Investing.com – I futures del petrolio greggio sono saliti stamane, riavvicinandosi al massimo di nove mesi in seguito al rilascio dei dati migliori del previsto sull’indice della fiducia dei consumatori tedeschi, dati che hanno spinto l’euro al massimo di dieci settimane contro il dollaro.
Nel corso della mattinata europea, sul New York Mercantile Exchange, i futures del greggio con consegna ad aprile sono stati scambiati a 106,42 dollari al barile, in salita dello 0,13%.
Precedentemente i prezzi erano saliti dello 0,5% al massimo della sessione di 106,58 dollari al barile. Mercoledì martedì i prezzi erano saliti a 106,69 dollari al barile, il massimo dal maggio dello scorso anno.
I prezzi del greggio sono rimasti pressoché invariati nella sessione asiatica, tra i timori per la ripresa mondiale e la crisi della zona euro che hanno superano quelli per le crescenti tensioni tra Iran e Occidente.
Ma i prezzi sono saliti in tandem con l’euro, dopo che l'istituto di ricerca tedesco Ifo ha dichiarato che il suo indice del clima economico è salito ad un destagionalizzato 109,6 da una lettura di 108,3 a gennaio, superando le aspettative di un aumento di 0,5 punti dell'indice a 108,8.
I dati hanno spinto le speranze che la principale economia della zona euro stia superando l’impatto della crisi del debito e la paura di una recessione nell’area.
L’indice del dollaro, che segna la performance per biglietto verde contro un paniere di sei valute principali, è sceso dello 0,44% a 78,95.
I traders del petrolio attendono il report settimanale della US Energy Information Administration sulle scorte statunitensi di greggio e prodotti raffinati per misurare la forza della domanda di petrolio del principale consumatore di petrolio mondiale.
Si prevede che il rapporto dimostrerà che le scorte di petrolio greggio degli Stati Uniti sono aumentate di 1 milione di barili la scorsa settimana, mentre per le scorte di benzina è stato previsto un calo di 0,3 milioni di barili.
Dopo la chiusura dei mercati di ieri, l'American Petroleum Institute ha dichiarato che le scorte greggio USA sono salite di 3,6 milioni di barili la scorsa settimana, mentre le scorte di benzina sono salite di 0,31 milioni di barili.
Questa settimana il report EIA sarà pubblicato con un giorno di ritardo, per via della festa del Presidents’ Day tenutasi questa settimana.
Nel frattempo, banca di investimenti di Wall Street Goldman Sachs consiglia di acquistare i futures del greggio di settembre sul NYMEX, tra le speculazioni di una restrizione delle forniture dopo l'inversione del gasdotto Seaway nel mese di giugno.
“Crediamo che la migliore opportunità di trading attualmente si trovi nei futures WTI per i mesi del contratto seguenti all’inversione programmata di giugno del gasdotto Seaway, che porterà il greggio da Cushing alla Gulf Coast degli Stati Uniti”, ha affermato la banca.
Sull’ICE Futures Exchange, i futures sul petrolio Brent con consegna ad aprile sono stati scambiati a 123,41 dollari al barile, in salita dello 0,4%, 16,99 dollari al barile in più rispetto alla controparte statunitense.
I prezzi Brent sono schizzati del 9% dall’inizio del 2012, spinti dalle situazioni geopolitiche e di forniture critiche in Iran, Mare del Nord, dal Sudan del Sud, Siria e Yemen.
Nel corso della mattinata europea, sul New York Mercantile Exchange, i futures del greggio con consegna ad aprile sono stati scambiati a 106,42 dollari al barile, in salita dello 0,13%.
Precedentemente i prezzi erano saliti dello 0,5% al massimo della sessione di 106,58 dollari al barile. Mercoledì martedì i prezzi erano saliti a 106,69 dollari al barile, il massimo dal maggio dello scorso anno.
I prezzi del greggio sono rimasti pressoché invariati nella sessione asiatica, tra i timori per la ripresa mondiale e la crisi della zona euro che hanno superano quelli per le crescenti tensioni tra Iran e Occidente.
Ma i prezzi sono saliti in tandem con l’euro, dopo che l'istituto di ricerca tedesco Ifo ha dichiarato che il suo indice del clima economico è salito ad un destagionalizzato 109,6 da una lettura di 108,3 a gennaio, superando le aspettative di un aumento di 0,5 punti dell'indice a 108,8.
I dati hanno spinto le speranze che la principale economia della zona euro stia superando l’impatto della crisi del debito e la paura di una recessione nell’area.
L’indice del dollaro, che segna la performance per biglietto verde contro un paniere di sei valute principali, è sceso dello 0,44% a 78,95.
I traders del petrolio attendono il report settimanale della US Energy Information Administration sulle scorte statunitensi di greggio e prodotti raffinati per misurare la forza della domanda di petrolio del principale consumatore di petrolio mondiale.
Si prevede che il rapporto dimostrerà che le scorte di petrolio greggio degli Stati Uniti sono aumentate di 1 milione di barili la scorsa settimana, mentre per le scorte di benzina è stato previsto un calo di 0,3 milioni di barili.
Dopo la chiusura dei mercati di ieri, l'American Petroleum Institute ha dichiarato che le scorte greggio USA sono salite di 3,6 milioni di barili la scorsa settimana, mentre le scorte di benzina sono salite di 0,31 milioni di barili.
Questa settimana il report EIA sarà pubblicato con un giorno di ritardo, per via della festa del Presidents’ Day tenutasi questa settimana.
Nel frattempo, banca di investimenti di Wall Street Goldman Sachs consiglia di acquistare i futures del greggio di settembre sul NYMEX, tra le speculazioni di una restrizione delle forniture dopo l'inversione del gasdotto Seaway nel mese di giugno.
“Crediamo che la migliore opportunità di trading attualmente si trovi nei futures WTI per i mesi del contratto seguenti all’inversione programmata di giugno del gasdotto Seaway, che porterà il greggio da Cushing alla Gulf Coast degli Stati Uniti”, ha affermato la banca.
Sull’ICE Futures Exchange, i futures sul petrolio Brent con consegna ad aprile sono stati scambiati a 123,41 dollari al barile, in salita dello 0,4%, 16,99 dollari al barile in più rispetto alla controparte statunitense.
I prezzi Brent sono schizzati del 9% dall’inizio del 2012, spinti dalle situazioni geopolitiche e di forniture critiche in Iran, Mare del Nord, dal Sudan del Sud, Siria e Yemen.