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Cannabis pronta a entrare nei portafogli finanziari secondo Morningstar

Pubblicato 16.07.2019, 16:09
© Reuters.
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Di Mauro Speranza

Investing.com - Il business della cannabis legale si sta rapidamente espandendo, soprattutto negli Stati Uniti e in Canada, rendendo il settore molto interessante anche per i trader.

Secondo un report di Morningstar, “il settore crescerà di nove volte rispetto agli attuali livelli entro il 2030. Il mercato della cannabis che attualmente vale 4,7 milioni di dollari l’anno a livello mondiale, nel giro di un decennio potrebbe quindi arrivare a 43 miliardi”.

Attualmente, continua il rapporto dell’istituto, negli Stati Uniti sono 23 gli stati che hanno legalizzato la cannabis per uso medico, mentre 11 hanno dato il via libera all’uso della sostanza per scopi curativi e ricreazionali.

A far crescere il settore, ci sono la maggior disponibilità di merce, l’emersione di parte di quello fino ad ora illegale, e l’utilizzo da parte di alcuni che fin’ora non ne erano consumatori. Morningstar prevede che entro il 2030 il 10% della popolazione statunitense potrebbe utilizzare cannabis, per un corrispondente di 7 mila tonnellate di prodotto ogni anno.

Le aziende più importanti del settore

Canopy Growth

Tra le società quotate in borsa e operanti nel settore, da segnalare c’è la canadese Canopy Growth (TSX:WEED), produttore e destributore, il cui business si è spostato sull’uso ricreativo dopo un inizio pre-legalizzazione nel mercato delle cure mediche.

Gli analisti prevedono per Canopy Group una crescita dei ricavi fino al 60% in cinque anni, e un fair value pari a 54 dollari.

Aurora Cannabis

Altra canadese tra le aziende più importanti del settore, Aurora Cannabis (TSX:ACB) esporta prodotti a fini terapeutici in 20 paesi nel mondo. Aurora, però, non ha firmato alcun contratto di acquisizione negli Stati Uniti, scelta che le impedisce, per il momento, di poter guadagnare da un eventuale cambio legislativo nel paese.

Aurora Cannabis, comunque, resta tra i maggiori produttori a basso costo, puntando ad estendere la sua coltivazione anche in paesi come la Danimarca, il Portogallo e l’Uruguay.

La fair value proposta da Morningstar per la società è pari a 10 dollari.

Tilray

Ancora in Canada, Tilray (NASDAQ:TLRY) produce e esporta cannabis per uso medico in 13 paesi, spostando il suo target dall’uso terapeutico a quello ricreativo, attualmete due terzi del suo business.

Anche Tilray sta espandendo la sua produzione in altri paesi, come in particolare il Portogallo, col fine di abbassare i suoi costi sulla manodopera.

Inoltre, ha stretto accordi con altre società come AB InBev, per il settore delle bevande a base di cannabis, e Authentic Brands Group, per la vendita di prodotti antidolorifico. Tali accordi, permetteranno a Tilray di espandersi negli USA nel settore dell’uso ricreativo.

Secondo gli analisti, Tilray aumenterà i volumi di produzione del 24%, mentre quelli del prezzo cresceranno del 4%, ottenendo un margine operativo vicino al 30%. La fair value proposta da Morningstar per la società è pari a 40 dollari.

Cronos

Punta tutto sull’estero, invece, Cronos (NASDAQ:CRON). Produttore canadese, la società non pubblica i dati sulla distribuzione tra uso terapeutico e quello ricreativo.

Visto anche il calo dell’uso a fini terapeutici in Canada, Cronos vede il suo export aumentare, in particolare sul mercato europeo dove è presente in Germania e in Polonia. Inoltre, la società sta cercando di entrare nei mercati dell’America Latina, l’Australia e Israele dove ha stretto accordi di joint venture con soggetti locali.

Morningstar prevede una crescita media delle vendite pari al 31% e del 3% relativamente ai prezzi, mentre il margine operativo potrebbe toccare il +35% entro il 2028. La fair value proposta è di 11 dollari.

Curaleaf

Si tratta di una società che opera in 15 paesi degli Stati Uniti, con 12 siti di coltivazione, 19 di lavorazione e di 44 punti vendita.

Curaleaf Holdings (CSE:CURA) resta legata al settore dell’uso terapeutico e solo dal 2019 ha aperto anche al mercato del ricreativo.

Assente nel mercato internazionale, Curalef resta attivo solo negli Stati Uniti, ma nonostante questo, gli analisti di Morningstar stimano un fatturato in crescita del 36% in media e un margine Ebit in progressiva espansione fino al 32%. Il fair value proposto è di 10,50 dollari.

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