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Fabrizio Guarnieri

Iscritto dal: 23/12/11


Commenti di Fabrizio Guarnieri
09.09.2013 9:24
Massimiliano, tI ringrazio dell'osservazione, perchè tocca un punto cruciale e mi permette di fare più chiarezza. Neanche io immagino i motivi per cui l'euro possa andare a 1,37 e francamente nemmeno me li domando; mi limito semplicemente a disegnare uno scenario probabilistico sulla base di osservazioni sul grafico dei prezzi nel lungo periodo. Per dirla tutta, questo è il grande vantaggio (e contemporaneamente il grande limite) dell'analisi tecnica, cioè prescindere dalle considerazioni di carattere macroeconomico, i cosiddetti fondamentali. Spesso i dati economici o le news hanno effetti inaspettati o contraddittori sui prezzi e sui cambi, e si cerca di interpretarli solo a posteriori. Da questo punto di vista, mi concentro su "dove" può andare il cambio, non sul "perché".
13.06.2013 10:17
Tanto di cappello per il commento scritto in rima! Davvero, complimenti sinceri, apprezzo l'originalità dell'idea. . . Veniamo alla sostanza della questione:. . -concordo sul fatto che l'ipercomprato non sia un segnale di inversione, e infatti non ho menzionato nessun oscillatore (il CCI non è propriamente un oscillatore perché non ha il limite superiore di 100);. . -concordo che il cambio possa sostare a questi livelli anche a lungo, e infatti ho scritto di una possibile fase di accumulo/distribuzione;. . Chiarito ciò, io non faccio previsioni (quelle le lascio ai meteorologi :-) ma mi limito a valutare scenari più e meno probabili, con l'ausilio degli strumenti dell'analisi tecnica, a supporto delle mie scelte di trading. Nulla di più, nulla di meno. . . Diciamo che preferisco espormi "prima" e dichiarare la mia view con tutti i rischi del caso, anziché fare il saccente "dopo" mostrando a posteriori un'analisi perfetta.. . A conferma di ciò, ti invito a leggere il mio blog diarioditrading, dove trovi le mie analisi e le mie operazioni pubblicate con regolarità, chiaramente senza alcuna finalità commerciale nè di sollecitazione alcuna.
25.11.2012 21:43
I commenti ricevuti da Davide Casati e da Marco Pezzi introducono degli spunti di riflessione molto interessanti, per i quali li ringrazio. Per quanto riguarda le correlazioni intermarket, il tema sollevato da Davide, non metterei direttamente in relazione l'indice italiano con un listino tecnologico come il Nasdaq. Piuttosto osserverei la relazione tra S&P500 e EUROSTOXX50 o DAX. Tuttavia, da diversi mesi sono andati in tilt i rapporti di forza tra gli indici, come ho scritto in un precedente articolo, perciò terrei distinto lo scenario USA da quello dell'area EURO. Per quanto riguarda i dati macroeconomici, il tema sollevato da Marco, li valuto sempre con molta attenzione, anche se ho scelto di impostare la mia operatività di trading sull'analisi tecnica. Non sono convinto che la scadenza imminente del fiscal cliff (un pacchetto di sgravi fiscali che scade a dicembre 2012) sia un elemento di traino sui mercati, anzi pone all'orizzonte un'incognita pesante, e cioè come uscirne senza innescare una recessione, tema recentemente sollevato dal presidente della FED Bernanke. A livello di fondamentali, poi, gli USA sopportano il peso di un debito pubblico pari al 120% (esattamente come l'Italia...), una disoccupazione intorno all'8% e un'economia che fatica a ripartire. Certo, il QE3 della FED in questi mesi ha dato ossigeno ai mercati, ma è una specie di "doping" che non può durare a lungo.
20.11.2012 18:58
Il grafico ufficiale e definitivo, senza dubbio, è quello del future. Poi però gli strumenti disponibili per il trading su commodities sono diversi, a seconda delle esigenze e della liquidità. Si può operare con ETF, con CFD oppure con opzioni. Nell'articolo ho usato il grafico del cfd, con cui opero abitualmente, semplicemente perché questi strumenti offrono il vantaggio di operare con controvalori frazionati rispetto al future, che a seconda dei broker possono arrivare fino a 0,01 contratti di future. A prescindere dalla leva finanziaria utilizzata, che richiede un discorso a parte.
06.11.2012 21:53
Premesso che fare previsioni non è attività da trader, ma da oracolo, provo però a dire la mia opinione almeno sui possiibili scenari e una valutazione di quale sia quello più o meno probabile. Da settembre il cambio è ingabbiato in un enorme box tra 1,2800 e 1,3100. In questa settimana sembra aver rotto il lato inferiore del box e si potrebbe preparare l'avvio di un movimento ribassista. Potremmo vedere un falso avvio rialzista di qualche giorno fino a lambire 1,30 per poi partire al ribasso decisi verso area 1,26. Le vendite sull'euro si accompagnerebbero ad un risk-off sull'azionario, che ben riflette il mood degli investitori che non intravedono soluzioni concrete alla crisi economica e a quella del debito.