Nelle ultime 24 ore, l'euro è sceso dello 0,63% rispetto al dollaro USA, chiudendo a 1,14398 dollari. L'apertura europea ha tentato di capitalizzare il rimbalzo USA, ma a gravare sul sentiment sono rapidamente intervenuti PMI Flash Eurozone di ottobre. Le dolenti note partono direttamente con il dato Composite Eurozone, terminato ai minimi da oltre 2 anni (52.7 da prec 54.1 e vs attese per 53.9). Il dato sul manifatturiero ha perso ulteriore terreno (52.1 da prec 53.2 e vs attese per 53) segnando i minimi da 26 mesi. Per quanto riguarda il manifatturiero, il rallentamento è omogeneo in Germania e Francia (rispettivamente -1.4 a 53.7 e -1.3 a 52.5), mentre sul fronte servizi abbiamo un miglioramento in Francia (a 55.6 da 54.8 e vs attese per 54.7) e una brusca frenata in Germania (53.6 da 55.9 e vs attese per 55.5). Il risultato è che in francia il Composite tiene (54.3 da 54) mentre in Germania cala marcatamente (a 52.7 da 55) al minimo da ben 41 mesi.
Durante la sessione asiatica, la coppia EUR/USD è stata di 1,1411 $, in aumento dello 0,11% rispetto alla chiusura di ieri. In caso di storno down, la coppia potrebbe trovare supporto a 1.1368 $ seguito da 1.1324 $, mentre in caso di rally, la prima resistenza si trova ora a 1,1466 $, seguito da 1,1520 $.
Nelle ultime 24 ore, la sterlina è diminuita dello 0,75% rispetto al dollaro USA, chiudendo a 1,2886 dollari. Durante la sessione asiatica, la coppia GBP/USD è stata di 1,2889 $, leggermente in aumento rispetto alla chiusura di ieri.
In caso di storno down, la coppia potrebbe trovare supporto a 1.2841 $ seguito da 1.2792 $, mentre in caso di rally, la prima resistenza si trova ora a 1.2964 $, seguito da 1.3038 $.
Questa analisi non intende essere un invito o un suggerimento ad operare, ma solo una personale e momentanea visione, dell'autore, relativa allo strumento finanziario in analisi.
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