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Piazza Affari Best: Tim divisa tra OPA e concorrenza Iliad. Come operare

Pubblicato 24.01.2022, 08:53
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Il titolo più interessante di questa settimana è sicuramente Telecom Italia (MI:TLIT), alle prese con l'OPA e con la concorrenza di Illiad.

A Novembre si è resa nota la manifestazione d'interesse "amichevole" (con due diligence confirmatoria) al fine di ottenere l'ok da parte del Governo e degli altri azionisti, uno su tutti Vivendi (PA:VIV) (azionista di maggioranza). Il fondo KKr, dopo la prima proposta era propenso ad un incremento dell'offerta iniziale a 0,80 euro (stimata in precedenza a 0,505 euro cioè 10,8 miliardi di euro) ma ancora lontana dal prezzo pagato da Vivendi di 1,03 euro che a detta sua non la riteneva congrua.

Per il titolo il nuovo anno inizia con un +2,2% dopo le parole di Tempini (Presidente di Cassa depositi e prestiti) che ha messo alla luce l'importanza di una rete unica a banda larga per l'Italia, visto anche il Pnrr. Così dicendo ha "rafforzato" l'intesa tra Tim, Open Fiber (partecipazioni del 60% da Cdp e del 40% dalla banca australiana Macquarie) e FiberCop (di cui il fondo KKr possiede già il 37,5%). Inoltre va ricordato che il "Dipartimento per la Trasformazione digitale" ha aperto al progetto di Tim, Leonardo, Sogei e CDP Equity per la realizzazione di una strategia Cloud pubblica nel 2022.

Ma le ultime indiscrezioni, hanno fatto scendere il titolo vicino ai 0,40 euro (perdendo più del 15% nelle ultime sedute) allondanandolo dal prezzo OPA del fondo che resta ancora in attesa dell'ok per la due dilingence.

Quest'attesa non fa sicuramente "bene" alla società, si preannucia più lunga del previsto, ed ha fissato il Cda al 2 Marzo 2022 come limite massimo. La "soluzione" più immediata e agevole potrebbe essere uno spin-off (scorporamento), entro 18 mesi, delle attività senza offerta di pubblico acquisto, anche se poi rimangono i miliardi di debiti e l'esubero di migliaia di dipendenti da ricollocare.

Infatti nel Cda "informale" (del 18 Gennaio), Labriola (direttore generale, e uno dei pochi rimasti) ha presentato il nuovo piano strategico includendo lo scorporo della società e due titoli azionari, uno per la rete (NetCo) e uno per i servizi (ServiceCo), con il benestare di Vivendi (che ha tolto il
veto alla cessione della rete). Mentre in quello "ufficiale", del 21 Gennaio, gli è stata affidata la nomina di amministratore delegato ed ha, anche in questo caso, illustrato delle proposte per separare la rete fissa della società dai servizi commerciali e il progetto di fusione con la fibra di Open Fiber. In tutto ciò il governo resta ancora fermo in vista dell'elezione del Presidente della Repubblica.

Inoltre il lancio della linea fissa di Illiad, aumenta la competitività che ha dimostrato di avere in questo ultimo periodo, recherà altre pressioni sul titolo nonostante siano stati fatti dei progressi (piccoli) sul taglio dei costi e la riduzione della leva finanziaria. Tim sta affrontando un "deterioramento" della competitività in Italia, da inizio anno ha avuto un rialzo del 15% circa fino a Giugno 2021, per poi perdere oltre il 30% del suo valore ma sovraperformando (di poco) anno/anno rispetto allo Stoxx Europe 600 Telecommunications.

stoxx600 Telecommunications vs tim


I ricavi dei 9 mesi del 2021 hanno evidenziato un ribasso dell'2,2% pari a 11,4 miliardi di euro mentre nel ultimo trimestre c'è stata una flessione del 2,1% rispetto ai 3,92 miliardi dello scorso anno, dell'Ebitda del 14,1% passanto da 5,12 miliardi di euro a 4,39 miliardi con un impatto dell'8% sull'utile netto adjusted. Il gruppo

Tim ha poi aggiornato le previsioni gestionali dell’esercizio 2021, con l’Ebitda AL organico della "Business Unit Domesti" che è stimato in diminuzione per i minori ricavi connessi all'accordo con DAZN, e grazie alla crescita della "Business Unit Brasile", l’Ebitda AL consolidato organico di "Gruppo 2021" è atteso superiore a 5,4 miliardi di euro. L’indebitamento finanziario netto è in calo di 3,1 miliardi (acquisto da parte di KKR Infrastructure del 37,5% di FiberCop per un valore di 1,8 miliardi di euro, il restante in investimenti e licenze) anno/anno a 17,6 miliardi di euro.


Il rendimento dei dividendi è pari allo 2,29%, payout ratio del 5,23% con pagamento dello 0,01 azione (ultimo 21 giugno 2021).

conto

dati


Alla società di telecomunicazioni, con uno scenario di "scissione", Equita Sim ha dato un target a 0,32 euro mentre Intesa Sanpaolo (MI:ISP) un buy con target price a 0,47 euro. Bnp paribas da neutral è passata a underperform con target abbassato da 0,33 euro a 0,31 euro mentre Barclays (LON:BARC) l'ha ridotto da 0,35 euro a 0,27 euro ma un "lieto fine" con il fondo KKr potrebbe portare il prezzo ad azione a 0.70 euro.

tim
(grafico 21 gennaio)

Da un punto di vista grafico, il prezzo sta continuando la sua inesorabile "discesa" da fine 2015. Nell'ultimo periodo ha "rotto" al rialzo la resistenza formatasi dai due ultimi massimi, a Novembre 2019 e a Giugno 2021, dopo le voci riguardo l'OPA. Il prezzo ha ritoccato (formando un gap tra i 0,35 e i 0,415 euro), dopo mesi, i 0,50 euro per poi "ricadere" nel suo limbo tra i 0,40 e i 0,46 euro. Per il momento, non è un titolo con un "forte" potenziale rialzista come lo denota anche l'RSI che si trova a 52 punti dopo il livello ipercomprato di Novembre 2021.

Attualmente il prezzo si trova in corrispondenza della trend line, a limite con il GAP e il prezzo psicologico dei 0.40 euro (livello importante per possibili rialzi).

Ecco un range di possibili valutazioni secondo diversi modelli:

valutazioni Tim fonte investingPRO


Il fair value medio sembra essere intorno allo 0,61 euro ipotizzando un rialzo del 45,91% dal valore attuale.

Nel breve periodo, il trend mostra segnali di peggioramento in area 0,40 euro, il prezzo potrebbe continuare a scendere verso il supporto a 0,38 euro poggiandosi sulla media 100. Invece un'inversione di trend dovrebbe fornirci un "primo segnale" rialzista con una chiusura giornaliera superiore ai 0,455 euro (per poi andare sopra la media 200).

L'operatività dovrebbe essere di medio periodo, visto che il titolo ha un forte appeal speculativo per le diverse "news" e l'elevato livello dei volumi (vol. 49.912.051 mentre vol. medio 235.891.057).



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