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I titoli migliori e peggiori del 2017

Pubblicato 30.12.2017, 12:21
BMPS
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I titoli di Piazza Affari che archiviano il 2017 con performance superiori a 100 punti percentuali.

Il primato spetta a Landi Renzo (MI:LR) che archivia l’anno con un +354.4%. Dopo una lunga discesa iniziata nel 2010 (settembre, il titolo era a quota 3.73 euro) il titolo, della società leader mondiale nel settore dei componenti e dei sistemi di alimentazione a GPL e Metano per autotrazione, ha invertito senso di marcia riportandosi fino a 1.968 euro (ottobre 2017). I confortanti risultati dei primi nove mesi del 2017, dell’andamento del mercato di riferimento e degli ordini in portafoglio, oltre che delle azioni intraprese a seguito dell’approvazione del Piano Strategico 2018-2022, hanno attirato l’attenzione degli investitori. Si prevede una crescita del business ed un recupero di marginalità in termini di EBITDA adjusted, che proseguirà anche nell’ultimo trimestre del 2017. Prosegue il lavoro di Landi Renzo per il recupero di competitività del Gruppo, che ha portato ad un miglioramento dei principali indicatori finanziari anche nel terzo trimestre. Dopo aver posto le basi per il rilancio del Gruppo nel primo semestre dell’anno, sono state avviate le prime attività volte ad una maggiore focalizzazione sulle attività core di Landi Renzo, come testimoniano l’accordo per la vendita del polo Sound e del ramo d’azienda riferito ad alcune attrezzature del centro tecnico. Landi Renzo punta anche su una maggiore valorizzazione della capacità di innovazione del Gruppo, che passa necessariamente anche per un miglioramento dell’efficienza gestionale.

Altra eccellente performance è quella di Gefran SpA (MI:GFRN) che saluta il 2017 con un +252.7%. Il titolo, della multinazionale italiana leader nella progettazione e produzione di sistemi e componenti per l’automazione e il controllo dei processi industriali, ha raggiunto quota 15.090 euro (ottobre 2017), prezzo massimo ultimi 19 anni (21.79 euro è il prezzo max storico). Nel terzo trimestre dell’esercizio la performance dei principali indicatori economico-finanziari è stata positiva confermando le tendenze registrate nella prima parte dell’anno. Il relativo rallentamento dei volumi è dovuto, come previsto in occasione del bilancio semestrale, alla stagionalità del business, tipicamente meno vivace nella seconda parte dell’anno. Restano invariati gli obiettivi di chiusura del 2017: fatturato in crescita del 6% e margini operativi leggermente superiori ai target stabiliti all’inizio dell’anno (EBITDA al 12% e EBIT al 6%). Lo scorso 12 giugno Gefran ha siglato un importante contratto di fornitura di inverter con un primario gruppo internazionale costruttore di ascensori.
L’accordo prevede la produzione di inverter per il mercato americano ed avrà una durata di 3 anni, per un valore complessivo di circa 23 milioni di Euro (le prime consegne sono previste nel 2018).

Sul gradino più basso del podio si piazza Carraro SPA (MI:CARRA): +192.4% (Carraro è un gruppo internazionale leader nei sistemi di trasmissione per veicoli off-highway e trattori specializzati). Anche per questo titolo il peggio è passato dopo i lunghi ribassi partiti nel 2007 quando i prezzi erano in area 7.70 euro. Il 2017 è stato un anno all’insegna degli acquisti; con la chiusura dell’esercizio 2016 il Gruppo Carraro si è lasciato definitivamente alle spalle un periodo molto complesso ed ora il gruppo è pronto per puntare avanti. Con la cessione del controllo di Elettronica Santerno e la ristrutturazione di Carraro Argentina si può ritenere concluso il processo di riorganizzazione e rifocalizzazione sul core business avviato a seguito della crisi del 2009 in conseguenza delle mutate e radicali trasformazioni dei mercati di riferimento. Un lungo e complicato percorso che ha riguardato l’ottimizzazione del footprint industriale, la razionalizzazione della supply chain attraverso anche partnership con i fornitori, la riduzione e snellimento della struttura (lean management) e una serie di dismissioni di attività non strettamente necessarie al raggiungimento degli obbiettivi previsti. In linea con i trimestri precedenti i dati al 30 settembre evidenziano una buona crescita sia del fatturato sia della marginalità. Tali risultati sono conseguenza da un lato del trend di miglioramento registrato da tutti i mercati di riferimento, dall’altro del percorso di ottimizzazione delle attività industriali Carraro a livello globale, che hanno trovato livelli di efficienza sempre crescenti.
Lo scorso 5 giugno Carraro S.p.A. ha comunicato che si è conclusa l’offerta di massime n. 33.726.630 azioni ordinarie (o di azioni B, a scelta di ciascun sottoscrittore) di nuova emissione, del valore nominale di euro 0,52 cadauna (le “Azioni in Offerta”), effettuata in esecuzione dell’aumento di capitale in forma scindibile e a pagamento, deliberato dall’Assemblea straordinaria dell’Emittente in data 27 giugno 2016, per l’ammontare complessivo di massimi Euro 54.000.000,00.

Performance a tripla cifra anche per TAS SpA (MI:TAS) (azienda ICT leader in Italia nella fornitura di soluzioni e servizi specialistici per la gestione dei sistemi di pagamento, della monetica e dei mercati finanziari) che archivia il 2017 con un +172%. Lo scorso giugno Tas è uscito dalla Black List Consob (la Società non è più soggetta agli obblighi di informativa integrativa con cadenza mensile).
Gli investimenti fatti per promuovere l’offerta in alcuni mercati internazionali sta generando diverse interessanti opportunità in particolar modo nel mercato nord americano dove l’offerta card 3.0 sta riscontrando in molti operatori particolare interesse dimostrato dalla sottoscrizione di MOU finalizzate a coprire alcuni settori in forte evoluzione e in alcuni paesi europei quali Spagna Germania e Francia, in particolare si segnala la sopracitata partnership con Oracle operativa dal terzo trimestre dell’anno.
La società sta inoltre sviluppando una suite per la nuova normativa PSD2, che stravolgerà in maniera radicale i sistemi di pagamento in Europa, sia per gli istituti finanziari che per i nuovi player.
Il 1° marzo 2017 Tas Grp ha approvato l’aumento di capitale gratuito per un importo di Euro 10.000.000,00 (dieci milioni) mediante emissione di n. 41.768.449 azioni ordinarie senza valore nominale, aventi le medesime caratteristiche delle azioni ordinarie in circolazione. L’operazione è avvenuta mediante imputazione a capitale sociale di un pari ammontare prelevato dalla “Riserva conto futuro aumento di capitale gratuito”, con assegnazione gratuita agli azionisti nel rapporto di n. 1 (una) azione ordinaria di nuova emissione in ragione di n. 1 (una) azione
ordinaria posseduta.

Da sottolineare anche le ottime performance di
Fincantieri SpA (MI:FCT)(+168.1%); Juventus Footbal Club SpA (MI:JUVE) (+153.3%); ASTM SpA (MI:ATMI) (+133%); Biancamano SpA (MI:BIAN) (+131.2%); Falck Renewables (MI:AA4) (+130.5%); Exprivia (MI:XPR) (+122.2%); Biesse SpA (MI:BSS)(+121.8%); Openjobmetis SpA Agenzia per il Lavoro (MI:OJM) (+115.4%); Prima Industrie SpA (MI:PRII) (+112.7%); I Grandi Viaggi SpA (MI:IGV) (+105%) e Aeffe SpA (MI:AEF)(+102%).


I titoli di Piazza Affari che archiviano il 2017 lasciando sul terreno del listino milanese oltre il 40%.

Un 2017 terribile per Netweek SpA (MI:NTW) (ex Dmail Grp ) che archivia il 2017 con un ribasso del 79.9%. Il titolo, inserito nella Black List Consob, ha fatto registrare nuovi minimi storici a 0.195 euro (-99.8% dal 2000 ad oggi). Il 27 novembre scorso Netweek (settore Media) ha reso noto il piano industriale 2017-2020:
ANNO 2017
• Apertura di 5 nuove testate;
• Lancio a giugno dello speciale IN CASA, allegato alle testate del gruppo;
• Acquisizione a maggio 2017 della società SGP S.r.l. proprietaria delle testate “Eco di Biella” e “Corriere di Novara”. Sfruttando le sinergie con il gruppo è prevista una razionalizzazione del costo del personale e dei costi carta e
stampa.
• Ottimizzazione del costo del lavoro attraverso una riorganizzazione delle tre divisioni cogliendo le opportunità normative previste per il settore editoriale.

ANNO 2018
• Le testate aperte nel 2017 vanno a regime e si prevede l’apertura di ulteriori 2 nuove testate;
• Prosecuzione nel lancio degli speciali con focus sulle aree tematiche beauty, wellness, cucina, motori.
• Completamento dei nuovi portali Web del Gruppo che contribuiranno alla generazione dei ricavi per circa Euro 650 mila.
• Nel 2018 si prevede l’affiliazione di almeno un editore terzo. Ciò comporterà un contributo alla generazione dei ricavi di Euro 50 mila su base annua.
• A sostegno delle nuove iniziative si prevede l’assunzione di 3 figure nel comparto digitale oltre all’inserimento di 15 nuovi agenti per un miglior presidio del territorio.

ANNO 2019
• Le testate aperte nel 2019 vanno a regime e si prevede l’apertura di ulteriori 2 nuove testate;
• Si prevede un incremento di ulteriore Euro 700 migliaia dei ricavi generati da 7 nuovi portali Web, per giungere ad un incidenza complessiva di Euro 1.300 migliaia
• Si prevede l’assunzione di 5 ulteriori risorse a sostegno della crescita e di ulteriori 19 agenti.
• Si prevede l’incremento dei servizi di affiliazione di Euro 25 mila su base annua.

ANNO 2020
• Le nuove iniziative cartacee e digitali vanno a regime.
• La rete commerciale va a regime con circa n. 150 agenti.
• Il ricavi digitali vanno a regime con circa n. 25 portali Web che svilupperanno ricavi per circa Euro 1.600 migliaia.
Nel mese di luglio il Consiglio di Amministrazione si è riunito per esaminare preliminarmente i risultati economici relativi al I° semestre 2017 dai quali emergevano segnali incoraggianti in termini di Ricavi Consolidati (in crescita di circa il +5% rispetto al medesimo periodo dello scorso esercizio) e di Marginalità Operativa Lorda (in crescita di circa l’8% rispetto allo scorso anno). La Società, dopo aver ultimato il proprio percorso di risanamento nei primi mesi nel 2017 nei tempi previsti dalla proposta di concordato, ha avviato un’attenta analisi delle opportunità editoriali tese a favorire un rapido rinnovamento del Gruppo, in modo da consolidare la propria posizione come uno dei primari operatori italiani nel settore dei periodici locali di informazione, diversificando al contempo la propria offerta nei servizi di comunicazione ed editoria digitale.

Debacle anche per Banca Monte dei Paschi di Siena SpA (MI:BMPS) che saluta il 2017 con un -75.6%, anno in cui ha fatto registrare anche un nuovo minimo storico a 3.27 euro.
Il 22 dicembre Banca MPS ha reso noto che è stata sottoscritta con Quaestio Capital SGR S.p.A. per conto di Italian Recovery Fund (ex Fondo Atlante II) la cessione del 95% delle note mezzanine relative alla cartolarizzazione del portafoglio di sofferenze del Gruppo MPS. Tale operazione, che sarà efficace il 9 gennaio 2018, rientra negli accordi sottoscritti con Quaestio Capital SGR S.p.A. il 26 giugno 2017 ed è parte integrante del Piano di Ristrutturazione di MPS annunciato il 5 luglio 2017. Si precisa che il deconsolidamento del portafoglio di sofferenze avverrà entro giugno 2018 con la cessione delle note junior e che in ogni caso gli impatti economici della cartolarizzazione, oltre ad essere stati inseriti nel Piano di Ristrutturazione, sono stati integralmente recepiti all’interno della relazione semestrale al 30 giugno 2017.
L’esposizione dei crediti deteriorati lordi del Gruppo al 30 settembre 2017 è risultata pari a circa 45 mld di euro, in flessione sia rispetto a fine dicembre 2016 (circa -0,8 mld di euro) che rispetto al 30 giugno 2017 (circa -0,5 mld di euro). La dinamica trimestrale è stata indotta dalla riduzione degli ingressi da bonis a default (-2,5%) e dalla riduzione delle esposizioni/cancellazioni su posizioni deteriorate.

Per quanto concerne i vari aggregati del comparto deteriorato lordo, si evidenzia la crescita nel terzo trimestre 2017 di 0,6 mld di euro delle sofferenze ed una riduzione di -1,1 mld di euro delle inadempienze probabili, con una stabilità delle esposizioni scadute deteriorate. Al netto dei crediti deteriorati lordi “in via di dismissione” tramite cartolarizzazione, l’esposizione lorda passerebbe da 45 mld di euro a 19,6 mld di euro. Al 30 settembre 2017, l’esposizione netta in termini di crediti deteriorati del Gruppo si è attestata a circa 15,1 mld di euro registrando una flessione di circa 5,2 mld di euro da inizio anno, principalmente ascrivibile alle rettifiche nette registrate sul perimetro oggetto di cessione a seguito dell’adeguamento al loro valore di realizzo e un calo di circa -0,4 mld di euro rispetto al 30 giugno 2017. Tale esposizione netta include 4,9 mld di euro relativi alle attività deteriorate in via di dismissione, al netto delle quali il valore si posizionerebbe a 10,3 mld di euro, con un sensibile miglioramento del rapporto tra crediti deteriorati netti e crediti clientela netti, che passa da 15,8% a 11,3%. All’interno dell’aggregato, nel terzo trimestre 2017 rimane sostanzialmente stabile l’incidenza delle sofferenze nette e delle esposizioni scadute, mentre cala quella delle inadempienze probabili (che passa dal 8,4% di giugno al 7,6% di settembre).

Il Piano di Ristrutturazione punta ad un ritorno della Banca ad un adeguato livello di redditività, con un ROE target >10% al 2021, e poggia sui seguenti 4 pilastri:
1. piena valorizzazione della clientela Retail e Small Business grazie ad un nuovo modello di business semplificato e altamente digitalizzato;
2. rinnovato modello operativo, con un focus continuo sull’efficienza, che porterà ad un target di cost/income ratio inferiore al 51% nel 2021 e ad una riallocazione alle attività commerciali delle risorse impegnate in attività amministrative;
3. gestione del rischio di credito radicalmente migliorata, con una nuova struttura organizzativa del Chief Lending Officer (“CLO”), che consentirà di rafforzare i processi di early detection della Banca e migliorare il tasso di cura, e che porterà un costo del rischio inferiore a 60 bps e un NPE ratio lordo inferiore al 13% nel 2021;
4. rafforzata posizione patrimoniale e di liquidità, con target al 2021 che includono un CET1 >14%, un Loan to Deposit Ratio <90% e un Liquidity Coverage Ratio (LCR) >150%, con al tempo stesso una significativa diminuzione del costo del funding.
Il Piano di Ristrutturazione include la dismissione della pressochè totalità del portafoglio di sofferenze al 31 dicembre 2016 per €28,6mld lordi.

Performance imbarazzanti anche per Banca Carige SpA (MI:CRGI) (-70% e nuovi min. storico); Trevi Finanziaria (MI:TFI) (-67.9% e nuovo min. storico); Banca Piccolo Credito Valtellinese SpA (MI:PCVI) (-67.2% e nuovo min. storico); Banca Intermobiliare (MI:BIM) (-66.7% e nuovo min. storico); Astaldi (MI:AST) (-60.4%); CTi Biopharma Corp (MI:CTIC) (-43% e nuovo min. storico); Esprinet SpA (MI:PRT) (-41.2%); Il Sole 24 Ore SpA (MI:S24)(-41.1% e nuovo min. storico) e Safilo Group (MI:SFLG) (-40% e nuovo min. storico).

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