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Materie prime pronte a un rally con i tassi di interesse destinati a scendere

Pubblicato 02.04.2024, 12:01
Aggiornato 09.07.2023, 12:31

In un recente report, Goldman Sachs (NYSE:GS) ha messo in luce il potenziale che le materie prime schizzino quando i tassi di interesse scendono. E questo aspetto assume particolare importanza ora, mentre numerosi importanti istituti finanziari prevedono una serie di tagli dei tassi quest’anno, forse addirittura tre, anche se alcuni funzionari della Federal Reserve starebbero mettendo in dubbio l’adeguatezza di tale numero data la persistenza di un’inflazione superiore alla media.

Il report di Goldman conferma una previsione positiva sulle materie prime, stimando ritorni totali di ben il 15% entro fine anno, con alcuni settori che dovrebbero dare ritorni di oltre il 20%.

Per gli investitori che puntano a diversificare i loro portafogli e approfittare di queste dinamiche di mercato, ritengo che le materie prime possano offrire delle occasioni interessanti.

Uno degli aspetti più interessanti emersi dallo studio della banca è il rapporto storico tra materie prime e tassi di interesse. Gli analisti di Goldman notano che i materiali storicamente schizzano quando i tassi di interesse vengono abbassati in un contesto non recessionario, un trend che potrebbe promettere bene per il settore. Il grafico sotto mostra la potenziale variazione di prezzo per vari asset a seguito di un calo dei tassi da 100 punti base (pb), con rame e oro come maggiori beneficiari tra i metalli.

Interest rate cuts

Questa correlazione, dice Goldman, può essere attribuita a numerosi fattori. Tra questi, l’aumento della domanda di materie prime mentre i costi di prestito scendono e la possibilità che gli investitori cerchino asset alternativi in un contesto di basso rendimento.

Tra i fattori chiave, più di recente, troviamo la ripresa della manifattura globale, con le compagnie che riforniscono le scorte, i rischi geopolitici e la possibilità di un atterraggio morbido per l’economia statunitense, evitando la recessione. Inoltre, trend demografici, come l’invecchiamento della popolazione, e i maggiori livelli di debito pubblico indicano un contesto più inflazionistico per l’economia in generale. Questo, a sua volta, potrebbe spingere gli investitori a destinare di più alle materie prime come rifugio dall’inflazione.

Tagli dei tassi da entrambe le sponde dell’Atlantico?

Le previsioni di una serie di tagli dei tassi, sia negli Stati Uniti che altrove, certamente supportano le materie prime quest’anno. Allianz (ETR:ALVG), il gigante dei servizi finanziari, si aspetta una svolta della Fed a luglio, con un totale di 100bps di tagli dei tassi entro fine 2024 e di altri 75bps entro fine 2025. Le sue previsioni si basano sulla posizione più prudente della Fed e sui progressi fatti sul fronte dell’inflazione. Allianz fa notare che la “funzione di reazione” del Federal Open Market Committee (FOMC) è diventata più accomodante, in quanto ha aggiornato le previsioni sulla crescita del prodotto interno lordo (PIL) e sull’inflazione PCE per la fine dell’anno senza cambiare le prospettive sui tassi.

Monetary easing

La compagnia si aspetta che la Banca Centrale Europea prenda il comando di questo ciclo di tagli dei tassi, cominciando ad abbassarli a luglio, molti giorni prima della Fed. Questa differenza dal pattern storico in base al quale la BCE segue la Fed si giustifica con la differenza delle condizioni economiche nella zona euro e negli Stati Uniti. La zona euro, ad esempio, affronta un’inflazione più bassa ma una persistente stagnazione economica e il rischio di un eccessivo inasprimento. Di conseguenza, la BCE potrebbe sentirsi in dovere di agire più urgentemente della Fed, un buon segno per le materie prime.

Come gli eventi globali stanno ridisegnando la mappa del trading delle materie prime

Oltre al potenziale impatto dei tagli dei tassi di interesse, il mercato delle materie prime viene influenzato dalle previsioni di un aumento della domanda di petrolio ed energetici.

L’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) di recente ha alzato la sua stima sulla crescita della domanda petrolifera 2024 di 110.000 barili al giorno, citando il miglioramento delle prospettive economiche per gli Stati Uniti e i maggiori consumi di carburante ad uso marittimo a causa degli attacchi nel Mar Rosso. La crisi in corso, esacerbata dagli attacchi delle forze armate Houthi dello Yemen contro le navi commerciali, comporta maggiori tempi di percorrenza e costi di trasporto superiori, in quanto molte navi sono costrette a percorrere rotte più lunghe circumnavigando l’Africa. Questa domanda maggiore dovrebbe mantenere i prezzi del petrolio più alti nel corso dell’anno, soprattutto se sommata agli attuali tagli di produzione OPEC+.

E, parlando dell’OPEC, a quanto pare gli Houthi avrebbero minacciato gli impianti petroliferi sauditi nell’eventualità che il regno consenta agli Stati Uniti di utilizzare il suo spazio aereo per combattere contro il gruppo. L’Arabia Saudita, il principale esportatore petrolifero al mondo, è in guerra con gli Houthi dal 2015.

Un altro fattore a breve termine è la temporanea chiusura del porto di Baltimora a causa del recente crollo del ponte Francis Scott Key. Il porto è il secondo principale centro di esportazione di carbone negli Stati Uniti, responsabile del 28% delle esportazioni di carbone totali statunitensi nel 2023, secondo la Energy Information Administration (EIA). La chiusura dovrebbe ridurre i consumi di carburante a uso marittimo e potrebbe colpire il volume delle esportazioni di carbone USA nel 2024.Sebbene altri porti vicini, come Hampton Roads, abbiano la capacità addizionale di esportare carbone, fattori come la qualità del carbone, il prezzo e le tempistiche influenzeranno la facilità con cui le compagnie passeranno a un altro porto per le esportazioni.

L’importanza di un approccio selettivo e informato

Credo che sia essenziale approcciarsi al settore delle materie prime con una strategia selettiva e ben informata. Il report di Goldman Sachs consiglia agli investitori di considerare fattori sia ciclici che strutturali, nonché i rischi geopolitici, quando prendono decisioni di investimento. Analizzando attentamente i vari fattori in gioco e mantenendo un portafoglio diversificato, gli investitori potrebbero essere ben posizionati per trarre vantaggio dalle potenziali opportunità presentate dal mercato delle materie prime.

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La performance passata non è garanzia dei risultati futuri. Tutte le opinioni espresse e i dati forniti sono soggetti a modifiche senza preavviso. Alcune di queste opinioni potrebbero non essere adatte a tutti gli investitori. Facendo clic sui link sopra indicati, si viene indirizzati a siti web di terzi. U.S. Global Investors non approva tutte le informazioni fornite da questi siti web e non è responsabile del loro contenuto.

Le spese dei consumi pro-capite (PCE) sono una misura della spesa dei consumatori e includono tutti i prodotti e servizi acquistati dalle famiglie statunitensi.

Ultimi commenti

Frida ohlin
👏
Goldman Sachs come al solito le spara grosse...ma veramente grosse!!non ci ha mai azzeccato... è veramente delirante! Come può dire che le materie prime fanno boom con i tagli dei tassi in un economia usa che cresce e che consuma....non li taglieranno mai i tassi a condizioni positive dell'economia usa ....ma siamo sicuri che ne capiscono di economia? Boohhhh!!!
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