- Gli utili del secondo trimestre di Lululemon sono stati sbalorditivi nel contesto attuale della distribuzione
- Il Q2 dovrebbe rassicurare gli investitori preoccupati per come andrà la compagnia tra i rischi di inflazione e recessione
- La valutazione è alta ma, come i suoi prodotti, LULU ha valore
Gli utili del secondo trimestre di Lululemon Athletica (NASDAQ:LULU) sono stati straordinari.
La compagnia ha battuto le stime degli analisti nel trimestre ed ha dato previsioni per l’intero anno fiscale superiori alle aspettative di Wall Street. Ma non è questo l’aspetto più importante della pubblicazione.
La cosa straordinaria non è la performance rispetto alle attese, ma rispetto al resto dell’industria dell’abbigliamento, e addirittura di tutta la distribuzione. Lululemon sta prosperando mentre essenzialmente tutti gli altri sono in difficoltà.
Grazie in parte al rally post-utili, LULU effettivamente non è economico. Ma il titolo non è economico da anni, tuttavia registra una delle migliori performance dell’ultimo decennio. Per quanto riguarda le large-cap, è possibile che sarà così anche nei prossimi 10 anni.
Fonte: Investing.com
Distributori di abbigliamento in difficoltà
Nel 2021 i consumatori compravano di tutto, abbigliamento incluso. Persino i distributori in difficoltà registravano una forte crescita dei ricavi. E senza gli sconti e le promozioni che caratterizzavano il contesto pre-pandemico. Dunque, i margini operativi sono schizzati.
Invece, nel 2022 le cose sono totalmente diverse. Col ritorno alla normalità, sono riprese le spese per viaggi ed esperienze. Il traffico aereo per la festa del Labor Day negli USA ha superato i livelli pre-pandemici. E, con gli armadi pieni, c’è meno bisogno di nuovi capi di abbigliamento.
Di conseguenza, le vendite su base comparabile sono crollate nel settore. Persino distributori come Walmart (NYSE:WMT) e Target (NYSE:TGT) hanno miliardi di dollari di scorte in eccesso. I distributori più piccoli hanno visto i loro profitti, e i prezzi delle loro azioni, tornare ai livelli degli anni 2010.
Aggiungiamoci le pressioni inflazionarie, e il contesto per la distribuzione è il più difficile dalla crisi finanziaria.
Lululemon prospera comunque
Ma nessuno di questi problemi sembra evidente nel secondo trimestre di Lululemon. I ricavi comparabili sono aumentati di ben il 23%, nonostante il colpo di due punti percentuali dovuto al dollaro più forte. I margini operativi rivisti sono aumentati lievemente.
Nel report, Lululemon ha fornito un paragone con il secondo trimestre dell’anno fiscale 2019. In tre anni, i ricavi sono più che raddoppiati. I margini lordi hanno visto un’espansione e gli utili per azione rivisti sono schizzati di ben il 135%. Le scorte sono aumentate, ma per la compagnia sono appropriate per le vendite previste nel secondo semestre.
In qualunque contesto, questa crescita sarebbe impressionante. In questo, è davvero sbalorditiva.
La performance è messa in conto?
È un’azienda che ha fatto centro con i consumatori in tutto il mondo. I margini operativi di oltre il 20% sono tra i più alti del settore, dimostrando che i consumatori sono intenzionati a pagare di più per la qualità di Lululemon.
La concorrenza è lontana.
L’unico problema è il prezzo del titolo.
Lululemon dovrebbe generare circa 10 dollari ad azione rivisti. Ciò implica un multiplo P/E di 34x.
Nel contesto dell’attuale crescita, non sembra tanto costoso. Per l’intero anno fiscale, gli EPS dovrebbero aumentare nel range del 28% su base annua.
Ma i clienti del settore abbigliamento possono essere volubili. Basta un passo falso nella moda per affondare le vendite e pesare sui margini. Un graduale ritorno in ufficio potrebbe far aumentare la scelta di look casual a scapito dell’offerta “athleisure” di Lululemon. Neanche Wall Street sembra tanto entusiasta: il price target medio di 381 dollari suggerisce solo un rialzo di circa l’11% nei prossimi 12 mesi, e gli analisti solitamente sono ottimisti.
Sicuramente, un selloff trainato dal mercato creerebbe un prezzo più allettante ed un’ipotesi bullish più convincente. Ma anche qui è difficile esprimersi in modo troppo contrario al titolo. La performance a lungo termine e il predominio sulla concorrenza suggeriscono che Lululemon ha anni di crescita davanti. La forte performance nell’abbigliamento maschile espande il mercato della compagnia.
Il chiaro paragone a questo punto è Nike (NYSE:NKE), altro titolo che sembra da sempre troppo costoso. Nonostante un forte ribasso, NKE è uno dei titoli migliori del secolo, con oltre +1.600%.
Lululemon ha un potenziale simile: entrambi dominano ed espandono la categoria, mantenendo al contempo impressionanti margini di profitto. Lululemon al momento ha una market cap di 43 miliardi di dollari; quella di Nike è quasi il quadruplo.
Fino a quando Lululemon continuerà ad andare così bene, il titolo LULU potrà continuare a salire.
Nota: Al momento della scrittura, Vince Martin non ha posizioni su nessuno dei nomi menzionati.