di Liam Proud
LONDRA (Reuters Breakingviews) - Andrea Orcel sta adottando un approccio diretto per una possibile operazione con Commerzbank (ETR:CBKG). Il numero uno di UniCredit (BIT:CRDI), banca che vale 60 miliardi di euro, si è accaparrato una quota del 9% della rivale da 15 miliardi di euro, possibile preludio a una proposta di takeover totale. Si tratta di un'operazione più interessante dal punto di vista finanziario rispetto alle strutture più sfumate di deal proposti in passato, ma anche probabilmente più controversa dal punto di vista politico.
Questa mattina UniCredit ha detto di aver acquistato il 4,5% di Commerzbank dal governo tedesco, che la settimana scorsa aveva annunciato di voler ridurre la sua partecipazione del 16,5%. L'acquisizione ha comportato un premio del 5% rispetto al prezzo di chiusura di ieri. UniCredit ha accumulato il resto della sua quota del 9% nelle ultime settimane acquistando azioni sul mercato in previsione di una vendita da parte del governo, secondo una persona vicina alla situazione.
L'approccio sembra nettamente diverso dall'operazione che l'ex Ceo di UniCredit Jean Pierre Mustier aveva abbozzato nel 2019. Secondo una persona coinvolta nelle trattative, la transazione non andata in porto prevedeva la fusione delle attività tedesche del gruppo italiano con Commerz per creare una società quotata a Francoforte, di cui UniCredit avrebbe avuto una quota di controllo. Questo la rendeva appetibile per le autorità tedesche. Il problema era che alcuni membri del consiglio di UniCredit ritenevano che il deal avrebbe potuto alla fine comportare uno spezzatino della capogruppo italiana.
Questa volta, UniCredit è invece a favore di un'acquisizione diretta di Commerzbank, secondo una persona vicina alla banca. Controllando interamente la banca tedesca, Orcel potrebbe dare una spinta al funding di UniCredit, dato che le banche teutoniche tendono ad avere costi di finanziamento più bassi di quelle italiane. Altro elemento cruciale: in caso di completo controllo sarebbe in una posizione migliore per ottenere risparmi sui costi del nuovo gruppo, che avrebbe 8,6 miliardi di euro di spese operative annue, secondo le previsioni di consensus di Visible Alpha per il 2024 per Commerzbank e UniCredit Germania.
Ipotizzando che Orcel possa risparmiare il 20% dei costi combinati, una cifra nella fascia bassa per l'M&A bancario europeo, i risparmi annui sarebbero di 1,7 miliardi di euro. Tassate al 30% e capitalizzate con un tasso di sconto del 10%, le sinergie avrebbero un valore attuale di 12 miliardi di euro, equivalente all'80% del valore di mercato di Commerzbank. Ciò significa che Orcel ha la possibilità di pagare un premio generoso accontentando allo stesso tempo i suoi azionisti. Inoltre, il gap da 8,4 miliardi di euro tra il fair value e il valore contabile delle attività di Commerz potrebbe ridursi con il calo dei tassi di interesse, attenuando l'impatto per UniCredit.
Il problema più grande è quello di convincere Berlino senza un compromesso in stile Mustier. Un aspetto positivo è che il governo ha accettato di vendere la partecipazione, suggerendo potenzialmente una visione favorevole nei confronti di UniCredit. Tuttavia, il governo del cancelliere Olaf Scholz si trova in una posizione difficile, data l'ascesa dell'estrema destra nelle recenti elezioni regionali. In vista delle elezioni federali del prossimo anno, l'ex ministro delle Finanze potrebbe essere riluttante a lasciare che una colonna portante dell'economia 'Mittelstand' cada in mani italiane. L'approccio diretto di Orcel comporta maggiori vantaggi, ma anche maggiori rischi.
(Tradotto da Alejandra Rosales, editing Gianluca Semeraro)