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Braccio di ferro tra mercato e banche centrali

Pubblicato 22.02.2023, 08:35

La felicità non è un posto in cui arrivare ma una casa in cui tornare" (Proverbio arabo)

Piazza Affari ha chiuso la terza seduta consecutiva in rosso. Un segnale del fatto che il mercato, dopo l’euforia iniziale del 2023, inizia a muoversi con estrema cautela. A incidere sullo stato d'animo degli investitori i dati macro relativi alle stime flash Pmi nell'Eurozona e Usa migliori delle attese, che segnalano come sia in corso una crescita economica, ma nello stesso tempo rafforzano le attese per un ulteriore inasprimento della politica monetaria. Si allontana lo spetro della stagflazione, ma la doppia crescita, ovvero dell’economia e dell’inflazione, è un invito alla cautela. A rafforzare il tono debole dei mercati azionari anche l'andamento negativo di Wall Street, che ha riaperto dopo la festività in territorio negativo, per effetto dei risultati deludenti di società del settore retail del calibro di Home Depot e Walmart che segnalano come l’inflazione inizi ad impattare sui consumi. Per questo molta attenzione ai dati macro in uscita oggi: alle 10:00 l’indice IFO sulla fiducia delle aziende in Germania a febbraio, mentre alle 20:00 i verbali di riunione del FOMC.

Braccio di ferro tra mercato e banche centrali

I protagonisti sono sempre loro: Christine Lagarde e Jerome Powell. La prima ha fatto capire chiaramente che a marzo verranno alzati i tassi (50 punti base) e poi si vedrà. Tra l’altro la Bce pensa che neanche nel 2025 si riuscirà a portare l’inflazione al target del 2%, per cui i tassi resteranno elevati a lungo. Ciò nonostante le componenti più volatili, come quelle legate alle fonti di energia, siano calate. Sono infatti ancora 9 su 12, le componenti del costo della vita, che mostrano tassi di crescita anche 2 volte gli obiettivi della Bce. Ma il mercato continua a sposare il rapido ritorno dello scenario “riccioli d’oro”, ovvero crescita ininterrotta con poca o nulla inflazione come accaduto negli ultimi 40 anni. Così da un lato le banche centrali stanno cercando di distruggere moneta, mentre i mercati stanno tentando di non farglielo fare sotto la minaccia di creare una recessione. Chi vincerà? Secondo Fidelity International le banche centrali sono determinate e mantenere i tassi sono destinati a restare più alti più a lungo. Così più tardi il mercato accetterà questa situazione, prima potrebbe scatenarsi la tempesta perfetta che porterà alla recessione vera a duratura.

La casa al centro

La questione del bonus per le ristrutturazioni edilizie è oramai un caso di Stato. Da un lato le imprese che rivendicano i risultati raggiunti: da 3mila a 180mila abitazioni all’anno riqualificate energeticamente con il meccanismo della cessione del credito, 250mila occupati in più, sostegno alla crescita del Pil italiano che nel 2023 ha battuto Germania, Usa e Cina. Inoltre le maggiori entrate derivanti dai bonus edilizi hanno permesso di finanziare 2/3 delle misure per ridurre il costo delle bollette e gli sconti carburanti della manovre finanziarie 2022. E poi c’è l’Europa che spinge per l’efficientamento energetico degli edifici (case green), in teoria 2/3 delle abitazioni italiane entro il 2035. Target raggiungibile solo se verrà mantenuto il ritmo di riqualificazione edilizia pari a quello degli ultimi 2 anni con il superbonus. Occorre quindi trovare un accordo, e soprattutto degli strumenti che sostengano finanziariamente le famiglie, e a cascata le imprese, per mantenere la rotta verso la transizione energetica senza ovviamente compromettere le finanze pubbliche come denuncia il Ministero delle Finanze. Fortunatamente il Governo e le parti interessate paiono vicini a trovare una soluzione strutturale.

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