I Paesi europei hanno già comprato 900 milioni di dosi da usare come booster.
Dopo tre sedute di pesante ribasso in cui ha lasciato sul terreno complessivamente il 16%, BioNTech sembra avere raggiunto un nuovo equilibrio: ieri sera alla chiusura del Nasdaq l’Adr della società biofarmaceutica tedesca quotava 277 dollari e segnava un lieve rialzo dello 0,3%. Gli investitori attendono con ansia la decisione dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco, che il 4 ottobre deciderà se approvare la somministrazione del “booster”, come viene chiamata la terza dose del vaccino a RNA messaggero che BioNTech produce insieme a Pfizer (NYSE:PFE).
Il booster è già approvato in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e in Israele, anche se gli scienziati hanno opinioni contrastanti sul fatto che sia necessario. Circa una dozzina di Paesi europei, Italia compresa, hanno già iniziato a somministrare la terza dose senza aspettare il via libera dell’Ema. A dividere gli scienziati è la valutazione di quanto dura nel tempo la protezione nelle persone vaccinate con due dosi.
Nel frattempo i Paesi dell’Unione europea hanno già comprato da Pfizer e BioNTech, 900 milioni di dosi che si vanno ad aggiungere ai vaccini già comprati dalla Ue, che sono sufficienti a proteggere con due dosi l’intera popolazione europea. Il contratto, firmato a maggio, prevede la consegna della maggior parte delle dosi nel 2022, e dà la possibilità ai governi di ordinarne altri 900 milioni entro il 2023.
Poiché nella Ue circa il 75% della popolazione adulta è già stato completamente vaccinato, la maggior parte delle ulteriori dosi comprate diventerebbe necessaria solo se utilizzate come booster. Oppure i Paesi Ue potrebbero decidere di donarle o venderle a Paesi poveri che non ne hanno a sufficienza.
Ad agosto la WHO ha invitato i Paesi occidentali a bloccare la terza dose.
Ad agosto l’Ema aveva stabilito che non c’erano dati sufficienti per raccomandare la terza dose e l’Organizzazione mondiale della Sanità (Who) aveva invitato i governi occidentali a sospendere il booster per lasciare i vaccini a disposizione delle popolazioni di altre zone del mondo, molto più indietro con i programmi di vaccinazione.
Secondo fonti interpellate dalla Reuters, se anche l’Ema lunedì prossimo autorizzerà la terza dose lascerà comunque ampia libertà ai governi europei di decidere a quali fasce di popolazione somministrare il booster. In Usa la settimana scorsa la Fda ha raccomandato la terza dose Pfizer-BioNTech per le persone al di sopra dei 65 anni e per quelle con particolari patologie.
L’intervista alla fondatrice Ozlem Tureci, Chief medical officer.
Intanto, in un’intervista alla Cnbc Ozlem Tureci, la scienziata turca che ha la carica di Chief medical officer di BioNTech, ha detto che il Covid “diventerà gestibile, ha già iniziato a diventare gestibile” e che il virus sarà con noi ancora per alcuni anni.
Interpellata sul rischio delle nuove varianti, Tureci, che ha fondato BioNTech nel 2008 insieme al marito Ugur Sahin, attuale Ceo della società, ha detto che BioNTech verifica in continuazione l’eventuale presenza di varianti. “Per quelle attualmente in circolazione – ha detto la scienziata – sembra che basti la terza dose per fare risalire la risposta immunitaria e garantire un’adeguata protezione. Comunque, noi continuiamo a monitorare, perché potrebbero arrivare nuove varianti alle quali bisognerà rispondere adattando il vaccino. E’ un lavoro che facciamo quotidianamente insieme alle autorità di controllo”. Secondo Tureci serve una mole maggiore di dati per fare previsioni su quando usciremo dalla pandemia, ma si immagina che in futuro “le persone dovranno ricevere nuovi booster ogni 12 o 18 mesi”.
BioNtech e Moderna hanno la stessa performance dall’inizio dell’anno.
Al Nasdaq le quotazioni di BioNtech sono salite dall’inizio dell’anno del 230%, in linea con il rialzo della concorrente Moderna (+240%). Entrambe hanno segnato il massimo il 9 agosto (464 dollari per BioNtech) e da lì sono ripiegate.
Ovviamente le prospettive future dei titoli dipendono dall’evoluzione della pandemia.
Sulla base dei contratti di vendita di vaccini firmati insieme a Pfizer, il consensus degli analisti prevede che BioNTech chiuderà il 2021 con ricavi pari a 16,8 miliardi di euro e un utile netto superiore al 50%, pari a 8,8 miliardi. Nel 2022 i ricavi dovrebbero salire a 17,3 miliardi con un margine operativo del 78% e un margine netto del 57% (utile netto di 9,9 miliardi). Le previsioni sul 2023 sono problematiche, perché nessuno è in grado di sapere come evolverà la pandemia: gli analisti si aspettano un calo dei ricavi a 10,7 miliardi di euro (-38%) e un conseguente calo dell’utile a 6,7 miliardi.
Al momento la raccomandazione più diffusa fra gli analisti è Hold (7 Hold su 12 report censiti da MarketScreener). Hold è il giudizio di Ubs e Neutral quello di Goldman Sachs (NYSE:GS). La prima ha un target price di 300 dollari, la seconda di 433 dollari. La media dei target price è 280 dollari, poco distante dal prezzo attuale.