la crescita degli investimenti. Allo stesso tempo, i dati economici più recenti e gli ultimi risultati delle indagini congiunturali, pur rimanendo nel complesso modesti, indicano una certa stabilizzazione del rallentamento economico nell’area dell’euro. I settori dei servizi e delle costruzioni continuano a mostrare capacità di tenuta, malgrado una qualche moderazione nella seconda metà del 2019. In prospettiva, la crescita dell’area dell’euro continuerà a essere sostenuta da condizioni di finanziamento favorevoli, dall’ulteriore aumento dell’occupazione unitamente a un incremento delle retribuzioni, da un orientamento lievemente espansivo delle politiche di bilancio nell’area, nonché dal perdurare dell’espansione dell’attività mondiale, seppure a un ritmo in certa misura inferiore.

Questa valutazione trova sostanzialmente riscontro nelle proiezioni macroeconomiche di dicembre 2019 formulate dagli esperti dell’Eurosistema per l’area dell’euro. Le proiezioni indicano una crescita annua del PIL in termini reali dell’1,2% nel 2019, dell’1,1% nel 2020 e dell’1,4% nel 2021 e nel 2022. Rispetto all’esercizio condotto a settembre 2019 dagli esperti della BCE, le prospettive per l’espansione del PIL in termini reali sono state riviste leggermente al ribasso per il 2020.

I rischi per le prospettive di crescita dell’area dell’euro, connessi a fattori geopolitici, crescente protezionismo e vulnerabilità nei mercati emergenti, restano orientati al ribasso sebbene siano divenuti lievemente meno pronunciati.

Secondo la stima rapida dell’Eurostat, nell’area dell’euro l’inflazione sui dodici mesi misurata sullo IAPC è aumentata dallo 0,7% all’1,0% tra ottobre e novembre, rispecchiando soprattutto l’andamento in qualche misura più vigoroso della componente energetica e alimentare e dei servizi. Sulla base dei prezzi correnti dei contratti future sul petrolio, è probabile che l’inflazione complessiva registri un certo incremento nei prossimi mesi. Gli indicatori delle aspettative di inflazione si collocano su bassi livelli. Le misure dell’inflazione di fondo restano generalmente contenute, sebbene vi siano alcune indicazioni di un lieve aumento in linea con le aspettative precedenti. Se da un lato le pressioni sul costo del lavoro si sono intensificate a fronte di condizioni più tese nei mercati del lavoro, dall’altro la più debole dinamica di crescita ritarda la loro trasmissione all’inflazione. Ci si attende che nel medio periodo l’inflazione aumenti, sostenuta dalle nostre misure di politica monetaria, dall’espansione economica in atto e dalla solida crescita salariale.

Questa valutazione si riflette sostanzialmente anche nelle proiezioni macroeconomiche di dicembre formulate per l’area dell’euro dagli esperti dell’Eurosistema, che indicano un tasso annuo di inflazione misurato sullo IAPC dell’1,2% nel 2019, dell’1,1% nel 2020, dell’1,4% nel 2021 e dell’1,6% nel 2022. Rispetto all’esercizio condotto lo scorso settembre dagli esperti della BCE, le prospettive per l’inflazione misurata sullo IAPC sono state lievemente corrette al rialzo per il 2020 e al ribasso il 2021, soprattutto per effetto dell’evoluzione attesa dei prezzi dell’energia.

Passando all’analisi monetaria, la crescita dell’aggregato monetario ampio (M3) si è collocata al 5,6% lo scorso ottobre, rimanendo invariata rispetto al mese precedente. La crescita sostenuta di questo aggregato riflette l’erogazione di credito bancario in atto a favore del settore privato e il basso costo opportunità di detenere attività comprese in M3 rispetto ad altri strumenti finanziari. Fra le componenti, l’aggregato monetario ristretto (M1) è quello che seguita a fornire il contributo principale all’incremento di M3.

La crescita dei prestiti a imprese e famiglie è rimasta solida, beneficiando della continua trasmissione del nostro orientamento accomodante di politica monetaria ai tassi sui prestiti bancari. A ottobre il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti alle società non finanziarie è aumentato al 3,8%, dal 3,6% di settembre, mentre quello dei prestiti alle famiglie ha raggiunto il 3,5% continuando a mostrare un graduale aumento. Il nostro orientamento accomodante di politica monetaria contribuirà a salvaguardare condizioni molto favorevoli del credito bancario e seguiterà a sostenere l’accesso al finanziamento, in tutti i settori economici e soprattutto per le piccole e medie imprese.

In sintesi, la verifica incrociata degli esiti dell’analisi economica con le indicazioni derivanti dall’analisi monetaria ha confermato che un ampio grado di accomodamento monetario è ancora necessario affinché l’inflazione continui saldamente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine.

Per poter fruire appieno dei benefici derivanti dalle nostre misure di politica monetaria, le altre politiche devono contribuire in modo più decisivo a incrementare il potenziale di crescita a più lungo termine, a sostenere la domanda aggregata nella fase attuale e a ridurre le vulnerabilità. L’attuazione delle politiche strutturali nei paesi dell’area dell’euro va considerevolmente accelerata per rafforzare la produttività e il potenziale di crescita dell’area, ridurre la disoccupazione strutturale e incrementare la capacità di tenuta. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019 dovrebbero servire da punto di riferimento.

Quanto alle politiche di bilancio, nel 2020 il loro orientamento nell’area dell’euro dovrebbe rimanere lievemente espansivo, fornendo sostegno all’attività economica. Alla luce dell’indebolimento delle prospettive economiche, il Consiglio direttivo esprime apprezzamento per l’appello dell’Eurogruppo ad adottare manovre di bilancio differenziate e per la sua disponibilità ad assumere il coordinamento. I governi che dispongono di margini per interventi di bilancio dovrebbero essere pronti ad agire in maniera efficace e tempestiva. I governi dei paesi con un debito pubblico elevato devono perseguire politiche prudenti e conseguire gli obiettivi di saldo strutturale, creando le condizioni affinché gli stabilizzatori automatici operino liberamente. Tutti i paesi dovrebbero intensificare gli sforzi per conseguire una composizione delle finanze pubbliche più favorevole alla crescita.

Analogamente, la trasparente e coerente applicazione del quadro di riferimento dell’Unione europea per la governance economica e fiscale, nel tempo e nei vari paesi, resta essenziale per consolidare la capacità di tenuta dell’economia dell’area dell’euro. Migliorare il funzionamento dell’Unione economica e monetaria rimane una priorità. Il Consiglio direttivo apprezza i lavori in atto ed esorta ad adottare ulteriori misure specifiche e incisive per il completamento dell’unione bancaria e dell’unione dei mercati dei capitali.

Siamo ora a disposizione per rispondere alle vostre domande.

Per l’esatta formulazione del testo approvato dal Consiglio direttivo si rimanda alla versione inglese.

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