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Morning adviser, inversione di trend sulle borse?

Pubblicato 27.01.2014, 09:13
EUR/USD
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Matteo Paganini, 27 gennaio 2014

INTRO

Dall’apertura di questa notte non è cambiato molto rispetto a come i mercati hanno chiuso venerdì sera, con le borse protagoniste di un forte tonfo a nostro parere ancora ascrivibile a importanti prese di profitto, che però ha portato i prezzo sotto i livelli di supporto di breve periodo, lasciando spazio ad eventuali interpretazioni ribassiste che operativamente sfrutteremo soltanto al raggiungimento di determinati livelli.

Il punto della situazione

La settimana, come appena accennato, si è conclusa con dei tentativi di correzione che possono essere considerate delle prese di profitto, dopo l’inanellarsi di nuovi massimi storici sulla borsa tedesca e la tenuta dei massimi assoluti da parte delle borse americane. Cominciano a delinearsi delle potenzialità per assistere a correzioni più profonde, che non possono però essere ancora considerate, a nostro parere, delle inversioni di tendenza che potrebbero rimanere tali sia sulle sponde europee che sul versante americano. Sul fronte valutario l’euro si mantiene in posizione di forza rispetto al dollaro americano, dove siamo andati a sfiorare soglia 1.3750 dopo una fase di consolidamento sopra 1.3500, area che sarà da seguire con attenzione come supporto durante questa settimana e che se dovesse tenere potrebbe sostenere le quotazioni fino ad arrivare ai livelli di prezzo che abbiamao visto prima della fine dell’anno. Per quanto concerne la sterlina inglese continua la sua forza intrinseca contro il biglietto verde, pur essendosi concretizzate prese di profitto durante l’ultimo giorno di trading della settimana passata, fenomeno che per il momento non ci preoccupa, mentre se ci concentriamo sullo yen cominciamo ad avere sentori di possibili approfondimenti rialzisti di breve periodo, una volta che i prezzi dovessero tornare sotto quota 101.30, anche se nel medio periodo l’idea che continua ad accompagnarci è quella relativa ad una possibile svalutazione della valuta nipponica. Il dollaro australiano continua la sua discesa ed ogni rimbalzo a rialzo ha fornito buone opportunità di vendita, strategia che ci accompagnerà fino a quando non dovessimo risalire oltre 0.8950, mentre sul fronte emergenti, come ipotizzato, abbiamo assistito a nuovi minimi storici per la lira turca, contro euro e dollaro, minimi che potrebbero lasciare spazio a correzioni tecniche ma che potrebbero non segnalare le soglie ultime toccate dalla divisa turca.

QUADRO TECNICO

EUR/USD: ci troviamo di fronte ad un restringimento di volatilità durato tutta la notte. E’ possibile sfruttare la congestione per pensare ad acquisti o vendite alla rottura dei supporti o delle resistenze statici con l’idea che una rottura rialzista potrebbe portare a tentativi di estensione verso i massimi di venerdì, mentre in caso di rottura ribassista potrebbero formarsi opportunità valutative di acquisto nell’area che passa tra 1.3625 e 1.3650, con l’idea che un ritorno sotto 1.3610 possa far cominciare una discesa strutturale di breve periodo alla ricerca degli importanti supporti visti prima, con un primo potenziale livello di target passante per 1.3565

USD/JPY: tentativo di ripartenza sulla salita del Nikkei di stanotte, con i prezzi che però si trovano nei dintorni della media mobile a 21 periodi oraria che insieme a 103.00 potrebbe offrire un’ottima area di resistenza all’interno della quale valutare vendite di dollaro per ritorni verso i primi target che potrebbero essere rappresentati da area 102.50 ed in estensione 102.15. Una ripartenza oltre 103.20 si rende necessaria, a nostro parere, per valutare approfondimenti verso 103.50/75.

EUR/JPY: situazione tecnica non molto pulita per il cross, con la possibilità di attendere i prezzi in area 141.00, senza cominciare ad ipotizzare vendite da subito. Nel momento in cui i prezzi dovessero raggiungere tale soglia però, si potrebbero ipotizzare opportunità di acquisto di yen, tenendo conto che fino a quando non dovessimo superare area 141 ¼ il mercato potrebbe effettivamente tentare delle ripartenze a ribasso con primi target intorno a 140.40 ed in estensione figura. In caso di superamento di area 141.35 il mercato potrebbe tentare estensioni verso la forte area di congestione passante per 141.85.

GBP/USD: dopo la morte dell’australiano, abbiamo assistito venerdì alla morte (di brevissimo periodo) della sterlina, che ora si trova in una fase congestiva sotto le medie orarie che hanno incrociato a ribasso e che potrebbero, insieme ai punti statici precedenti passanti per 1.6530, fornire una buona area di resistenza sulla quale pensare a discese del pound, con primi target sui minimi della notte ed in caso di giro a ribasso dello stocastico con i prezzi vicini a questi minimi ed oscillatore lontano dalla zona di ipervenduto potenziali approfondimenti verso 1.6440 ed in estensione 1.6410 (ma questo potrebbe avvenire in caso di acquisto generalizzato di dollaro americano . Nel momento in cui il mercato dovesse rompere a rialzo l’area che termina in 1.6565, potremmo assistere a ripartenze importanti della sterlina, con l’unico ostacolo al raggiungimento dei massimi precedenti rappresentato da area 1.6585/90.

AUD/USD: possibile formazione di una divergenza ribassista da osservare su un grafico orario, che potrebbe formarsi in coincidenza di prezzi in retest della media mobile a 100 oraria, passante in corrispondenza di livelli di minimo statici individuabili sempre su un time frame orario. Questa potrebbe rappresentare una buona area di resistenza sulla quale pensare a vendite di australiano, con potenziali target passanti per 0.8720 ed in estensione sui minimi, sui quali (se raggiunti naturalmente) valutare il posizionamento dello stocastico, che se dovesse trovarsi lontano dall’ipervenduto, potrebbe suggerire ulteriori rotture. Per ripartire, occorre, a nostro parere, riportarsi sopra l’area di 0.8780.

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