Market Brief
L’USD ha fatto registrare la seconda seduta positiva in Asia. Gran parte delle valute del G10 e dei mercati emergenti ha ceduto terreno rispetto all’USD, perché il mercato sta cercando di definire il minimo della recente flessione dell’USD generata dal FOMC. Il lievissimo miglioramento dell’IPC americano di ieri è stato quindi sufficiente a ridare vigore ai tori dell’USD. Questo comportamento corrobora la nostra impostazione, ovvero che la debolezza dell’USD è destinata a diminuire.
Ieri l’EUR/USD è salito a 1,1029. Incapace di superare il massimo della scorsa settimana (1,1043), la coppia è scesa nella fascia compresa fra 1,0901 e 1,0938 in Asia. Permane lo scetticismo intorno all’EUR, perché ancora non si è giunti a un accordo fra Grecia ed UE e la scadenza di fine mese si sta avvicinando rapidamente. Prevediamo un duplice rischio legato agli eventi nell’ambito dei negoziati con la Grecia. I rischi al ribasso (inabilità di rimborsare il debito, default) non sono ancora svaniti, anche se il mercato al momento sta scontando disposizioni che eviterebbero un’uscita accidentale della Grecia (un cosiddetto Graccident). Quest’ultimo scenario di base fa presagire un rally di sollievo dopo settimane d’incertezza e potrebbe spingere potenzialmente al rialzo l’EUR/USD. Una violazione superiore a 1,1043 (massimo della scorsa settimana) sposterà le resistenze a 1,1280 (76,4% di Fibonacci sulle vendite di febbraio-marzo) e 1,1534 (massimo 3 febbraio). Tuttavia, nel medio termine, la divergenza fra la BCE e la Fed fa restare il giudizio negativo e la parità rimane l’obiettivo chiave. L’EUR/GBP ora testa la resistenza costituita dalla media mobile a 50 giorni e dal 38,2% di Fibonacci in area 0,73746/935; in caso di violazione, si aprirebbe la strada verso la copertura della nuvola giornaliera (0,74922/0,76774).
L’EUR/CHF viene scambiato sotto quella che il mercato ha accettato come la fascia implicita della BNS, ovvero 1,05-1,10, nonostante il buon interesse all’acquisto per la maggior parte dei cross con l’EUR. Lo svincolo dovrebbe aumentare a favore di flussi verso il franco svizzero, ritenuto un porto sicuro. Ieri l’EUR/CHF è sceso a 1,04222 a New York, in modo del tutto scollegato rispetto agli altri cross con l’EUR. La violazione sotto la soglia a 1,05 ha innescato un po’ di tensione sui future eurosvizzeri, in rialzo a 100,890 per la prima volta da quando, alla riunione ordinaria del 19 marzo, la BNS non ha tagliato i tassi. Ci prepariamo a un intervento non programmato della BNS se aumenteranno le pressioni positive sul franco. Il mercato dovrebbe assorbire agevolmente un taglio di 15-25 punti base, viste le condizioni macroeconomiche globali.
In Nuova Zelanda, i dati commerciali hanno deluso molto le aspettative del mercato. Il surplus commerciale di febbraio è stato esiguo, pari solo a 50 milioni di NZD, rispetto ai 350 milioni (!) previsti, perché le esportazioni non si sono riprese come da attese (3,92 mld rispetto ai 4,10 mld previsti e ai 3,70 mld precedenti). Il deficit dell’anno corrente sui 12 mesi è peggiorato, passando da -1.409 a -2.181 mln di NZD. La coppia NZD/USD ha sicuramente raggiunto il massimo a 0,7697, prevediamo infatti un esaurimento del momentum positivo sopra la media mobile a 100 giorni.
In Brasile, il presidente della BCB Tombini non vede la necessità di ridurre i volumi degli swap in valuta. L’obiettivo principale delle operazioni swap è frenare le volatilità sul mercato forex e fornire una copertura dal rischio per il real in questo contesto volatile, piuttosto che spingere per un apprezzamento artificiale del BRL. Il giudizio fondamentale per l’USD/BRL è positivo, dato il rafforzamento globale dell’USD. Riteniamo che l’area 3,00/3,10 rappresenti una forte sfida al ribasso e crediamo che a Rousseff servirà un po’ di tempo per riguadagnarsi la fiducia degli investitori e per tornare ad attrarre capitali in Brasile.
A seguire il calendario economico di oggi: indicatore UBS sui consumi di febbraio in Svizzera; fiducia e previsioni sulla produzione di imprese e manifatturiero di marzo in Francia; IPP m/m e a/a di febbraio in Spagna; fiducia consumatori e manifatturiero di marzo in Svezia; indice IFO su clima delle aziende, valutazione situazione attuale e previsioni di marzo in Germania; prestiti BBA per l’acquisto di abitazioni di febbraio nel Regno Unito; richieste di mutui MBA aggiornate al 20 marzo e ordini di beni durevoli di febbraio negli USA; variazione netta nel numero di persone in cerca di occupazione e totale persone in cerca di occupazione di febbraio in Francia.
Ipek Ozkardeskaya, Market Analyst,
Swissquote Europe Ltd