Nella settimana appena conclusa, la riunione di politica monetaria della BCE di giovedì è stata l'evento chiave che ha attirato più di altri l'attenzione degli investitori. Come ampiamente previsto, il Consiglio direttivo ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse e non ha fornito indicazioni su quando potrebbero iniziare i tagli.
I 10 rialzi consecutivi dei tassi di interesse iniziati nel luglio 2022, trovano così la loro terza pausa. Nel suo comunicato ufficiale, la BCE ha ribadito il target del 2% nel medio termine, ritenendo che la strada finora intrapresa è adeguata al fine di raggiungere tale obiettivo. Nella consueta conferenza stampa tenutasi a margine dell'incontro, la Lagarde ha spiegato che "è prematuro discutere di taglio ai tassi", ricordando che l'opinione comune durante l'incontro è stata quella di continuare a basarsi sui dati macroeconomici man mano raccolti senza date vincolanti già fissate.
Alla domanda se l'aumento salariale possa innescare una spirale inflazionistica, la Lagarde ha affermato che si spera che l'aumento salariale venga assorbito sufficientemente dai profitti in modo da non essere trasferito sui prezzi. Globalmente, le decisioni sui tassi di interesse vengono quindi ancora prese sulla base della valutazione da parte del Consiglio direttivo della BCE guardando alle prospettive di inflazione, alle sue dinamiche e alla forza della trasmissione della politica monetaria.
Intanto la settimana si apre con Il colosso immobiliare cinese Evergande in profonda crisi: un tribunale di Hong Kong ne ha ordinato la liquidazione dopo che non è stato raggiunto un accordo con i principali creditori sulla ristrutturazione del debito. I dettagli della decisione sono attesi nelle prossime ore, anche se non è ancora chiaro quali conseguenze avrà la decisione del tribunale di Hong Kong nella Cina continentale. La notizia ha portato le azioni di Evergrande (HK:3333) a - 20% prima della sospensione.
Guerre e instabilità finanziarie che caratterizzano l’inizio del 2024, portano numerosi investitori a cercare il miglior rischio/rendimento sui titoli di stato, ma anch’essi non sono esenti da criticità.
BTP E CACS
CACs è l’acronimo di clausole di azione collettiva. Tramite tali clausole in casi estremi, il paese emittente delle obbligazioni può chiedere agli investitori di accettare una riduzione del valore nominale dell'obbligazione, una riduzione della cedola o un'estensione della scadenza, fino ad arrivare anche ad un cambio della valuta di riferimento.
Introdotte a partire dal 2013, le CACs possono essere utilizzate dai governi dell’Unione Europea fino al 45% dei titoli di Stato con durata in emissione superiore ai 12 mesi.
Di conseguenza i BOT sono esclusi. Tutti i BTP emessi dal 2022 ne sono invece provvisti.
Quali BTP scegliere non soggetti alle suddette clausole? Ecco un elenco esaustivo da tenere ben in mente:
Obbligazioni BTP 4% 2005-37 Borsa Italiana EUR IT0003934657
Obbligazioni BTP 4,5% 2010-26 Borsa Italiana EUR IT0004644735
Obbligazioni BTP 5% 2003-34 Borsa Italiana EUR IT0003535157
Obbligazioni BTP 5% 2007-39 Borsa Italiana EUR IT0004286966
Obbligazioni BTP 5% 2009-25 Borsa Italiana EUR IT0004513641
Obbligazioni BTP 5% 2009-40 Borsa Italiana EUR IT0004532559
Obbligazioni BTP 5,25% 1998-29 Borsa Italiana EUR IT0001278511
Obbligazioni BTP 5,75% 2002-33 Borsa Italiana EUR IT0003256820
Obbligazioni BTP 6,5% 1997-27 Borsa Italiana EUR IT0001174611
Obbligazioni BTP 7,25% 1996-26 Borsa Italiana EUR IT0001086567
Obbligazioni BTP 6% 1999-31 Borsa Italiana EUR IT0001444378
Obbligazioni Italian Ministry of Finance 5,375% 2003-33 Borsa Italiana USD US465410BG26
Obbligazioni Italian Ministry of Finance 6,875% 1993-23 Borsa Italiana USD US465410AH18
Buon Investing!