Ecco alcuni titoli del listino milanese in grosse difficoltà e che non riescono a mettere in piedi un convincente rialzo.
Biesse (MI:BSS): la perdita del supporto a 12.16 euro ha agevolato l'affondo del titolo fino in area 11.0 euro. La permanenza dei corsi oltre tale livello è strategica per evitare ulteriori affondi fino al successivo target in area 10.35 euro in prima battuta. Sul fronte opposto invece, la rottura di quota 16.90 euro (in chiusura) potrebbe spingere il titolo fino in area 18.20 euro in prima battuta. Attenzione alla volatilità.
Mediaset (MI:MS): nelle ultime sessioni i corsi hanno subito una nuova accelerazione ribassista a causa delle violazione del supporto in area 2.805. Il titolo conferma l'intonazione ribassista che nelle prossime sedute potrebbe ricondurlo in area 2.70 euro in prima battuta. Ulteriori conferme in tal senso giungeranno con la violazione (in chiusura) di 2.70 euro; a quel punto sarà difficile evitare di raggiungere area 2.54 euro. Il titolo potrebbe ulteriormente prolungare la discesa che dura da circa 20 anni. La grossa prospettiva ribassista potrebbe cadere solo con un corposo rimbalzo ed il superamento (in chiusura e con tenuta mensile) di quota 3,05; solo allora ci potrebbe essere qualche piccola change ripresa fino a 3.30 euro ma al momento non sembrano esserci neanche le minime basi per un ripresa (senza operazioni straordinarie). Prestare la massima attenzione alle false partenze.
Interpump (MI:ITPG) Grp: la brusca flessione vista dal mese di maggio ha spinto il titolo in area 26.00 euro. I corsi restano esposti al rischio di subire ulteriori approfondimenti che, in caso di stabilizzazione al di sotto di 25.90 euro, potrebbero preludere ad un test in area 25.03 euro in prima battuta (2° target 24.33 euro). I primi concreti spiragli positivi si aprirebbero grazie al superamento di quota 28.520 euro (in chiusura), evento che anticiperebbe una estensione verso 29.85 euro in prima battuta.
De Longhi (MI:DLG): brusco scivolone per De'Longhi nel corso degli ultimi tre mesi dove il titolo ha ceduto oltre il 30%. Recuperi fino a quota 20.0 euro manterranno inalterate le prospettive negative, solo oltre tale livello verranno generati i primi segnali per una ripresa più credibile con target successivo in area 21.85 euro in prima battuta. Sul fronte opposto, invece, monitorare il supporto a 16.85 euro, la cui violazione creerebbe i presupposti per un ulteriore affondo nei dintorni di 15.70 euro.