Ultime Notizie
0
Versione senza annunci pubblicitari. Migliora la tua esperienza con Investing.com. Risparmia fino al 40% Ulteriori informazioni

Previsioni sul prezzo del petrolio: è da comprare?

Materie prime26.10.2020 16:14
Salvato. Vedi tutti gli Elementi salvati.
Questo articolo è già stato salvato nei tuoi Elementi salvati
 
© Reuters.

Contenuto sponsorizzato offerto da: Société Générale (PA:SOGN) (PA:SOGN)

Ancora oggi il petrolio rifornisce oltre la metà dei trasporti del pianeta come auto, aerei e camion, ma con l’avvento dei motori elettrici e delle energie rinnovabili, l’era di questa commodity è finita? Dipende a chi lo chiediamo. La International Energy Agency propone due scenari completamente opposti: il primo scenario vede un picco della domanda nel 2025, il secondo una crescita della richiesta fino al 2040. Come mai questa differenza?

Da un lato le leggi e la politica relativa al clima stanno diventando sempre più restrittive: uno dei principali rischi per l’umanità è, secondo gli esperti, il riscaldamento climatico. Questo fenomeno, secondo oltre il 90% degli scienziati, è dovuto alle emissioni di Co2 nell’atmosfera causate dal massiccio uso di idrocarburi.

Green Deal europeo: il Vecchio Continente usa sempre più energia pulita

Molti Stati del Vecchio Continente stanno virando verso un utilizzo di energie rinnovabili, tanto che già oggi in Europa il 20% della richiesta di energia viene soddisfatta dall’energia pulita. Pensate che entro il 2030 l'eolico sarà la prima fonte di energia elettrica. Anche la Cina, il Paese che inquina più di tutti al mondo, sta facendo un importante sforzo.

Entro il 2040 un’automobile su quattro sarà elettrica. Un trend che non ha eguali nella storia: oggi i veicoli elettrificati nel mondo sono poco più di due milioni, ma entro vent’anni saranno trecento milioni. Più macchine di questo tipo significherà meno domanda di petrolio. Come mai allora esiste uno scenario diverso, che prevede una domanda di petrolio in crescita?

È sempre la International Energy Agency a dire che è troppo presto per decretare la fine dell'oro nero. Solo nel 2019, il settore oil and gas ha ricevuto 595 miliardi di dollari in investimenti. Una cifra inferiore ai 678 miliardi di dollari entrati nel comparto elettrico, ma comunque molto più alta rispetto ai 247 miliardi per l’efficientamento energetico.

Gli esperti fanno anche notare che servirà del tempo prima che una vera e propria infrastruttura sia pronta affinché le auto elettriche possano prendere il posto delle auto a motore a scoppio. Anche quando questo succederà, ci sarà comunque domanda per il petrolio, che sarà la fonte primaria di energia per Nazioni emergenti come l’India e per industrie come quelle dei trasporti su gomma, delle spedizioni e dell’aviazione.


Come mai i Paesi emergenti non sono ancora passati alle fonti rinnovabili?

È una questione di prezzo! Il petrolio è conveniente. Se guardiamo allo storico della materia prima ci accorgiamo che, di questi tempi, il greggio è particolarmente a buon mercato. Dopo il massimo storico a 147 dollari al barile del 2008, le quotazioni del greggio sono sempre scese fino a raggiungere il minimo storico durante la pandemia di Covid-19, dove addirittura i corsi del contratto future hanno raggiunto il territorio negativo.

Un trend al ribasso causato da una domanda in calo e da un'offerta sempre maggiore. Da un lato abbiamo gli Stati Uniti d’America che sono riusciti a diventare energeticamente indipendenti grazie a nuove tecnologie come il fracking. Dall’altra abbiamo l’OPEC, la Organization of the Petroleum Exporting Countries, che ha deciso di tagliare solo limitatamente la quantità di petrolio estratto nonostante la riduzione della domanda legata alla pandemia e le tensioni con Paesi come la Russia e l’Iraq.

In poche parole il prezzo del petrolio genera un circolo vizioso, dove un ribasso lo rende più conveniente rispetto alle energie rinnovabili, che oltretutto hanno la pessima caratteristica di non essere sempre disponibili.

Petrolio: la sua era è davvero finita?

L’era dell’energia pulita è cominciata e una sempre maggiore attenzione alle tematiche ambientali porterà il petrolio ad essere una materia prima sempre più bistrattata. I segnali che il ciclo dell'oro nero stia volgendo al termine sono tanti:

  1. A fine 2019 la famiglia reale saudita ha quotato sul mercato la Saudi Aramco (SE:2222), che con i suoi 329 miliardi di dollari di fatturato è una delle società più grandi al mondo. Mettetela come volete, ma se un'azienda si quota in Borsa i motivi possono essere due: 1) La società ha bisogno di soldi per ulteriori sviluppi (e non credo sia questo il caso), 2) gli azionisti vogliono vendere quantomeno parte delle loro quote.
  2. La stessa famiglia saudita sta investendo pesantemente nelle energie rinnovabili, tanto da avere come obiettivo quello di diventare il primo produttore al mondo di componenti per la tecnologia eolica.
  3. Dopo 146 anni dalla fondazione della Standard Oil, la famiglia Rockefeller ha deciso di liquidare tutti i suoi investimenti in compagnie collegate agli idrocarburi, aggiungendo che: "non esiste una logica ragionevole per cui le aziende continuino a esplorare nuove fonti di idrocarburi".

Sembra proprio che i primi a non credere più nel petrolio siano quelli che grazie a questa materia prima hanno fatto i soldi. Anche grandi aziende come Airbus, il colosso europeo produttore di aeromobili, sta finanziando la ricerca di nuove forme di propulsione ecosostenibili che possano sostituire gli idrocarburi.

Nello specifico la società sta investendo molto nella ricerca e nello sviluppo di motori ad idrogeno, che potrebbero portare l'industria dell'aviazione ad abbandonare i motori a kerosene.

Petrolio: cosa succederà? I prezzi saliranno o scenderanno?

Il futuro non lo conosciamo, ma è molto probabile che tra alti e bassi il prezzo del petrolio nei prossimi dieci anni rimanga più o meno dove sta ora. È improbabile che possa tornare sopra i cento dollari a barile, come è improbabile che possa stabilizzarsi al di sotto dei venti dollari a barile.

In futuro potremo sfruttare quei momenti in cui il petrolio sarà particolarmente basso comprando un ETC che ne replichi l’andamento, oppure potremo trarre beneficio dalla forte volatilità che interesserà la commodity in concomitanza di notizie particolarmente importanti, facendo trading sia al rialzo che al ribasso con i Certificati a Leva Fissa, che permettono di sfruttare un effetto leva fino a 7 volte.

Ecco gli strumenti con cui attuare le strategie di trading e investimento sul Petrolio:

ETC sul petrolio:

> LONG senza leva (MI:OILH): XS1526243529

Certificati leva fissa sul petrolio:

> LONG leva 7: LU2226967045

> SHORT leva 7: LU2226967128

Previsioni sul prezzo del petrolio: è da comprare?
 

Articoli Correlati

Inserisci un commento

Guida sui Commenti

Ti consigliamo di utilizzare i commenti per interagire con gli utenti, condividere il tuo punto di vista e porre domande agli autori e agli altri iscritti. Comunque, per mantenere alto il livello del discorso, ti preghiamo di tenere a mente i seguenti criteri :

  • Arricchisci la conversazione
  • Rimani concentrato. Pubblica solo materiale che è rilevante all'argomento in discussione.
  • Sii rispettoso. Anche le opinioni negative possono essere trattate in modo positivo e diplomatico.
  • Utilizza lo stile standard di scrittura. Includi la punteggiatura,con lettere maiuscole e minuscole.
  • NOTA: messaggi contenenti spam, messaggi promozionali, link o riferimenti a siti esterni verranno rimossi.
  • Evita bestemmie, calunnie e gli attacchi personali rivolti a un autore o ad un altro utente.
  • Saranno consentiti solo commenti in Italiano.

Autori di spam o abuso verranno eliminati dal sito e vietati dalla registrazione futura a discrezione di Investing.com.

Scrivi I tuoi pensieri qui
 
Sei sicuro di voler cancellare questo grafico?
 
Posta
Pubblica anche su
 
Sostituire il grafico allegato con un nuovo grafico?
1000
La tua possibilità di commentare è stata sospesa per via di report negativi da parte di altri utenti. La tua situazione sarà controllata dai nostri moderatori.
Attendi un minuto prima di commentare di nuovo.
Grazie per aver commentato. Il commento è in attesa di approvazione da parte dei moderatori. Il commento sarà pubblicato sul nostro sito non appena approvato.
Commenti (1)
Fabiano Albasini
Fabiano Albasini 26.10.2020 17:05
Salvato. Vedi tutti gli Elementi salvati.
Questo commento è già stato salvato nei tuoi Elementi salvati
Mah... Il processo di evoluzione è lungo, non credo che in pochi anni possa cambiare tanto. In tanti vedono la crisi attuale come una velocizzazione del processo di conversione industriale, energetico, dei trasporti. Io penso il contrario, la crisi rallenterà questo processo, in quanto le aziende, messe a dura prova dalla crisi saranno costretti a rimandare gli investimenti.
Mostra risposte precedenti (1)
mauro rossi
sampei74 26.10.2020 17:05
Salvato. Vedi tutti gli Elementi salvati.
Questo commento è già stato salvato nei tuoi Elementi salvati
e devono farlo velocemente per non rimanere indietro...potrebbe costargli molto caro non accelerare i tempi...
Stikaz Zi
Stikaz Zi 26.10.2020 17:05
Salvato. Vedi tutti gli Elementi salvati.
Questo commento è già stato salvato nei tuoi Elementi salvati
Luca Allievi le reti infrastrutturali non sojo adeguate neanche per una frazione della concersione dell’energia. Ci vorranno decenni.
Luca Allievi
Luca Allievi 26.10.2020 17:05
Salvato. Vedi tutti gli Elementi salvati.
Questo commento è già stato salvato nei tuoi Elementi salvati
appunto 10 anni sono pochi in borsa
Fabiano Albasini
Fabiano Albasini 26.10.2020 17:05
Salvato. Vedi tutti gli Elementi salvati.
Questo commento è già stato salvato nei tuoi Elementi salvati
Il piano di Eni di conversione è lento, il fine è 2035.
giancarlo Migliorini
giancarlo Migliorini 26.10.2020 17:05
Salvato. Vedi tutti gli Elementi salvati.
Questo commento è già stato salvato nei tuoi Elementi salvati
vedrai..vedrai..tra poco riaggioneranno piano..
 
Sei sicuro di voler cancellare questo grafico?
 
Posta
 
Sostituire il grafico allegato con un nuovo grafico?
1000
La tua possibilità di commentare è stata sospesa per via di report negativi da parte di altri utenti. La tua situazione sarà controllata dai nostri moderatori.
Attendi un minuto prima di commentare di nuovo.
Allega un Grafico ai Commenti
Conferma blocco

Sei sicuro di voler bloccare %USER_NAME%?

Confermando il blocco tu e %USER_NAME% non potrete più vedere reciprocamente i vostri post su Investing.com.

%USER_NAME% è stato aggiunto correttamente alla lista di utenti bloccati

Poiché hai appena sbloccato questa persona, devi aspettare 48 ore prima di bloccarla nuovamente.

Segnala questo commento

Considero questo commento come:

Commento contrassegnato

Grazie!

La tua segnalazione è stata inviata ai nostri moderatori che la esamineranno
Responsabilità: Fusion Media would like to remind you that the data contained in this website is not necessarily real-time nor accurate. All CFDs (stocks, indexes, futures) and Forex prices are not provided by exchanges but rather by market makers, and so prices may not be accurate and may differ from the actual market price, meaning prices are indicative and not appropriate for trading purposes. Therefore Fusion Media doesn`t bear any responsibility for any trading losses you might incur as a result of using this data.

Fusion Media or anyone involved with Fusion Media will not accept any liability for loss or damage as a result of reliance on the information including data, quotes, charts and buy/sell signals contained within this website. Please be fully informed regarding the risks and costs associated with trading the financial markets, it is one of the riskiest investment forms possible.
Registrati tramite Google
o
Registrati tramite email