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La settimana appena iniziata potrebbe rappresentare una pietra miliare per una serie di motivi ed è per questo motivo che gli operatori stanno dimostrando particolare prudenza, Il rapporto sul mercato del lavoro USA di venerdì è stato innegabilmente positive, per certi versi positivissimo, ma i movimenti che abbiamo visto in chiusura di settimana (soprattutto il rinforzo del biglietto verde) hanno perso rapidamente perso slancio e l'attenzione si sta rapidamente spostando nuovamente sulle questioni commerciali.
Secondo il consigliere economico di Donald Trump, Larry Kudlow, la prospettiva di ulteriori tariffe a partire dal 15 dicembre resta in piedi. I trader che monitorano USD/CNY quale indicatore degli sviluppi della guerra commerciale avranno sicuramente notato che il tasso di cambio è tornato a salire nuovamente in queste prime ore settimanali e si mantiene sopra 7,00.
Gli ultimi dati commerciali provenienti dalla Cina mettono in evidenza l'impatto della guerra. La bilancia commerciale cinese ci ha consegnato un surplus in riduzione a + $ 38,7 miliardi nel mese di novembre (+ $ 46,3 miliardi di dollari il dato atteso, + $ 42,8 miliardi a ottobre). Un crollo dovuto soprattutto alle esportazioni che per il quarto mese consecutive mancano le previsioni mostrando un calo dell'1,1% a novembre (1,0% atteso, -0,9% ottobre), sebbene un lieve dato positivo sia arrivato dalle importazioni cresciute del + 0,3% (-1,8% il dato atteso, -6,4% ottobre). La reazione dei mercati è stata comunque cauta.
Il nervosismo si percepisce anche sull’azionario, dove al momento comunque resta un sentiment discretamente positivo. Sul lato Forex c’è sicuramente un rafforzamento dello Yen, così come della Sterlina in vista delle elezioni ormai imminenti e soprattutto alla luce di sondaggi che continuano a dare ai conservatori un vantaggio considerevole. Vantaggio che è considerato positivo per far avanzare il processo Brexit.
Wall Street ha chiuso la settimana scorsa in forte rialzo con l'S&P 500 + 0,9% a 3146 punti, mentre i futures statunitensi sono apparsi più cauti. Cautela che non ha consentito all’azionario asiatico di prendere forza, con il Nikkei + 0,3% e lo Shanghai Composite + 0,1%. Sul fronte materie prime abbiamo un oro che rimbalza di circa 2 dollari dai recenti supporti, mentre il petrolio è poco al di sopra dei guadagni messi a segno venerdì a seguito della conclusione del meeting OPEC +.