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Azionario “attendista” prima dei verbali Fed

Pubblicato 05.07.2021, 14:05
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I titoli azionari hanno continuato a segnare massimi storici venerdì dopo il report sull’occupazione non agricola, ma non è chiaro il perché

  • Gli investitori sono ancora esuberanti o solo compiaciuti?

Gli scambi saranno ridotti nella settimana corta per festa appena iniziata, con i titoli azionari probabilmente invariati a partire da martedì e quattro giorni di pochi dati economici all’orizzonte. Tuttavia, ci sarà un possibile fattore di innesco mercoledì, con la pubblicazione dei verbali del FOMC del vertice della Fed di giugno. Potrebbero offrire ulteriori indizi circa il cammino della banca centrale USA verso l’inasprimento.

Esuberanza dei mercati … ma perché esattamente?

Tre dei quattro principali indici di riferimento USA sono saliti venerdì. Dow Jones, S&P 500 e NASDAQ Composite hanno tutti proseguito con una serie di record dopo la pubblicazione del report sull’occupazione non agricola di giugno risultato di gran lunga migliore del previsto. Tuttavia, la media dei compensi orari ed il tasso di disoccupazione hanno deluso le aspettative.

La questione allora è capire quale aspetto dei dati abbia entusiasmato così tanto gli investitori da spingerli a continuare a comprare i titoli più costosi della storia. È stata la crescita dell’occupazione maggiore del previsto? O i trader sono stati incoraggiati dal fatto che i compensi, e persino la partecipazione, non sono stati, di fatto, abbastanza robusti da far salire l’inflazione e dunque giustificare i piani di inasprimento della Fed?

I mercati attribuiscono le mosse di venerdì ad una cosiddetta “Economia Riccioli d’Oro”, considerata la migliore per gli investitori dal momento che, come racconta la favola, non è né troppo calda e né troppo fredda. È giusta, e di conseguenza in grado di continuare a crescere ad un tasso sostenibile.

L’indice S&P 500 ha chiuso ad un massimo storico per la settima seduta di fila in chiusura della settimana di scambi ed in vista dell’inizio del lungo weekend di festa. Un tale livello di entusiasmo non si vedeva dal 1997.

Se i titoli stanno salendo perché l’economia sta funzionando, allora perché le azioni di società sensibili all’economia stanno rimanendo indietro, mentre quelle di società che eccellono quando l’economia rallenta stanno offrendo ritorni superiori?

I soli due settori in rosso venerdì sono stati i beniamini dei ciclici, Energia (-0,2%) e Finanza (-0,1%), mentre il settore Tech ha visto una performance superiore, (+1,3%).

L’indice legato al settore tech è stato spinto al rialzo dalle cinque società che ora sono valutate più di mille miliardi di dollari: Apple (NASDAQ:AAPL), Microsoft (NASDAQ:MSFT), Amazon (NASDAQ:AMZN), Facebook (NASDAQ:FB) ed Alphabet (NASDAQ:GOOGL).

Su base settimanale, sebbene l’indice SPX sia salito per la quinta settimana di fila su sei, l’indice NASDAQ 100 è avanzato per la settima consecutiva, il periodo più lungo per l’indice dal novembre 2019.

Al contrario, l’indice Russell 2000, i cui titoli a bassa capitalizzazione rappresentano il Reflation Trade, dopo aver registrato i risultati peggiori durante le restrizioni sociali, si muove lateralmente da marzo.

Questo pattern, il ritorno dei titoli che erano stati in testa durante la pandemia, mentre i titoli value ancora una volta vengono scartati, corrisponde al selloff delle compagnie aeree e delle compagnie di crociere man mano che aumenta la variante delta, con nuovi focolai in tutto il mondo.

C’è la tesi che sia arrivato il momento per questo mercato rialzista di prendersi una pausa, se non subire una vera e propria correzione, considerato che, nonostante la recente serie impressionante di record (forse troppo impressionante) la partecipazione più ampia delle società è rimasta invariata nelle ultime tre settimane.

SPX Weekly

Grafico settimanale SPX

 

La linea avanzamento/calo, che mostra la differenza tra il numero di titoli in avanzamento e in calo, è meno della metà dell’altezza che aveva a gennaio, dove aveva incontrato resistenza al livello di agosto, con la maggior parte dei titoli S&P 500 a partecipare al rally. In termini di azione di prezzo, il riferimento ha raggiunto l’apice di un canale, aumentando le probabilità di un bottom.

Un’altra prospettiva che rafforza la tesi ribassista per i titoli azionari: il calo dei rendimenti, compresi quelli dei Buoni del Tesoro decennali, di riferimento, dimostra che gli investitori hanno aumentato la quantità di Treasury in loro possesso, un qualcosa che avviene quando i partecipanti dei mercati vogliono preservare il capitale, a spese della crescita.

UST 10Y Daily

Andamento giornaliero UST a 10 anni

 

I rendimenti hanno già completato due pattern ribassisti e stanno ora testando il bottom di un triangolo discendente che, se completato, aumenterà le probabilità di un calo più brusco, all’interno dell’attuale canale discendente.

Inoltre, il flusso di denaro per i titoli azionari, come dimostrato dall’indice MFI per l’indice Dow Jones, è sceso.

Dow Weekly

Grafico settimanale Dow

 

L’indice sul flusso di denaro (MFI) ha raggiunto un picco a febbraio e da allora sta scendendo, arrivando al di sotto della linea di trend in salita già ad aprile, lanciando un avvertimento prima che lo facesse il prezzo a giugno.

Questo deflusso si osserva anche sul mercato generale, tramite gli ETF ad esempio: 6 miliardi di dollari hanno lasciato gli ETF per i titoli USA nella settimana conclusasi giovedì. Una bella differenza dai 200 miliardi di dollari in arrivo nei primi mesi dell’anno.

Viceversa, la domanda di asset rifugio ha innescato i secondi afflussi mensili maggiori verso l’iShares 20+ Year Treasury Bond ETF (NASDAQ:TLT), che sale da marzo.

TLT Monthly

Grafico mensile TLT

 

Notiamo che l’indice MFI mensile è in ripresa dalla sua condizione di oversold maggiore dall’agosto 2013. L’ETF ha aggiunto il 76% da quel punto fino al marzo 2021.

Persino gli speculatori professionisti hanno cominciato a limitare il rischio. Negli ultimi giorni di giugno, gli hedge fund hanno ridotto le posizioni long, coprendo le short. Nell’insieme, la loro attività di avversione al rischio ha raggiunto il livello più alto da fine gennaio, come mostrano i dati sui broker compilati da Goldman Sachs Group. Tuttavia, con una leva netta superiore al 90% del tempo nell’ultimo anno, le posizioni sono tutt’altro che ribassiste.

E noi? Stiamo diventando ribassisti? Non ancora. Non possiamo permetterci di andare contro l’ovvio trend in salita. Semplicemente evitiamo di mettere tutte le uova in un solo paniere.

Questa settimana

Orari EDT

Lunedì

Festa dell’Indipendenza negli Stati Uniti, mercati chiusi

4:30: Regno Unito – Indice PMI sui servizi: dovrebbe restare stabile a 61,7.

Martedì

00:30: Australia – Decisione sui tassi di interesse della RBA: dovrebbero restare invariati allo 0,10%.

4:30: Regno Unito – Indice PMI edilizia: dovrebbe scendere a 63,5 da 64,2.

5:00: Germania – Indice ZEW sul sentimento economico: dovrebbe scendere a 75,4 da 79,8.

10:00: USA – Indice PMI non-manufatturiero ISM: dovrebbe scendere a 63,5 da 64,0.

Mercoledì

10:00: USA – Report JOLTs su posizioni lavorativedovrebbe scendere a 8,300 milioni da 9,286 milioni.

10:00: Canada – Indice PMI Ivey: la lettura precedente era pari a 64,7 per maggio.

14:00: USA – Verbali vertice FOMC

Giovedì

7:30: Zona euro – Dichiarazione di politica monetaria della BCE

8:30: USA – Richieste iniziali di sussidio di disoccupazione: dovrebbero scendere a 355 mila da 364 mila.

11:00: USA – Scorte di greggio: la scorsa settimana hanno registrato -6,71 milioni di barili.

Venerdì

2:00: Regno Unito – PIL: dovrebbe scendere all’1,7% dal 2,3%.

2:00: Regno Unito – Produzione manifatturiera: dovrebbe crollare al 29,5% dal 39,7%.

6:00: Regno Unito – Intervento del Governatore della BoE Bailey

6:00: Zona euro – Intervento della Presidente della BCE Lagarde

8:30: Canada – Variazione occupazione: dovrebbe schizzare a 175,0 mila da -68,0 mila.

Forse: USA – Report sulla politica monetaria della Fed

 

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