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Gas naturale: a dicembre arriverà il freddo necessario per impedire un tonfo?

Pubblicato 01.12.2022, 12:37
NG
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  • Livelli delle scorte USA pressoché invariati rispetto ad un anno fa
  • Produzione di gas, intanto, ai massimi storici; domanda di riscaldamento sotto le attese 
  • Se non arriverà il vero freddo a dicembre, probabile un tonfo del prezzo di quasi il 20%
  • Domanda: come si giustificano prezzi del gas naturale che si trovano il 90% al di sopra del livello di un anno fa, quando il deficit delle scorte è cambiato appena negli ultimi 12 mesi, mentre la produzione è ai massimi storici? Natural Gas Daily

    Ecco il dilemma del “trader del gas neutrale” (no, non è un errore di battitura).

    Il contratto con consegna il mese prossimo sul New York Mercantile Exchange oscillava a poco meno di 7 dollari per mmBtu all’apertura degli scambi di dicembre questo giovedì. Un anno fa, il riferimento Henry Hub era a 3,73 dollari.

    Ma le scorte di gas USA si attestano ad appena circa 3,6 mila miliardi di piedi cubici (tcf), non molto diverso dai livelli di fine 2021.

    La produzione di gas secco, intanto, ha raggiunto massimi storici di 102 miliardi di piedi cubici (bcf) al giorno, in salita di 2,0-3,0 bcf al giorno negli ultimi due mesi.

    La dicotomia scorte/domanda rende “difficile ai tori del mercato del gas ottenere molto più rialzo dei prezzi”, scrive Alan Lammey, analista di Gelber & Associates a Houston, in una email ai clienti di ieri.

    L’attuale sovrapprezzo si basa sull’idea che il meteo diventerà freddissimo da questo mese in poi, con una domanda di riscaldamento eccessiva che vedrà un utilizzo corrispondente.

    Ecco il problema.

    Farà davvero freddo o no?

    Il Global Forecast System (GFS) e l’ECMWF al momento prevedono un aumento dei gradi giorno basati sul gas (GWDD) per il periodo che va dal 30 novembre al 13 dicembre.

    Weather Outlook

    Fonte: Gelber & Associates

    Il problema è che le previsioni a breve termine sulle temperature non danno un freddo abbastanza intenso da scatenare i timori di un ampliamento del deficit delle scorte che, a meno di una formazione di un vortice polare, probabilmente resterà sotto i 100 bcf fino a metà dicembre circa.

    Ciò significa che più il calendario si spingerà nel periodo dei prelievi con adeguate scorte di gas, meno tempo avrà l’aria polare per produrre un considerevole deficit che potrebbe scatenare i timori di un’imminente crisi delle scorte.

    Per Lammey, ci sarà un tonfo di quasi il 20% dei prezzi del gas in caso le previsioni bullish dovessero deludere.

    I grafici tecnici sembrano d’accordo. “Il mercato ha incontrato resistenza a 8,12 dollari e questo ha spinto giù i prezzi verso la Banda di Bollinger media giornaliera di 6,70 dollari, che sembra stare facendo da supporto temporaneo”, afferma Sunil Kumar Dixit, a capo delle strategie tecniche di SKCharting.com. L’azione di prezzo settimanale, intanto, indica un doppio bottom a 5,50 dollari, che potrebbe tradursi in un quadro bullish a lungo termine.

    Questa differenza tra proiezioni e realtà del mercato ha causato enormi oscillazioni dei prezzi da fine estate.

    In poco più di una settimana, il mercato è passato da un massimo a breve termine di 8,177 dollari ad un minimo di 6,806 dollari entro ieri. Tuttavia, sul mese di novembre, i prezzi hanno chiuso in salita del 9%.

    Evitato sciopero ferroviario, cambiamento del meteo 

    Anche la prospettiva di un intervento federale su una vertenza sindacale in corso nel settore ferroviario ha smorzato eventuali fattori bullish sul mercato, scrive l’analista senior di EBW AnalyticsGroup Eli Rubin.

    In assenza di un intervento, tuttavia, i sindacati sembrano pronti a scioperare dal 9 dicembre, spiega Rubin, uno sviluppo che sconvolgerebbe le spedizioni di carbone con un “aumento della pressione rialzista sulla domanda e sui prezzi del gas naturale”.

    Meteo e problemi delle ferrovie a parte, anche i timori per l’impennata della produzione di gas sostengono la svolta bearish del mercato.

    La produzione ieri è tornata vicino ai 101 bcf/d, secondo le stime di Bloomberg, dopo essere scesa sotto il livello all’inizio della settimana per la manutenzione in Texas e Louisiana.

    Su un blog su naturalgasintel.com, gli analisti di Tudor, Pickering, Holt & Co. scrivono che, malgrado il calo di inizio settimana, la produzione di gas nelle ultime settimane si è mantenuta intorno ai livelli di 101-102 bcf al giorno.

    Gli analisti scrivevano che la domanda di riscaldamento sarebbe schizzata oggi e domani, intensificandosi ulteriormente a dicembre.

    Ma il ritmo degli aumenti dei consumi di gas naturale è diventato difficile da valutare, dato il clima altalenante.

    Lammey avverte: “Se dovesse arrivare una raffica di domanda con un’enorme quantità di aria artica che interesserà le regioni centrali ed orientali degli USA a metà dicembre, si potrebbe innescare un enorme rally di short-covering. La febbre degli acquisti [potrebbe] riportare i prezzi sopra gli 8 dollari”, afferma.

    Ed è probabilmente questo che pensano i long del gas, e forse anche qualcuno dei neutrali.

    Nota: Barani Krishnan utilizza una varietà di opinioni oltre alla sua per apportare diversità alla sua analisi di ogni mercato. Per neutralità, a volte presenta opinioni e variabili di mercato contrarie. Non ha una posizione su nessuna delle materie prime o asset di cui scrive.

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