Una settimana di fuoco per il pound. Il punto sulla Brexit direttamente da Londra

Pubblicato 15.10.2019, 14:36
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Ci accingiamo ad entrare nel vivo di una settimana che potrebbe mostrare altissima volatilità sui mercati, in particolare sulla sterlina e sull’indice di borsa inglese e, dati gli effetti correlativi che perdurano tra i diversi listini, su tutte le borse ed, a catena, sugli asset legati alle dinamiche di risk on e di risk off.

Sarà noioso leggere quanto qui sotto, ma è necessario, promettiamo che nelle nostre prossime riflessioni saremo più brevi e diretti.

Partiamo dagli appuntamenti che interesseranno le prossime giornate:

Martedì 15 and 16 Ottobre 2019

- Il discorso della Regina sarà discusso dai deputati

- Incontro Macron-Merkel

Giovedì e venerdì 17 and 18 Ottobre 2019

- Inizia il cruciale Vertice dei Capi di Stato Europeo. L’ultimo incontro previsto prima del termine per le Brexit.

Sabato 19 Ottobre 2019

- Incontro speciale del parlamento

Nel discorso della Regina di ieri, sono stati elencate oltre 20 proposte di legge che il governo dovrà discutere ed approvare e, soprattutto, è stato ribadito l’obiettivo del governo di uscire dall’Unione Europea entro fine mese. Non sono stati effettuati riferimenti al fatto che il Parlamento abbia approvato una legge che obbliga il governo a chiedere un ulteriore rinvio della Brexit se entro il fine mese non sarà stato raggiunto un nuovo accordo.

E questo nuovo accordo è quello che spera di poter votare Johnson in quanto, se esso non sarà approvato dal parlamento ed i parlamentari non concorderanno un’uscita senza accordo, Johnson dovrà chiedere un altro spostamento del termine per la Brexit di tre mesi, come richiesto dal Benn Act.

Un ulteriore elemento di incertezza foriero di potenziale volatilità ulteriore sui mercati.

Johnson ha perso la maggioranza alla Camera in seguito agli scontri interni tra i conservatori e vorrebbe andare ad elezioni anticipate, quello che invece l’opposizione non vuole (e difatti non ha sfiduciato il primo ministro), in quanto teme che elezioni anticipate possano condurre ad un’uscita dalla UE senza accordo.

Se le elezioni anticipate dovessero avvenire, si comincerebbe una nuova sessione parlamentare, con nuova maggioranza e con essa nuovi obiettivi e traguardi.

Per chiudere, Johnson ha fatto intendere in maniera non troppo velata che potrebbe prendere la decisione di non rispettare la legge (break the law, come dicono qui), il che potrebbe avere conseguenze non prevedibili sia da un punto di vista politico che legale – se sarà necessario forniremo lumi in futuro su questo scenario, se ci mettiamo a scrivere adesso rischiamo il collasso del cervello dei lettori – anche se egli sta cercando di ottenere il famoso accordo con la UE per evitare il tanto non voluto, dai più, no deal.

Accordo che, attualmente, potrebbe risultare più fattibile.

Passando a quello che più ci interessa, ovvero i mercati, prima di ragionare sui possibili scenari e sulle possibili implicazioni, una preghiera per tutti coloro che non hanno un’alta propensione al rischio. La volatilità potrebbe essere elevatissima e con essa i rischi di slippage e di movimenti percentuali non consoni per i mercati valutari potrebbero concretizzarsi. Occorre dunque che controlliate con attenzione i vostri margini e che monitoriate costantemente la situazione. Ricordatevi che non avere posizioni, in certi casi, fa parte di una strategia di trading più ampia e prudente, in ottica di medio-lungo periodo. Inoltre, la seduta straordinaria del parlamento inglese che avverrà di sabato, alza in maniera esponenziale la possibilità che si realizzino gap di mercato in apertura domenicale. Se avete bisogno di maggiori informazioni a riguardo, contattatemi tranquillamente.

Detto questo, qualsiasi notizia che si muove a favore di tutto ciò che non è no deal, potrebbe portare a prese di beneficio ulteriori sulla sterlina, con effetti potenzialmente positivi sui listini azionari che potrebbero vivere momenti di direzionalità rialzista, con buona pace dello yen che potrebbe tornare a ricoprire il ruolo di valuta di finanziamento per l’acquisto di attività di rischio. Se si dovesse arrivare alla richiesta alla UE di spostare nuovamente il termine della brexit, potremmo assistere ad uno scenario di breve periodo esattamente opposto, con in più il dollaro da poter considerare come valuta rifugio (ad eccezione della coppia UsdJpy, sulla quale lo yen ricoprirebbe il ruolo di divisa predominante), in attesa di digerire l’eventuale possibilità di raggiungere il famoso e tanto desiderato accordo tra UE e UK. In uno scenario di questo tipo, l’oro potrebbe inserirsi come bene rifugio. In caso di no deal, quanto appena visto, potrebbe assumere invece caratteristiche più durature. Se inseriamo in questa analisi anche i bond, potremmo assistere a flussi di acquisto su titoli europei a minor rendimento (in quanto porti sicuri) e ad attacchi speculativi su bond a rendimento più alto, Uk in primis, seguito da Grecia, Italia e Spagna (attacchi di breve per quest’ultimi), con titoli americani che momentaneamente potrebbero essere appetibili.

Muovendoci più in avanti, le date da segnare in agenda sono:

Giovedì 31 Ottobre 2019

Attuale termine per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, con o senza un accordo.

Giovedì 28 Novembre 2019

La data per le elezioni anticipate suggerita dagli opinionisti politici

Venerdì 31 Gennaio 2020

Data probabile per l’estensione della richiesta di Brexit ai sensi dell’articolo 50

Passiamo ora alla sezione tecnica.

EUR/USD

Il mercato si trova ancora in congestione, con l’area che si muove tra 1.0995 e 1.1005 che continua a rappresentare una zona statica di supporto, dove troviamo il passaggio della media a 21 a 4 ore e la parte alta del canale ribassista giornaliero tracciata dai massimi del 25 giugno che potrebbe fungere da supporto dinamico. In caso di sua tenuta, il mercato potrebbe tentare dei rimbalzi verso area 1.1035, 1.1050 e 1.1060, con l’idea che un superamento ribassista di zona 1.0980 possa condurre a tentativi di ridimensionamento verso area 1.0965, 1.0955 e 1.0940, da seguire su un grafico daily facendosi dare il ritmo dallo stocastico.

USD/JPY

Il mercato ha tenuto perfettamente l’area studiata ieri su grafici orari, tra 108.00 e 108.15, parte bassa della figura che si è poi rivelata una bandiera di continuazione rialzista, raggiungendo i primi target studiati. Su time frame inferiori al giornaliero la situazione tecnica è studiabile soltanto su un h4, dove le aree viste ieri possono essere riprese per gli stessi obiettivi in caso di stocastico che si scarichi nei pressi dei supporti (rimbalzi verso area 108.35, 108.50 e 108.60), con l’idea che ritorni sotto area 107.75 potrebbero far pensare a ripartenze verso 107.35. Su time frame daily continua ad essere da curare con attenzione l’area che transita tra 108.50 e 108.75, zona di resistenza statica, che se superata può lasciare spazio a tentativi di estensione verso 109.00 e 109 ¼, zona dove passano dei punti statici precedenti da scambio di ruolo.

GBP/USD

Tecnicamente il cable continua a risultare molto difficile da lavorare, ribadiamo a tutti i trader che bisognerebbe decidere di lavorare su di esso soltanto in caso di alta propensione al rischio a causa dell’altissima potenziale volatilità, come visto. Le ripartenze potenziali studiate ieri nei pressi di 1.2650 hanno effettivamente condotto al raggiungimento dei massimi di periodo ed ora occorre prestare attenzione a potenziali superamenti di area 1.2705 per recuperi degli ultimi massimi battuti ed eventuali estensioni verso 1.2740 e 1.27 ¾, estensioni sulle quali curare potenziali divergenze ribassiste a 4 ore tra prezzi e stocastico. Difficile, come visto ieri, studiare scenari potenzialmente ribassisti a causa di mancanza di rapporti decenti tra rischio e rendimento.

AUD/USD

Su time frame daily la situazione tecnica non cambia. Il mercato ha toccato un’area importante di supporto posta tra 0.6675 e 0.6715, una zona che non si vede da gennaio 2016 e che se abbandonata può aprire la strada verso i minimi del 2009. Su time frame h4 continua il movimento dei prezzi all’interno del canale rialzista che sta accompagnando le quotazioni ma che attualmente continua a non dare riferimenti particolari, se non l’idea di prestare attenzione ad una sua rottura a rialzo o a ribasso che potrebbe condurre al raggiungimento dei punti statici successivi. Soltanto a livello di analisi è valido lo studio della sincronia di andamento tra prezzi e stocastico a 4 ore, il quale, in prossimità di una o dell’altra parte del canale, potrebbe aiutarci a studiarne le rotture (vedremo nei prossimi giorni come e ricordo di rimanere a disposizione per eventuali spiegazioni).

DAX

Scenario esattamente uguale a quello di ieri, con il time frame daily sul quale ci siamo riportati nei pressi dei massimi che per tre volte hanno respinto delle salite tra la metà di settembre e l’inizio di ottobre e occorre prestare attenzione ad eventuali tentativi di estensione oltre la zona di 12.565 in quanto potrebbe essere propedeutica a tentativi di estensione verso i massimi precedenti, porti a 12.600 e 12.660, con filtri a livello di divergenza ribassista a 4 ore sullo stocastico 10-6-3.

S&P 500

Esattamente come ieri, le borse americane risultano ben correlate con le europee e occorre prestare attenzione a potenziali tentativi di ripartenza sopra 2.995, area che potrebbe, se superata, condurre ai massimi precedenti posti intorno a 3.010 e 3.020. Continua a rimanere da seguire con attenzione il fatto che i prezzi si stanno muovendo all’interno di un canale rialzista h4 e che, lo stocastico si sta muovendo in sincronia con le quotazioni, rendendo di fatto possibile lo studio di eventuali tentativi di ridimensionamento verso 2.925 in caso di superamento di area 2.940, ed al contempo, eventuali estensioni a rialzo secondo i livelli visti, in caso di raggiungimento della parte alta del canale con stocastico girato a rialzo e non ancora in zona di ipercomprato.

Oro

Situazione uguale a quella vista ieri, con time frame h1 e h4 non significativi. L’oro si trova ancora in una fase di consolidamento all’interno di una potenziale bandiera daily, con perdita di momentum ribassista, il che deve far considerare la possibilità che in caso di ripartenza oltre area 1.523 i prezzi potrebbero tentare delle sortite verso 1.535 e 1.555. Mancano rapporti tra rischio e rendimento validi per studiare scenari potenzialmente ribassisiti, che devono tuttavia essere tenuti in considerazioni da un punto di vista correlativo, qualora le borse dovessero cominciare a mostrare scenari rialzisti (data la mancanza di correlazione duratura con il dollaro).

Petrolio (WTI)

Petrolio che comincia a tornare interessante su time frame daily, sui quali seguire potenziali discese sotto area 52.30, che potrebbero aprire la strada per il recupero dei minimi, in area 51.50. Attenzione anche ad un time frame orario, sul quale ci stiamo muovendo all’interno di un canale ribassista all’interno del quale si è perso momentum ribassista, con una divergenza rialzista in essere ma con aree di resistenza statica e dinamica che si distribuiscono tra 53.30 e 53.70. Possibile studiare estensioni sopra 53.30 verso 53.70, tenendo conto della situazione non pulita tecnicamente e del fatto che ritorni sotto 53.30 inficierebbero tale quadro tecnico.

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