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La sterlina schizza dopo la BoE, il cambio USD/JPY toccherà 106 dopo i dati NFP?

Pubblicato 05.02.2021, 08:27
Aggiornato 09.07.2023, 12:31
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Rassegna giornaliera sul mercato forex, 4 febbraio 2021

Analisi realizzata alla chiusura del mercato statunitense a cura di Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management.

  • La sterlina schizza nelle aspettative della BoE per la ripresa e l’inflazione
  • La BoE dice alle banche di prepararsi a tassi negativi ma non dice che potrebbero non essere necessari
  • L’euro scende al minimo di 2 mesi
  • Le richieste di sussidio su 4 settimane scendono al minimo di 2 mesi in vista dei dati sull’occupazione non agricola
  • I dati NFP porteranno l’EUR/USD a 1,19 ed il cambio USD/JPY sopra i 106?

Gli investitori hanno fatto salire il dollaro USA tutta la settimana, ora si chiedono se il report sull’occupazione non agricola di venerdì possa portare il cambioEUR/USD ad un nuovo minimo di due mesi o il cambio USD/JPY sopra i 106. I dati NFP sono quelli più importante della settimana per gli USA, ma nell’ultimo anno abbiamo visto che l’impatto di questi dati sulle valute sta scendendo.  Questo ha a che fare con l’ottimismo verso il vaccino e con il fatto che gli investitori abbiano trascurato i dati deboli. A dicembre sono stati persi 140.000 posti di lavoro e domani si prevede che i dati mostrino la creazione di 50.000 nuovi posti di lavoro. Come indicheremo di seguito, ci sono molti motivi per cui aspettarsi dei dati forti che possano incoraggiare ulteriori rialzi per le valute.

I dati sulle richieste di sussidio hanno mostrato che la media mobile su quattro settimana sta scendendo al minimo di due mesi e che le richieste continue sono al minimo da marzo. La componente relativa all’occupazione del report ISM su manifatturiero e servizi è ritornata in salita e il report ADP ha mostrato un forte aumento nell’occupazione del settore privato. La fiducia dei consumatori è stata mista, tra il conference board che ha riportato un miglioramento e l’Università del Michigan che ha riportato un peggioramento. Tuttavia, ci sono abbastanza motivi per credere che l’occupazione non agricola salirà sopra i 50.000. Ma saranno sufficienti?

Solitamente, quando i dati confermano il sentimento dei mercati, l’impatto sul mercato può essere più significativo. In questo caso, il dollaro USA potrebbe rispondere particolarmente bene ad un report NFP migliore del previsto. Non ci vorrà molto prima che il cambio EUR/USD scenda verso nuovi minimi e testi il livello di 1,19, ma il cambio USD/JPY si muove più lentamente, e il livello di 106 sarà difficile da raggiungere con la media su 200 giorni ed il massimo di novembre che convergono vicino a 105,60.

Argomenti a favore di un report positivo sull’occupazione non agricola

 

Argomenti a favore di un report negativo sull’occupazione non agricola

La sterlina è schizzata dopo l’annuncio di politica monetaria della Banca d’Inghilterra. La BoE ha votato all’unanimità per lasciare la politica monetaria invariata. Alcuni investitori credevano che ci sarebbe stato del dissenso visto che alcuni policy-maker erano a favore di tassi di interesse negativi. Sebbene la BoE abbia detto alle banche di iniziare a prepararsi a tassi di interesse negativi, ha anche aggiunto che questo provvedimento potrebbe non essere necessario. Questo passo avrebbe dovuto far scendere la sterlina in quanto questo li fa avvicinare a tassi di interesse negativi, ma la banca centrale è stata più ottimista sulla crescita. Ha rivisto al ribasso le previsioni sul PIL del 2021 a causa del lockdown del primo trimestre, ma nella dichiarazione della BoE si legge:

“Si prevede una rapida ripresa del prodotto interno lordo verso i livelli pre-COVID nel 2021, in quanto il programma di vaccinazione dovrebbe portare ad un calo delle restrizioni e ad un calo delle preoccupazioni per la salute”.

La banca ha dichiarato inoltre che l’inflazione potrebbe salire più velocemente del previsto e che l’IPC potrebbe toccare il 2% all’inizio del 2022. Detto ciò, l’impennata del cambio GBP/USD è stata limitata dai rialzi del dollaro USA.

Il dollaro canadese sarà al centro dell’attenzione venerdì, in attesa dei dati sul lavoro e quelli manifatturieri. Come gli USA, il Canada ha registrato un calo di posti di lavoro alla fine dell’anno. Tuttavia, non si prevede un ritorno alla crescita occupazionale. Se sarà così i dati positivi USA uniti al calo dell’occupazione negli USA potrebbero portare ad una forte ripresa del cambio USD/CAD che potrebbe preparare all’avanzata verso 1,30. Il dollaro australiano e il dollaro neozelandese sono scesi nonostante un maggiore surplus commerciale in Australia e l’aumento delle concessioni edilizie in Nuova Zelanda.

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