Investing.com - Corsa contro il tempo per evitare la procedura di infrazione che è stata approvata dalla Commissione europea verso l’Italia con la giornata di domani che potrebbe essere decisiva.
La stessa Commissione, infatti, aveva bocciato la manovra di bilancio 2019 presentata dal Governo italiano a causa della quota del 2,4% del deficit del Pil, giudicata insufficiente a garantire un’adeguata discesa del rapporto debito/Pil.
L’Unione europea si aspetta delle proposte di modifica da parte dell’Italia per far scendere tale rapporto, con alcuni quotidiani che scrivono come da Bruxelles potrebbero accettare anche l’1,95%.
Proposte, in realtà, già attese dalla Commissione la settimana scorsa, 5 dicembre, attesa poi rivelatasi invana a causa della decisione del Governo di prendersi altro tempo.
L’incontro di domani
La giornata di mercoledì 12 dicembre vedrà incontrarsi il Presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker e il Premier Giuseppe Conte, ai quali si unirà il Ministro dell’Economia Giovanni Tria.
"Non andrò a Bruxelles con un libro dei sogni. Mi presenterò con uno spettro completo del programma riformatore", aveva annunciato Conte, aggiungendo che "se siamo costretti ad uno scostamento del deficit non lo facciamo a cuor leggero ma per realizzare gli obiettivi che gli italiani ci chiedono con prepotente urgenza". Il Premier, comunque, si era mostrato ottimista “sul buon esito della trattativa”.
Il “dibattito” nel Governo italiano e nella maggioranza
Le aspettative europee, però, potrebbero essere disattese, almeno secondo fonti della Reuters. I due partiti della maggioranza, infatti, si sarebbero già espressi in merito, affermando di non essere disponibili a scendere sotto il 2,2%, mentre l’accordo con la Ue sarebbe già difficile da raggiungere con il 2,1%.
Secondo indiscrezioni, Tria avrebbe indicato al governo quale unica strada per evitare la procedura di infrazione la possibilità di “scendere fino al 2%”, col fine di “mettere in difficoltà l’Europa e rendere difficile la bocciatura della manovra”.
Posizioni di formale apertura erano arrivate da uno dei due vicepremier, Matteo Salvini, il quale aveva affermato di badare “alla sostanza” e non “alla forma”, parlando del negoziato con la Ue.
L'altro vicepremier Luigi Di Maio, però, aveva sottolineato che il superamento della legge Fornero e il reddito di cittadinanza sono misure irrinunciabili per il governo.
Ad aiutare la posizione del Governo giallo-verde ci sarebbe anche la posizione espressa ieri dal Presidente Macron, il quale ha aperto a nueve spese per soddisfare le richeiste dei “gilet gialli”, col rischio di sforare la quota di deficit francese.
La posizione dell’Unione europea
Dal fronte europeo sono arrivate posizioni di dialogo ma al tempo stesso di fermezza. "Siamo pronti a fare i prossimi passi nella procedura ma allo stesso tempo stiamo dialogando con il governo e speriamo che faccia le correzioni considerevoli. Ma in loro assenza dovremo procedere con i prossimi passi" della procedura, aveva affermato il vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, in audizione al Parlamento Ue a Strasburgo.
"Bisogna lavorare per trovare il modo di consentire al governo italiano di perseguire le sue priorità politiche ma nel quadro della zona euro”, aveva dichiarato il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici a margine di un'audizione al Parlamento europeo.
Moscovici aveva spiegato, però, di voler tener conto “dei margini di manovra che esistono e delle deviazioni che possono essere autorizzate, ma non più di questo. Possiamo certamente giocare su tutte le flessibilità, e ce ne sono molte nel Patto di stabilità e crescita”, aveva aggiunto” ma non possiamo andargli contro".
Il tempo corre
Intanto, segnali di una vera volontà del Governo italiano di venire incontro alle posizioni dell’Unione europea non sono arrivati e domani scadrà il tempo delle posizioni di facciata.
L'esecutivo M5s-Lega dovrà presentare una proposta concreta di correzione entro domani, con modifiche ‘considerevoli’ al progetto di bilancio nel prossimo triennio e che consenta, almeno nella forma, di rientrare dalla "deviazione senza precedenti" dalle regole Ue che porta Roma verso le sanzioni.
Il tempo, come ha avvisato Valdis Dombrovskis, «è limitato» e il dialogo «deve essere significativo». Altrimenti, scandisce la Commissione, non sarà possibile evitare la procedura. A Juncker, insomma, Conte dovrà portare un nuovo documento con proposte concrete, non solo disponibilità al confronto.