Di Peter Nurse
Investing.com - I listini europei scendono questo giovedì, proseguendo la discesa della seduta precedente, con l’ultimo report sull’inflazione statunitense che fa aumentare le probabilità di ulteriori inasprimenti monetari, pesando sulla crescita economica globale.
Alle 09:50 CEST, l’indice DAX in Germania scende dello 0,2%, il francese CAC 40 va giù dello 0,5% e l’indice britannico FTSE 100 segna -0,3%.
I maggiori indici europei hanno chiuso in discesa ieri, quando l’inflazione al consumo negli USA è schizzata ad un nuovo massimo di quattro decenni del 9,1% a giugno, aumentando le pressioni sulla Federal Reserve perché alzi i tassi di interesse ancora una volta.
Tra le notizie sulle aziende, Ericsson (ST:ERICa) cola a picco, con -10%: il produttore svedese di impianti per reti di telecomunicazioni ha riportato che un brusco aumento del costo del lancio delle reti 5G ha pesato duramente sui margini di profitto nel secondo trimestre.
Deutsche Telekom (ETR:DTEGn) segna -2% dopo aver annunciato questa mattina che venderà il 51% della sua divisione torri ad un consorzio.
Experian (LON:EXPN) rimbalza dell’1,7% sulla scia di ricavi totali del primo trimestre più alti, grazie alla domanda robusta soprattutto in Nord America.
Aker Solutions (OL:AKSOA) schizza dell’8,4%: l’azienda di servizi petroliferi norvegese ha alzato le stime sui ricavi 2022 prevedendo un aumento dell’attività da parte delle società di greggio e gas; il titolo Kone (HE:KNEBV), intanto, scende dello 0,3%, con il produttore finlandese di ascensori che ha abbassato le stime su vendite e profitti per quest’anno.
Nel corso della seduta, i riflettori saranno accesi sugli utili trimestrali di JPMorgan Chase (NYSE:JPM) e Morgan Stanley (NYSE:MS).
I prezzi del petrolio scendono questo giovedì, tra l’inflazione alle stelle e i dati governativi USA che hanno rivelato l’aumento settimanale maggiore delle scorte di carburante da gennaio.
Ieri, i dati sulle scorte di greggio USA della U.S. Energy Information Administration hanno mostrato un aumento di 3,254 milioni di barili per la settimana terminata l’8 luglio.
I prezzi del petrolio sono scesi nelle ultime due settimane nei timori di una recessione, andando sotto i 100 dollari al barile martedì per la prima volta da aprile.
Alle 9:50 CEST, i future del greggio USA scendono dello 0,8% a 95,52 dollari al barile, mentre il contratto del Brent va giù dello 0,6% a 99,00 dollari.
Intanto, i future dell’oro sono in calo dell’1,1% a 1.716,70 dollari l’oncia, mentre la coppia EUR/USD si attesta a 1,0041, giù dello 0,2%.