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Long & Short: ecco 4 titoli su cui operare

Pubblicato 03.12.2021, 11:29
BAC
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BARC
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TLIT
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ISP
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CRDI
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ENEI
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BMPS
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MDBI
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PHIA
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RETI
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In questi giorni stiamo assistendo al rischio che il tapering si concluda con qualche mese di anticipo, mentre la Bce sta pensando di rinviare la decisione sul Pepp. Intanto, il debito pubblico continua a salire, con l'inflazione che ha raggiunto i livelli più alti da quando esiste la moneta unica. Tutto questo si unisce al rischio di nuovi focolai causati dalla variante Omicron, e alle parole poco caute del CEO di Moderna che ha ammesso che il vaccino potrebbe essere inefficace.

In Italia, Monte dei Paschi (MI:BMPS) (-26% negli ultimi sei mesi) ha ripreso il dialogo con l'UE per "risolvere" la situazione, dopo il nulla di fatto con Unicredit (MI:CRDI), mentre sul fronte Telecom Italia (MI:TLIT) l'interesse del fondo KKR resta ancora non vincolante.

Ma cerchiamo di "distaccarci" per un attimo, da tutto questo e visioniamo alcuni titoli interessanti e il movimento dei prezzi.

Per Enel (MI:ENEI) i primi sei mesi del 2021 sono stati un pò travagliati vista la chiusura in perdita nel primo trimestre (-6% circa) e con una riduzione dei ricavi del 14% (2,9 milioni) rispetto al 2020 dovuto ad un calo della redditività. Il trend negativo non si è fermato ed ha portato ad una grande perdita di valore tornando ai minimi di novembre 2020. Dal mese di giugno ha riacquistato le proprie azioni al prezzo medio di 8,0342 euro per un numero complessivo di 285.700 azioni, oggi Enel ne detiene complessivamente 3.600.000 e come menzionato anche in altre analisi, i cittadini residenti nei Comuni in cui sorgerà Enel Green Power potranno aderire a "Scelta Rinnovabile" per beneficiare dei tassi vantaggiosi per i propri investimenti nell’impianto solare fotovoltaico (il 5,5% lordo annuo per i residenti dei comuni coinvolti e il 4,5% lordo annuo per i non residenti).

Conto

Dati


Ricapitolando, il secondo trimestre ha visto il titolo riportarsi verso i livelli pre-Covid ma i ricavi sono stati sotto del 10,6% a 29,8 miliardi di euro, l’Ebitda è sceso del 4,9% a 8,36 miliardi di euro, l’Ebit del 3,8% a 4,37 miliardi di euro. Al rialzo dell'11% l’indebitamento finanziario netto di 50 milardi di euro, mentre Enel Green Power ha avuto ricavi del 10% sfiorando i 4 miliardi di euro come quelli di Enel Americas sono in forte crescita per il recupero dei volumi di distribuzione (un utile netto del 39% a 264 milioni di dollari).

Chiude i primi nove mesi del 2021 confermando gli obiettivi prefissati e concentrando 7,9 miliardi di euro negli investimenti (la produzione di energia elettrica green è cresciuta del 35%, 210 miliardi di euro tra il 2021 e il 2030 per la decarbonizzazione). Inoltre ha confermato la cessione di Open Fiber nell'ultimo trimestre di quest'anno. I ricavi sono di 57,9 miliardi di euro (il 17%), l'Ebitda è sceso a 12,6 miliardi di euro (del 3,9%) e l'Ebitda adjusted in calo dell'11,2% a 11,3 miliardi di euro, l'Ebit del 10,3% ed infine aumenta l'indebitamento finanziario netto a 54,4 miliardi di euro sfiorando il 20%.

Compare tra i titoli "preferiti" di Barclays (LON:BARC) che gli aveva attribuito target price a 9,70 euro. Ad oggi Mediobanca (MI:MDBI) abbassa il prezzo target a 8,30 euro mentre Equita Sim a 8,40 euro con un potenziale rialzo del 26%.

Enel


Negli ultimi 10 anni la media mobile 200 ha avuto la funzione di "supporto", il prezzo con il recente ribasso a 6,59 euro ha toccato quest'ultima e da qui potrebbe ripartire, nel breve medio periodo, fino ai 7,37 euro e successivamente provare a recuperare i 7,5 - 7,7 euro. Nel caso in cui la media 200 riuscisse a fare da supporto potremmo vedere il prezzo scendere fino ai 6,3 euro toccando il supporto "rialzista" che perdura da Ottobre 2018.

Nel lungo termine il target price "reale" potrebbe essere in area 8,1 euro.


Intesa (MI:ISP) nel mese di Ottobre ha distribuito un "generoso" dividendo ai propri azionisti, cedola di 0,0996 euro per azione per un ammontare complessivo di 1,935 miliardi di euro e a Novembre un'ulteriore cedola di 1,4 miliardi di euro sotto forma di interim dividend. La crescita dei ricavi registrati nel terzo trimestre del 2021 è destinato a dare un'accelerazione nel 2022, infatti si aspettano per il 2021 ricavi per 69 milioni di euro, un Ebitda di 2,6 milioni di euro e un utile netto ancora negativo a 3,6 milioni di euro. Ma questi dati nel 2022 dovrebbero continuare a salire e per quanto riguarda i ricavi ci si aspetta di raggiungere i 100 milioni di euro.

Conto

Dati

Bank of America (NYSE:BAC) resta "buy" sul titolo Intesa con target price a 3 euro e Barclays continua a sostenere target a 3,1 euro con un crescita prevista del 6,5% nel quarto trimestre.

Intesa

La rottura di entrambi i canali che si sono formati nei mesi scorsi hanno riportato il prezzo sul supporto a 2,1 euro. Nella situazione attuale potremmo aspettarci un recupero dei gap formati lungo il ribasso del mese scorso, in area 2,2 - 2,28 euro e in area 2,34 - 2,36 euro. Da notare la formazione di un Harmonic Pattern che ci fa presumere un possibile impulso rialzista fino ai 2,5 euro e dopo un recupero fino a 2,6 euro. Nel caso in cui non verrebbe confermato il pattern potremmo aspettarci un ribasso fino ai 2 euro, massimo Dicembre 2020.


Reti (MI:RETI), tra i principali player italiani nel settore dell’IT Consulting con specializzazione in System Integration, Cyber Security, Big Data e Analytics, AI, IoT, Cloud e vincitrice del Best for the World 2021 come una delle migliori al mondo per le attività in ambito di governance, nel primo semestre del 2021 ha visto salire l'utile netto del 27%, L'Ebitda in crescita del 23,4% (1,45 milioni di euro), l'Ebit del 28,3% mentre il patrimonio netto in leggero calo a 7,26 milioni di euro.

Conto

Dati

Reti


In una mia analisi di Settembre evidenziavo come avesse iniziato un ritracciamento che lo vedeva proiettato in area 2,00 euro recuperando parte del gap formatosi il 19 Agosto e toccando il livello 0,618% di Fibonacci. Ad oggi il prezzo potrebbe toccare i 2,49 euro, supporto importante, ma non è da escludere un possibile ribasso nel caso in cui il prezzo non riuscisse a consilidarsi in quest'area.

Nel lungo termine il target price al rialzo è a quota 3,00 - 3,25 euro superando così il suo precedente massimo.


Infine Philips (MI:PHIA), che negli ultimi anni si è concentrata nel settore delle nuove tecnologie per la salute, ha registrato meno vendite pari a 4,2 miliardi di euro nel terzo trimestre del 2021 (7,6%), L'Ebitda in calo di 512 milioni di euro con la guidance rivista al ribasso per l'intero esercizio.

Philips

Considerando il forte ribasso dell'ultimo mese, che ha riportato il prezzo sul supporto 31,5 euro, potremmo aspettarci un rimbalzo sulla trend line principale e riportare il prezzo in area 32,5 euro e successivamente in area 35,5 euro (sarà da valutare in seguito), ma tenendo presente che c'è la possibilità di un altro ribasso che potrebbe causare la rottura della trend line rialzista in area 30 - 29,5 euro, fino a 27,5 euro.


Non ci resta che sfruttare le occasioni che si presenteranno, operando nel breve e nel lungo periodo!



"Quest'articolo è stato scritto a titolo esclusivamente informativo; non costituisce sollecitazione, offerta, consigli, consulenza o raccomandazione all'investimento in quanto tale non vuole incentivare in nessun modo l'acquisto di assets. Ricordo che qualsiasi tipo di assets, viene valutato da più punti di vista ed è altamente rischioso e pertanto, ogni decisione di investimento e il relativo rischio rimangono a carico dell'investitore".

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