Buongiorno ai Lettori di Investing.com.
Donald Trump, ormai lo sappiamo, rappresenta il market mover più importante ultimamente e uno dei suoi ultimi tweet “i progressi sono stati fatti, ma ..." appare quasi come un avvertimento per i mercati.
Chiaro che il riferimento sia alla Cina, verso la quale c’è una particolare attenzione viste le tensioni derivanti dalla ben nota guerra commerciale.
Va detto che le dichiarazioni ufficiali di alcuni esponenti della sua amministrazione, come Wilbur Ross, hanno calmato i timori visto e considerato che da più parti si parla di trattative volte a trovare un accordo.
A quel punto ecco che il Presidente degli USA ha estratto il coniglio dal cilindro, parlando addirittura di $ 100 miliardi di tariffe!
Ora, il mercato reagirà con violenza o prevarrà la linea che punta a un eventuale accordo tra le due superpotenze?
La Cina dal canto suo ha promesso di combattere le tariffe "fino alla fine".
Tornando ai mercati, al momento, non sembra esserci stata una risposta eclatante, abbiamo più che altro registrato solo un leggero rafforzamento dello yen, mentre l'XAU/USD ha trovato supporto ma con tendenza ad ulteriore deprezzamento.
Probabilmente anche i dati attesi in giornata, quelli sul mercato del lavoro USA, stanno giocando un ruolo fondamentale ed è probabile che gli investitori stiano attendendo quel momento per prendere una decisione definitiva.
Nel frattempo, durante la sessione asiatica, i future di Wall Street hanno perso circa un punto percentuale e i mercati europei hanno aperto in gap down (pur ricucendo lo strappo rapidamente).
Wall Street che ieri chiudeva la sessione in positivo con l’SP 500 + 0,7% a 2663 punti, ma con i future in calo i mercati asiatici sono stati negativi ( Nikkei -0,2%).
Nel Forex c'è un ampio consolidamento (probabilmente in attesa dei dati del pomeriggio) e sulla major non c’è direzionalità salvo un ulteriore apprezzamento del canadese .
Nelle materie prime segnaliamo un nuovo scivolone del Future Petrolio Greggio WTI.
Il rapporto sulla situazione occupazionale degli Stati Uniti, ore 14:30, catalizzerà chiaramente l’attenzione degli investitori e ci si attende alta volatilità. I libri paga non agricoli dovrebbero scendere a 193.000 dopo l’exploit dei 313.000 posti del mese scorso, ma attenzione ai salari che dovrebbe essere pari a + 0,2% su base mensile (+ 0,1% a febbraio) e + 2,7% su base annuale (da + 2,6% di febbraio).
Si prevede che la disoccupazione continui a scendere al 4,0% (dal 4,1% di febbraio), mentre la sottoccupazione sarà anch'essa oggetto di attenzione qualora dovesse tornare all'8,2%.
Ricordiamo, infine, che il tasso di partecipazione alla forza lavoro salì al 63,0% a febbraio.
A parte questi dati, Jerome Powell , presidente del FOMC , parlerà alle 19:30.