📖 Guida agli utili Q2: scopri i titoli ProPicks dell'AI pronti per il salto dopo la trimestraleLeggi ancora

Il dollaro crolla, Powell dice "nessun aumento dei tassi, nessuna riduzione"

Pubblicato 24.02.2021, 10:52
EUR/USD
-
GBP/USD
-
USD/JPY
-
AUD/USD
-
NZD/USD
-
CAD/USD
-
DXY
-

Rassegna giornaliera sul mercato forex, 23 febbraio 2021

Analisi realizzata alla chiusura del mercato statunitense a cura di Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management.

  • L’azionario cancella i guadagni dopo le dichiarazioni di Powell
  • La Fed non vede nessun aumento dei tassi e nessuna riduzione = crollo del dollaro USA
  • GBP supera 1,41 nonostante i dati misti sul lavoro
  • RBNZ prevede di lasciare la politica monetaria invariata

Gli investitori hanno venduto dollari USA dopo che il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha chiarito martedì che non ci saranno aumenti dei tassi di interesse o riduzioni degli acquisti nel prossimo futuro.  L’economia USA si sta riprendendo, l’inflazione è in salita e con la campagna vaccinale che avanza in America le previsioni sono incoraggianti. Powell dovrebbe rivedere al rialzo le previsioni del PIL della Fed relative al 2021 al 6%. Tuttavia, questi miglioramenti non bastano perché la banca centrale ritiri il suo impegno nel mantenere allentata la politica monetaria finché una ripresa sostenibile riporti l’economia ai livelli pre-COVID.

Nella sua testimonianza semi-annuale sull’economia e sulla politica monetaria, Powell ha dichiarato che non sono stati fatti progressi  sostanziali verso gli obiettivi della banca centrale. La Fed si impegna ad utilizzare la sua ampia gamma di strumenti per supportare l’economia ed assicurare che la ripresa de questo difficile periodo sia più forte possibile. Powell ha dichiarato che la crescita occupazionale da sola non inciderà sulla sua decisione. Ad inizio febbraio, gli investitori non gli hanno creduto quando aveva detto che i tassi resteranno agli attuali livelli finché l’economia non raggiungerà la piena occupazione e l’inflazione non toccherà il 2%. Oggi ha dichiarato che la banca vuole vedere l’inflazione leggermente sopra al 2% per un certo periodo prima di un inasprimento, e che quando giungerà il momento di cambiare il ritmo degli acquisti, le intenzioni saranno molto chiare. Non ci saranno sorprese.

Impegnandosi a tenere i tassi di interesse ai livelli attuali per il prossimo anno o per i prossimi due, Powell sostiene il calo del dollaro USA. Le aspettative di inflazione sono il motivo principale per l’impennata dei rendimenti dei Titoli del Tesoro, e ora che Powell ha dichiarato di non essere preoccupato per l’aumento, potremmo vedere i tassi scendere dai massimi. Bisogna unire tutto ciò unito alla prospettiva un una maggiore spesa e di un’ulteriore debolezza del biglietto verde,  particolarmente nel cambio USD/JPY.

La sterlina è la valuta che ha beneficiato di più del calo del dollaro, con il cambio GBP/USD a 1,41. I dati sul mercato del lavoro sono stati misti. Sebbene ci sia stato un calo di 114.000 posti di lavoro nel mese di novembre, quattro volte più del previsto, ed il tasso di disoccupazione è salito al massimo di cinque anni, l’aumento della retribuzione oraria media è stato molto forte. Gli stipendi sono aumentati del 4,7% contro le aspettative di un aumento del 4,1%. Intanto, il Primo Ministro Boris Johnson ha presentato un piano per la riapertura delle scuole e la cancellazione delle restrizioni, dunque i trader della sterlina si aspettano che l’occupazione si rafforzerà.

In contrasto, l’euro è andato in selloff contro il dollaro USA nonostante le dichiarazioni caute di Powell. Molto ha a che fare con le recenti dichiarazioni della Presidente della BCE Christine Lagarde. Ha affermato che la BCE sta seguendo molto da vicino l’andamento dei rendimenti, che secondo alcuni investitori potrebbe far scendere la valuta e i tassi.

In Nuova Zelanda è atteso l’annuncio di politica monetaria della Reserve Bank of New Zealand. Si prevede che la RBNZ lasci i tassi di interesse invariati. L’ultima volta in cui si è riunita è stato a novembre, ed è stata meno cauta. Da allora la ripresa del paese è rallentata, ma la ripresa globale ha aumentato il passo. Con la valuta al massimo di tre anni, ci sono pochi motivi per credere che la banca centrale stia considerando un taglio dei tassi o un aumento dei tassi. Il dollaro canadese ha mantenuto i guadagni, mentre il dollaro australiano si è consolidato.

Ultimi commenti

Prossimo articolo in arrivo...
Installa le nostre app
Avviso esplicito sui rischi: Il trading degli strumenti finanziari e/o di criptovalute comporta alti rischi, compreso quello di perdere in parte, o totalmente, l’importo dell’investimento, e potrebbe non essere adatto a tutti gli investitori. I prezzi delle criptovalute sono estremamente volatili e potrebbero essere influenzati da fattori esterni come eventi finanziari, normativi o politici. Il trading con margine aumenta i rischi finanziari.
Prima di decidere di fare trading con strumenti finanziari o criptovalute, è bene essere informati su rischi e costi associati al trading sui mercati finanziari, considerare attentamente i propri obiettivi di investimento, il livello di esperienza e la propensione al rischio e chiedere consigli agli esperti se necessario.
Fusion Media vi ricorda che i dati contenuti su questo sito web non sono necessariamente in tempo reale né accurati. I dati e i prezzi presenti sul sito web non sono necessariamente forniti da un mercato o da una piazza, ma possono essere forniti dai market maker; di conseguenza, i prezzi potrebbero non essere accurati ed essere differenti rispetto al prezzo reale su un dato mercato, il che significa che i prezzi sono indicativi e non adatti a scopi di trading. Fusion Media e qualunque fornitore dei dati contenuti su questo sito web non si assumono la responsabilità di eventuali perdite o danni dovuti al vostro trading né al fare affidamento sulle informazioni contenute all’interno del sito.
È vietato usare, conservare, riprodurre, mostrare, modificare, trasmettere o distribuire i dati contenuti su questo sito web senza l’esplicito consenso scritto emesso da Fusion Media e/o dal fornitore di dati. I diritti di proprietà intellettuale sono riservati da parte dei fornitori e/o dalle piazze che forniscono i dati contenuti su questo sito web.
Fusion Media può ricevere compensi da pubblicitari che compaiono sul sito web, in base alla vostra interazione con gli annunci pubblicitari o con i pubblicitari stessi.
La versione inglese di questa convenzione è da considerarsi quella ufficiale e preponderante nel caso di eventuali discrepanze rispetto a quella redatta in italiano.
© 2007-2024 - Fusion Media Limited. tutti i Diritti Riservati.