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Petrolio WTI: gli 80 dollari sono un punto di arrivo o punto di partenza?

Pubblicato 06.04.2023, 12:22
Aggiornato 09.07.2023, 12:32

l petrolio WTI ha archiviato ieri la prima giornata negativa dopo 4 sessioni consecutive di rialzi.

Le contrattazioni di ieri si sono chiuse a 80.61 dollari, in calo dello 0.12% (contratto future con scadenza maggio 2023).

La mossa a sorpresa di venerdì dell’OPEC+, di tagliare ulteriormente la produzione di oltre 1,2 milioni di barili al giorno, ha prodotto un notevole incremento del prezzo in questa ottava, soprattutto nella seduta di lunedì (+6%) aperta in notevole gap up.

Il taglio è stato visto da molti operatori come una chiara mossa contro l’occidente da parte dell’Arabia Saudita, soprattutto perché la domanda di greggio era già rivista al rialzo per la riapertura totale della Cina post Covid.

È ormai noto che gli Stati Uniti e gli altri principali paesi occidentali abbiano interessi notevoli nel contenere il prezzo del petrolio: in primis non si vuole aggravare la pressione inflazionistica e far svanire quindi gli sforzi delle banche centrali, in secondo luogo si cerca di non rinforzare economicamente la Russia e far cessare quindi la guerra.

Cosa accadrà quindi al prezzo del petrolio?

Alcuni esperti sostengono che il taglio dell’Opec+ non sia stato ancora totalmente prezzato dal mercato e che quindi i rialzi potranno ancora estendersi nelle prossime sedute.

In tale contesto c’è comunque da monitorare anche l’evolversi dell’inflazione e della crisi bancaria, poiché è ovvio che se le principali economie cadranno in recessione i tagli dell’opec+ non basteranno a sostenere i prezzi.

Cosa dice invece il quadro tecnico?

Facendo un’analisi grafica possiamo vedere come la dinamica tecnica era già in netto miglioramento anche prima della notizia del taglio OPEC+.

In più analisi avevamo ribadito che solo il breakout, confermato in chiusura di sessione, di area 74 dollari avrebbe migliorato la view su questo mercato.

Giovedì il future WTI ha recuperato questo livello e pertanto si sono create le condizioni per ingressi long.

Ora però sui livelli attuali per chi non fosse già entrato a mercato risulta difficile identificare punti di ingresso long, poiché con il gap aperto nella giornata di lunedì il rischio è quello di assistere ad un riassorbimento di questo eccesso; ciò non significa che vi siano al contrario occasioni lato short, dato che nulla vieta che il rally rialzista possa ripartire dai livelli attuali, ma è chiaro che non è questo lo scenario migliore sul quale muoversi.

In caso di storno dai livelli attuali ci aspettiamo una prima reazione in area 77.50, ma solo il retest di quota 75 con chiusura del gap fornirebbe un’occasione interessante per rientrare long.

Se il mercato dovesse mostrare nuova forza dai livelli attuali, il livello da monitorare con maggiore attenzione è ora a quota 83.40, massimo del 1 dicembre 2022; con una mossa al rialzo sopra tale livello il mercato violerebbe l’estremo opposto dell’area di trading range che aveva contenuto gli scambi fino a 3 settimane fa, facendo scattare probabilmente molti stop loss legati alle posizioni short in essere.

In tale scenario ci aspettiamo quindi una estensione dei rialzi che spingerebbe il mercato con tutta probabilità almeno fino a quota 90 dollari.
In caso di ritorno sotto gli 74 dollari aspettiamoci invece ulteriore debolezza associata al test in prima battuta dei 70 dollari.

Ultimi commenti

petrolio da 80 a 120, fantasia o sarà pura speculazione da Marzo a Giugno, questo è il dilemma. Domandiamoci quanto male farebbe, ma nel frattempo anche la necessità di chi ha reso possibile il ribasso di guadagnare, un mercato come abbiamo visto non si butta giù con paroline e numeri scritti su una formula ma con accordi e questi accordi sono scaduti. Se il rialzo del Gas e Petrolio avvenisse in questi tre mesi, domanda impatto e benefici, chi da rispondere?Grazie
Da una parte è una mossa contro l’occidente. Dall’altra i Sauditi hanno necessità di guadagnare molto dal petrolio per sostenere i mega progetti faraonici che hanno in cantiere, da mega città, allo sviluppo delle industria, a Vision 2030. È noto (basta leggere il The Saudi Post) che i Sauditi vogliono tenere il petrolio fra gli 80$ e i 100$ al barile almeno. E siccome c’è recessione alle porte, loro tagliano la produzione e tengono alto il prezzo. La novità è che il nuovo giovane principe saudita porta avsnti una nuova politica nazionslista es indipendente dagli Usa. Anzi chiaramente scrivono che i rapporti con Biden non sono buoni. E stanno mettendo anche in discussione il dollaro visto che stanno iniziando a vendere petrolio in moneta cinese. E sono anche più vicini a Cina ed ai Brics. (Hanno fatto anche pace con l’Iran grazie alla Cina). Certo il petrolio alto farà male all’occidente da un punto di vista dell’inflazione e porta a più alte probabilità di recessione,quindi mercati giu
giusta analisi geo politica, potrei aggiungere che la UE con le sue formule su Gas e Petrolio sta dando un lasciapassare ad una nuova speculazione a rialzo visto che ha Giugno scadono diversi certificati ora illiquidi e gli Hedge FUND e come abbiamo visto implicati i Fondi Pensione, passano e devono riscuotere il piacere fatto per guadagnare.Sembra fantascienza eppure c'è tutto.
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