Investing.com - La sterlina scende al inimo di due mesi questo martedì, mentre si avvicina l’attuazione della Brexit e l’uscita dall’UE e in Scozia si chiede un secondo referendum sull’indipendenza.
Il cambio GBP/USD scende a 1,2109, il minimo dal 17 gennaio, per poi attestarsi a 1,2131 alle 11.01 GMT, in calo dello 0,7%.
Il crollo della sterlina è giunto dopo l’autorizzazione ricevuta dal Parlamento dal Primo Ministro Theresa May per l’applicazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona che darà il via al processo di uscita della Gran Bretagna dall’UE.
La sterlina ha risentito inoltre della possibilità di un referendum per l’indipendenza politica della Scozia, che ha alimentato ulteriormente l’incertezza.
La sterlina è in calo anche contro l’euro, con il cambio EUR/GBP su dello 0,58% a 0,8768, non lontano dal massimo di otto settimane di 0,8786.
L’euro ha recuperato dopo il report che ha mostrato un miglioramento leggero a marzo del sentimento dei consumatori tedeschi poiché pesano i timori per le elezioni in diversi paesi europei.
Nel report del Centro per la Ricerca Economica ZEW si legge che l’indice sul sentimento economico tedesco è salito di 2,4 punti a 12,8 questo mese dalla lettura di 13,1.
L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, è in salita dello 0,22% a 101,48.
Secondo lo Strumento di Controllo dei Tassi della Fed di Investing.com è prevista na probabilità del 93% di un aumento dei tassi durante l’imminente vertice Fed.
Gli investitori seguiranno le prossime dichiarazioni alla ricerca di indicazioni sul futuro andamento dei tassi nel corso dell’anno.