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Propensione al rischio FX appesa ad un filo, attesi i tassi USA

Pubblicato 15.02.2022, 10:13
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Rassegna giornaliera sul mercato forex, 14 febbraio 2022

Analisi realizzata alla chiusura del mercato statunitense a cura di Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management

Ciò che sarebbe dovuto essere un inizio di settimana tranquillo si è trasformato in un inizio volatile. Durante il weekend si è temuto un attacco imminente della Russia in Ucraina, ma all’inizio della seduta newyorkese, il Ministro degli affari esteri Sergei Lavrov ha chiesto a Vladimir Putin di continuare i dialoghi diplomatici ed il Presidente russo ha risposto “va bene”. Una semplice risposta che però ha fatto schizzare titoli e valute, ma i guadagni sono spariti rapidamente. Il cambio

EUR/USD è schizzato a 1,1342 ed ha chiuso la giornata sotto 1,1300. La crisi tra Russia e Ucraina resta una situazione delicata che potrebbe peggiorare in qualsiasi momento. Oggi abbiamo visto che gli investitori risponderebbero positivamente ad un accordo. Ma quando questo rischio geopolitico cesserà, il focus tornerà sull’impatto dell’aumento dei tassi di interesse sulla ripresa mondiale. Gli investitori sono scettici sulla possibilità di un accordo. Il rischio di un conflitto resta molto elevato, di conseguenza anche quello di inversione dei titoli.

Questa settimana sarà centrata sui dati che ci mostreranno l’andamento dell’economia USA e di quella mondiale. In calendario i dati su vendite al dettaglio, manifatturiero e mercato del lavoro USA, il sondaggio ZEW tedesco, il report sull’occupazione australiana, il report sull’occupazione britannica e i report si occupazione, inflazione e vendite al dettaglio nel Regno Unito. La richiesta di dollaro USA resta elevata, con il rendimento dei Treasury decennali al massimo da gennaio 2020. Il rimbalzo delle vendite di auto dovrebbe far aumentare la domanda dei consumatori, mentre il tono dei verbali del FOMC sarà quasi sicuramente più aggressivo. L’aumento incessante dei prezzi delle materie prime ha spinto diverse banche come Goldman Sachs ad aspettarsi sette aumenti dei tassi dalla Fed quest’anno. Le previsioni potrebbero essere ambiziose, ma le aspettative come queste sono positive per il biglietto verde.  

Ci aspettiamo che il dollaro canadese vada bene questa settimana. I dati canadesi su inflazione e consumi sono attesi, dopi che il report IVEY PMI ha mostrato una forte pressione nei prezzi il mese scorso. La Bank of Canada dovrebbe alzare i tassi come la Fed a marzo.

L’underperformance della sterlina invece è strana. I dati britannici dovrebbero essere positivi. Secondo i dati PMI, c’è mancanza di lavoratori e, come nel resto del mondo, l’inflazione è in salita. La sterlina è in calo principalmente a causa del dollaro USA e dell’avversione al rischio. L’euro è salito contro il biglietto verde, mentre i rendimenti USA sono saliti verso la chiusura di New York. Le revisioni al PIL del Q4 nella zona euro ed il sondaggio ZEW saranno rilasciate mercoledì. Nonostante i timori per la variante Omicron siano scesi, il tono meno cauto della Banca Centrale Europea potrebbe spaventare gli investitori.

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