Il titolo Tim (MI:TLIT) vola in borsa ed è vicino ad una possibile chiusura in data odierna di oltre il 30% rispetto la seduta precedente.
Questo grande balzo è dovuto, principalmente, al fondo americano Kkr che ha manifestato forte interesse per un’Opa del 100% delle azioni Tim a 0,505 euro l’una. Il Ministero del Tesoro ha accolto l’interesse amichevole del fondo e rimarrà vigilante sui possibili sviluppi futuri.
Se l’interesse diventerà concreto sarà in prima linea, ribadendo che il progetto più importante ad oggi è il completamento della connessione a banda ultra-larga. Il titolo Tim ha fatto davvero un grande salto in borsa, ma siamo ancora lontani dal prezzo messo sul piatto dall’Opa della Kkr. Ci sono tutt’ora diverse incognite, poiché la sola manifestazione di interesse non è vincolante e probabilmente il fondo americano sarà costretto ad alzare la posta.
L’offerta rimane, comunque, vincolata al via libera del consiglio di amministrazione, del management e dello Stato italiano.
Secondo fonti accreditate l’AD di Tim Luigi Gubitosi non ha ancora nominato un advisor finanziario che lo assista durante le possibili trattative. Tale situazione rimane tutt’ora sospesa nel teorico, infatti, il fondo ha espresso la volontà di proseguire nelle trattative solo dopo un’attenta investigazione sui dati e le informazioni della società di telecomunicazioni che richiederà almeno 4 settimane.
Vivendi (PA:VIV) frena l’entusiasmo
Vivendi porta il mercato con i piedi per terra e frena l’entusiasmo. Secondo il primo azionista della Tim, con il 23,75% del capitale, l’offerta del fondo Kkr non è sufficiente e non sembra voler cedere la propria quota così facilmente. Vivendi potrebbe spingere ad ottenere di più, complice il prezzo di circa 1 euro ad azione pagato nel 2014 e non sarebbe conveniente accettare l’offerta precedentemente citata. Il colosso francese in più di un’occasione ha ribadito di essere al fianco dell’azienda e pronto a rilanciare il gruppo.
Un ulteriore azionista di maggioranza è rappresentato dalla cassa depositi e prestiti (Cdp), e anch’essa si è trovata in difficolta con l’offerta di Kkr dato che la sua quota del 9,9% in Tim è stata acquistata a circa 0,67 euro per azione. Sostanzialmente senza il benestare di Vivendi e Cdp sarà difficile che un’operazione del genere possa essere attuata. Ricordiamo che le operazioni straordinarie, per essere approvate, richiedono l’approvazione di almeno due terzi del capitale.
Il Mef a tal proposito di è espresso con una nota: “L’interesse di questi investitori a fare investimenti in importanti aziende italiane è una notizia positiva per il Paese. Se questo si concretizzerà, sarà in primo luogo il mercato a valutare la solidità del progetto”.