Dopo due settimane di apparente immobilismo, i mercati finanziari sono stati travolti da una doppia scossa, innescata dalle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, e dalle dinamiche legislative del Congresso statunitense. Questi eventi hanno infranto l’illusione di stabilità, alimentando incertezza tra trader e investitori.
Powell e la Politica Monetaria: Un Messaggio Controverso
La prima svolta significativa è arrivata nel primo pomeriggio di mercoledì, quando la Federal Reserve ha confermato un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base, una mossa largamente anticipata dal mercato. Tuttavia, la reazione positiva iniziale è stata rapidamente smorzata dalla pubblicazione di dettagli aggiuntivi: la Fed ha segnalato un rallentamento nel ritmo dei tagli futuri, adottando un approccio attendista per valutare gli effetti di ogni intervento.
La situazione si è aggravata con il discorso di Powell alle 13:30 (ora di Chicago). Il presidente della Fed ha ribadito l’impegno a ridurre l’inflazione al target del 2%, ma ha anche fatto un’osservazione apparentemente contraddittoria, sostenendo che i disagi economici attuali derivano da “prezzi alti” e non da un’inflazione elevata. Peccato che inflazione alta e prezzi elevati siano la stessa cosa!
Questa ambiguità ha confuso il mercato, spingendo gli investitori a ricalcolare rapidamente le prospettive di politica monetaria, con conseguenze disastrose: il Futures S&P 500M ha registrato una perdita di 200 punti in poche ore.
Powell ha inoltre delineato un piano che prevede ulteriori due riduzioni dei tassi nel 2025 e altre due nel 2026. Questa previsione ha deluso molti trader che speravano in interventi più aggressivi per sostenere la crescita economica.
Il Congresso e la Crisi del Bilancio
Parallelamente, il Congresso statunitense ha alimentato ulteriori tensioni con la proposta di un nuovo bilancio per evitare la chiusura del governo, prevista per venerdì. Il documento, lungo ben 1.500 pagine, ha suscitato critiche per il poco tempo concesso ai legislatori per esaminarlo (solo 72 ore) e per alcune disposizioni controverse, tra cui un aumento salariale di $70.000 per i membri del Congresso e una clausola che impedisce indagini del Dipartimento di Giustizia sui legislatori stessi.
Questi elementi hanno sollevato dubbi sull’efficacia del processo legislativo e sulla trasparenza delle decisioni politiche, aumentando il nervosismo sui mercati.
Le conseguenze di questi due eventi sono state immediate e significative. Il Dow Jones ha registrato la sua decima giornata consecutiva di perdite, segnando la striscia negativa più lunga dal 1978. L’S&P 500 ha perso il 2,95%, mentre il Nasdaq è sceso del 3,61%.
Anche il VIX è schizzato a 28, valore che non si vedeva da mesi, confermando un aumento di incertezza.
Il dollaro statunitense ha guadagnato terreno rispetto alle principali valute, mentre i metalli preziosi hanno subito pesanti cali. Il petrolio, invece, ha mantenuto una relativa stabilità. Nonostante la volatilità recente, l’S&P 500 continua a mostrare una crescita solida del 23,11% su base annua.
Con il mercato in subbuglio, l’attenzione si concentra oggi su una serie di indicatori economici chiave, tra cui le richieste di disoccupazione, la revisione del PIL e le vendite di case esistenti.
La possibilità di una chiusura del governo rimane un tema rilevante, ma storicamente i mercati tendono a reagire positivamente una volta che la chiusura diventa ufficiale.
Le recenti dichiarazioni della Federal Reserve e le dinamiche del Congresso hanno evidenziato le sfide di navigare un contesto economico e politico complesso. In uno scenario caratterizzato da volatilità e incertezza, è fondamentale adottare un approccio strategico e ben informato per affrontare le dinamiche di mercato.