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Sell in May: davvero funziona? Ecco i dati

Pubblicato 21.05.2024, 07:52

I ribassisti sembrano più intelligenti, ma i rialzisti fanno i soldi.

Di solito si dice così, perché a gridare ai crolli mettendo paura alle persone in qualche modo si fa leva sull’emozione umana più potente: la paura. Paura che in finanza comportamentale vale 2.5 volte i guadagni.

Sembra ieri che (potete rivedere tutte le mie analisi):

  • Nel Bear Market 2022 parlavo di acquistare sui cali (se non adesso quando?)
  • Nel recupero del 2023, dove molti vedevano la recessione, parlavo di bull market dati alla mano
  • Ad inizio 2024 invece, era semplicemente il caso di far lavorare quanto costruito tra 2022 e 2023

Insomma niente di diverso dalle classiche regole dell’investitore:

  • Avido quando gli altri hanno paura
  • Compra basso e vendi alto
  • Il tempo è tuo amico

Oggi la situazione, con un rialzo che dura da ottobre 2022, è molto diversa. Gli shortisti sono quasi tutti spariti, e tutti vogliono salire sul carro dei (apparentemente) guadagni facili.

A che punto siamo quindi?

Qui sotto vediamo che storicamente i bull market sono piuttosto lunghi (61 mesi di media), ed oggi siamo quasi al mese numero 20.

Fonte: Carson

A livello di valutazioni e fase del ciclo di mercato, sicuramente siamo nella parte alta, con alcuni settori e zone geografiche sopra media, ma non ancor aa livelli di bolla. Qui sotto possiamo vedere come inizialmente il bull market sia iniziato per un recupero delle valutazioni (fattore speculativo) ma gradualmente la crescita degli utili stia supportando i movimenti (un rialzo sano verrebbe da dire).

Fonte: fidelity

Fonte: Carson

Ora che siamo entrati a maggio, molti si chiedono se valga la pena di vendere, nel classico detto “sell in May and go Away?”.

In realtà, questa affermazione, negli ultimi anni non è stata così saggia. Possiamo infatti vedere come ad eccezione del 2022, anno del Bear Market, nell’ultimo decennio il periodo maggio-ottobre sia in realtà stato decisamente positivo.

Fonte: Bloomberg

Certo, dati alla mano probabilmente lo è meno di altri mesi, considerando però che a “sporcare” le performance non è maggio, bensì il bimestre settembre-ottobre, storicamente debole e dove a mio giudizio questo mercato potrebbe affrontare una correzione di breve.

Resta tuttavia l’ultimo anno di ciclo presidenziale, il secondo dopo il bear market, pertanto salvo shock esogeni, complessivamente dovremmo ancora avere il segno “+” a fine anno.

Tuttavia così come prima ero decisamente “coraggioso” nel bear market 2022, dico che man mano che i prezzi dovessero continuare a salire, come l’umore degli investitori, occorrerà gradualmente aumentare la prudenza.

Il mercato dei bond, arrivato al terzo anno di bear market praticamente, ritengo offrirà un’adeguata copertura in tal senso, specie se prima o poi, ciclicamente, dovesse veramente arrivare la recessione (già, proprio quando tutti meno se lo aspettano).

I prezzi oggi non offrono grosse opportunità negli USA, pertanto anche valutare altre zone geografiche in chiave di diversificazione potrà essere di aiuto in tal senso, così come a livello settoriale abbiamo visto delle ottime performance sui difensivi (utilities in primis).

Anche un adeguato stock picking può aiutare in periodi come questi, poiché nonostante il rialzo, ci sono ancora buone occasioni (per esempio aiutandosi con il filtro di InvestingPro+).

Alla prossima!

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