Nelle ultime 24 ore, l'euro è diminuito dello 0,20% rispetto all'USD, chiudendo a 1,1775. L'euro viaggia appena oltre i minimi da due mesi sul dollaro, a segnalare come gli investitori non siano del tutto convinti che la Banca centrale europea proseguirà nel percorso di restringimento della politica monetaria, mentre si moltiplicano le incertezze. La zona euro deve fare i conti con un rallentamento della congiuntura, in parte legata alla tensioni sul commercio internaioznale, oltre che con le incognite legate alla Brexit e alla situazione politico-finanziaria in Italia.
Durante la sessione asiatica, la coppia EUR/USD è stata di 1,1371 $, appena oltre il minimo da due mesi toccato ieri a 1,1353 dollari; la valuta unica scivola a 127,49 yen da 127,86 yen, con la valuta giapponese supportata dal clima di avversione al rischio, ben evidenziata dalla debolezza dei listini azionari. Lo yen si apprezza sul dollaro, che scivola a 112,02 da 112,40 yen della precedente chiusura, in attesa della stima 'advance' sul Pil statunitense del terzo trimestre. La mediana delle attese degli analisti suggerisce un rallentamento del tasso di crescita annualizzato della prima economia mondiale a 3,3% da 4,2% del trimestre precedente.
In caso di storno down, la coppia potrebbe trovare supporto a 1.1341 $ seguito da 1.1310 $, mentre in caso di rally, la prima resistenza si trova ora a 1,1417 $, seguito da 1,1462 $.
Nelle ultime 24 ore, la GBP è diminuita dello 0,49% rispetto al dollaro USA, chiudendo a 1,2823 dollari. Durante la sessione asiatica, la coppia GBP/USD è stata di 1,2823 $, in diminuzione rispetto alla chiusura di ieri. In caso di storno down, la coppia potrebbe trovare supporto a 1.2774 $ seguito da 1.2726 $, mentre in caso di rally, la prima resistenza si trova ora a 1.2895 $, seguito da 1.2968 $.
Questa analisi non intende essere un invito o un suggerimento ad operare, ma solo una personale e momentanea visione, dell'autore, relativa allo strumento finanziario in analisi.
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