Piazza Affari paga l’incertezza politica presente in questo momento nel nostro Paese e chiude con un calo di quasi 5 punti percentuali.
Da un punto di vista grafico, per l’indice FTSE Mib c’è spazio per un’ulteriore discesa fino ai 15 mila punti.
Wall Street ha reagito meglio, con un buon recupero finale grazie ai dati positivi macro economici del pomeriggio ed alle parole di Bernanke, il quale ha assicurato i mercati che la Fed intende portare avanti le misure di stimolo all'economia, ovvero immissione di liquidità.
Anche se, sappiamo tutti che in merito a tale politica economica, vi è una profonda spaccatura all’interno dell’organo esecutivo della Federal Reserve.
Il bund ha registrato ieri un massimo di seduta a 145.13.
Per l’obbligazionario tedesco, superata la resistenza lunedì scorso in area 143.60, la strada è aperta per un ritorno verso i top assoluti a 146.
Ed in quel caso ci sarebbe la ovvia conseguenza di uno spread con il BTP italiano in forte salita.
L’oro, nonostante il buon recupero del dollaro, si riposiziona sopra i 1.600$, forte dell’avversione al rischio presente sui mercati e delle affermazioni di Bernanke di cui sopra.
Ma in questo momento siamo noi l’ombelico del mondo, gli investitori internazionali attendono con ansia delle notizie (si spera positive) dall’Italia.
ANALISI EUR/USD
L’euro si tiene a galla sopra il supporto in area 1.3050.
Probabilmente molti staranno provando un LONG a questi prezzi con stop sotto 1.30.
Per tale ragione, la perforazione di questa soglia psicologica potrà essere piuttosto violenta.
Il vero supporto è in zona 1.29, sui minimi di dicembre 2012.
Nella parte alta del grafico, una resistenza di breve è situata in area 1.3280.
ANALISI USD/JPY
Il dollaro/yen sta incontrando delle difficoltà nel restare sopra quota 92.
Potrebbe trattarsi di un alleggerimento delle posizioni in vista della nomina del nuovo presidente della Bank of Japan.
Molto probabilmente il nuovo governatore sosterrà la politica di svalutazione dello yen.
Come ho scritto ieri, da un punto di vista grafico, per il cambio USDJPY c’è margine per una discesa fino alla soglia psicologica a quota 90 e poi verso il primo vero supporto in zona 88.50.
La resistenza resta a 94.50.
ANALISI AUD/USD
Il dollaro australiano ha registrato ieri un nuovo minimo dell’anno poco sopra 1.02 ed in questo momento sembra intenzionato ad aggiornarlo ancora una volta.
Il movimento ribassista potrà fermarsi sul supporto in zona 1.015.
ANALISI NZD/USD
La rottura al ribasso della trend line dinamica che partiva dal minimo del 2012 sta spingendo il kiwi verso il supporto in zona 0.82.
Ora siamo a 40 pips circa da tale livello.
Dopo 0.82, il supporto successivo si trova una figura più in basso a 0.81.
ANALISI GBP/USD
Questa mattina il cable è tornato sui minimi dell’anno, 20 pips circa sotto 1.51.
Sembra tutto pronto per la rottura della soglia psicologica a 1.50.
Da lì partirà poi un salto di 6 figure verso il supporto in zona 1.44.
Attenzione a non farsi male, è meglio portarsi un paracadute per chi vorrà speculare al rialzo su questo cambio.
ANALISI USD/CAD
Nuovo massimo dell’anno ieri a 1.0304.
Siamo quindi arrivati dentro la resistenza a 1.03.
La terza toccata nelle ultime settimane e probabilmente non l’ultima, considerata la perforazione della trend line dinamica che collegava i massimi del 2011 e del 2012.
ANALISI USD/CHF
Si resta sopra 0.93 e poco sotto la resistenza in zona 0.9360.
C’è poco da commentare per il momento sul cross USDCHF.
E’ sicuramente più interessante in questo momento il cambio con l’euro, dove EURCHF è sceso ieri fino a 1.2120, riaccendendo i fari sul livello minimo imposto dalla Banca centrale della Svizzera a 1.20.