Dopo la crescita del 5% del mese di Settembre, le esportazioni svizzere sono diminuite sensibilmente a Ottobre (-4.7%).
I settori più penalizzati sono stati orologi (-25%), gioielli (-12.3%), macchinari ed elettronica (-5.6%). Al contrario le industrie chimiche e farmaceutiche hanno sperimentato una forte crescita, aiutando a mitigare il dato complessivo dell'expert (+7% su base mensile per il settore farmaceutico). In termini reali, considerando i giorni lavorativi effettivi, l'export è calato del 3.3% rispetto allo stesso mese del 2015, con orologi e gioielli a guidare nuovamente i ribassi, rispettivamente -17.8% e -30%.
Le importazioni invece sono cresciute, con 10 settori su 13 in crescita a Ottobre. In termini reali, l'intero comparto è cresciuto del 2.8% nell'ultimo mese, spinto al rialzo da farmaceutica (+19%), tessile e abbigliamento (16%).
Rispetto a Ottobre 2015, la crescita è stata del 3.7%. Il rafforzamento del franco continua ad aiutare le importazioni, soprattutto dall'Eurozona.
Al contrario, l'export risulta pesantemente danneggiato dalla situazione attuale. Nonostante i recenti segnali di ripresa, la forza della valuta elvetica dovrebbe continuare a far sentire i suoi effetti.
Certamente migliori sono le indicazioni provenienti dalla produzione industriale, aumentata dello 0.4%. Anche nel settore delle costruzioni c'è crescita, pari all'1.1%. Dopo un debole 2015, i dati dal settore industriale appaiono finalmente in netto miglioramento.
La stabilizzazione del franco ha attenuato molti timori che avevano colpito in particolare alcuni settori, come quello dei beni di lusso.
Gli interventi verbali della SNB sono continuati, come ad esempio Maechler ha confermato di essere pronti a "intervenire se necessario".
Anche grazie al rally del dollaro, il long USD/CHF è diventato uno dei trade preferiti per sfruttare il differenziale tra i tassi. La Fed sta proseguendo il percorso verso la normalizzazione della politica monetaria, mentre la SNB potrebbe mantenere i tassi in territorio negativo ancora a lungo (Maechler ha affermato che i recenti dati sull'inflazione confermano che l'attuale politica monetaria è del tutto appropriata): tale operazione appare una strada sicura. Maechler ha menzionato anche il referendum italiano sulle riforme costituzionali del 4 Dicembre, che potrebbe causare incertezza e volatilità sul mercato dei cambi.
Il franco svizzero è sempre la valuta di rifugio regina nelle situazioni di incertezza e turbolenza.
Osservando il calendario del 2017, soprattutto gli eventi riguardanti l'Eurozona, è difficile pensare a un costante indebolimento del franco. Inoltre, nel medio-lungo periodo restiamo ribassisti sul dollaro continuando a ritenere che il ciclo di normalizzazione della Fed conoscerà un picco intorno all'1.5% e non al 3.0% come la Fed stima di raggiungere.
Dopo le elezioni negli Stati Uniti, EUR/CHF ha raggiunto la soglia 1.07 diverse volte, senza mai riuscire a rompere al ribasso il livello.
L'aumento dei depositi a vista della SNB (+5 miliardi di franchi) indica che la banca centrale svizzera è intervenuta a proteggere il franco da un eccessivo apprezzamento.
La coppia è tornata a 1.0740 la scorsa settimana, ma dati i numerosi rischi economici e politici in Europa per il 2017 non ci aspettiamo un'inversione di tendenza.