Market Brief
A febbraio è diminuito il deficit commerciale giapponese; l’aumento meno rapido del previsto, pari al 9,8% (rispetto al 12,5% previsto e al 9,5% precedente) è stato in gran parte compensato dalla significativa flessione delle importazioni, scese dal 25% al 9%. L’indice sull’attività industriale, monitorato con attenzione dal mercato, a gennaio è passato dal -0,1% all’1,0% e ha fatto salire marginalmente i cross con lo JPY a Tokio. L’USD/JPY è salito a 101,64, anche se poi la coppia è stata venduta su questo livello. Le offerte per le opzioni si susseguono da 101,75 a 100,90. Tra questi livelli si rileva un po’ d’interesse ad acquistare a 101,20, ma l’impostazione rimane decisamente ribassista. Il supporto chiave si trova a 100,76 (supporto di febbraio). L’EUR/JPY è rimasto sotto 141,48, oggi scadono barriere per le opzioni a 141,80. Il MACD (a 12-26 giorni) è diventato negativo, e ciò lascia presagire un ulteriore calo. La prima serie di supporti si trova a 139,83/140,00 (media mobile a 100 giorni / esercizio delle opzioni).
Il Regno Unito si prepara a una giornata ricca di eventi. Per tutta la giornata, i verbali della BoE, i dati sulla disoccupazione (alle 09:30 GMT) e l’annuncio sul budget (12:30 GMT) determineranno il corso della GBP. La coppia GBP/USD ieri è scivolata a 1,6546 a New York, per poi schizzare brevemente a 1,6608 all’apertura dei mercati in Europa. Gli indicatori di trend e momentum sono costantemente negativi, s’intravede un supporto sopra la media mobile a 50 giorni (attualmente a 1,6560), seguito da 1,6500 (base del canale di trend rialzista in formazione da luglio). Sotto questo livello partono gli stop. Sul lato ascendente, vediamo barriere per le opzioni a 1,6650 e gli ordini d’acquisto rientrano i gioco a 1,6685/1,6700. Questo quadro lascia presagire che notizie favorevoli avrebbero il potenziale di invertire il trend in direzione rialzista. La coppia EUR/GBP ha liquidato il nostro obiettivo a 0,83915 (Fibonacci) e stanotte ha testato il livello a 0,84000. La coppia è vicina alla zona d’ipercomprato (RSI al 64%), alcuni operatori intravedono opportunità sul lato corto sui livelli attuali.
Nelle ore successive, l’attenzione si sposterà sulla Fed. Il FOMC dovrebbe continuare a ridurre il ritmo degli acquisti di asset mensili di altri 10 mld USD; tuttavia, vista la debolezza dei dati (che si ritiene sia dovuta alle cattive condizioni meteorologiche), la Fed con tutta probabilità si atterrà alla sua forward guidance. Un’eventuale Fed aggressiva dovrebbe rinvigorire la domanda di USD.
L’EUR/USD passa di mano intorno alla media del canale di trend rialzista di febbraio-marzo. I livelli tecnici sono costantemente rialzisti. L’EUR oggi sarà influenzato da notizie e dati in arrivo da Regno Unito e USA. Gli ordini d’acquisto legati alle opzioni in scadenza oggi si trovano sopra l’area 1,3880/1,3900; sotto 1,3870 troviamo le offerte. I supporti chiave di breve termine sono collocati a 1,3811 (media mobile a 21 giorni) e 1,3773 (resistenza di febbraio divenuta supporto).
L’AUD/USD si rafforza ulteriormente per effetto dell’ampliamento della banda di oscillazione dello yuan. La coppia ha raggiunto il massimo del canale di trend ribassista e si sta dirigendo verso la media mobile a 200 giorni (attualmente a 0,9147). Il momentum rialzista sta acquisendo slancio, discreti ordini per le opzioni freneranno il ribasso sopra 0,9100. La coppia NZD/USD ieri è salita fino a 0,8640; considerando il momentum rialzista, secondo noi il raggiungimento del massimo dell’anno a 0,8676 contro l’USD è solo questione di tempo.
Gli eventi chiave di oggi sono i verbali della BoE, i dati sull’occupazione nel Regno Unito, l’annuncio sul budget del Cancelliere britannico Osborne al Parlamento e la decisione del FOMC. La Fed dovrebbe continuare a ridurre di 5 mld il ritmo degli acquisti di titoli del Tesoro e di altri 5 mld quelli di titoli garantiti da ipoteche. L’agenda economica di oggi prevede la pubblicazione dei seguenti dati: bilancia delle partite correnti di gennaio in Francia; tasso di richieste di disoccupazione e variazione nelle richieste di disoccupazione di febbraio, tasso di disoccupazione ILO a tre mesi di gennaio nel Regno Unito; produzione del settore costruzioni m/m e a/a di gennaio e costo del lavoro a/a quarto trimestre nell’Eurozona; sondaggio ZEW / Credit Suisse sulle aspettative di marzo in Svizzera; richieste di mutui MBA aggiornate al 14 marzo e bilancia delle partite correnti riferita al quarto trimestre negli USA; vendite all’ingrosso di gennaio m/m in Canada.