Investing.com - Il dollaro è ancora scambiato lateralmente negli scambi della mattinata europea di questo martedì, dopo essere sceso ieri sera sulla scia dei commenti di Charles Evans, membro della Federal Reserve, secondo cui non ci saranno variazioni dei tassi di interesse per oltre un anno.
Evans, presidente della Fed di Chicago, ha riferito alla CNBC che sarebbe “d’accordo” con i tassi di interesse al livello attuale fino all’autunno del 2020, un qualcosa che secondo lui contribuirebbe ad aiutare l’inflazione a tornare all’obiettivo del 2% della Fed dopo il calo degli ultimi mesi.
“Mi aspetto che il tasso dei fondi resti stabile o invariato fino all’autunno del 2020. Secondo me, aiuterebbe a supportare le prospettive sull’inflazione e a garantire che sia sostenibile al 2% o poco più”, ha affermato Evans.
L’adozione da parte della Fed di una politica monetaria più allentata finora non è riuscita a far indebolire significativamente il dollaro, anche perché molte altre banche centrali ne hanno seguito l’esempio abbandonando l’idea di un aumento dei tassi di interesse.
Nella notte, la Reserve Bank of Australia è stata l’ultima banca centrale ad optare per un allentamento della politica monetaria. Nei verbali dell’ultimo vertice di politica monetaria della RBA si legge che, se l’inflazione non salirà dai livelli attuali e se la disoccupazione dovesse cominciare ad aumentare, allora “una riduzione del tasso probabilmente sarebbe appropriata”. La RBA non interviene sui tassi da un taglio di 25 punti base all’1,50% effettuato nell’agosto 2016.
Il dollaro è salito dello 0,4% contro l’aussie sulla notizia. Alle 04:15 ET, l’indice del dollaro, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre principali valute, è invariato a 96,555, l’euro è stabile a 1,1307 dollari e la sterlina scende lievemente a 1,3090 dollari. Sui mercati emergenti, la lira turca è ancora sotto pressione dopo aver toccato il minimo di sei mesi contro il dollaro ieri.
La decisione della RBA segue a ruota quelle prese dalla Banca Centrale Europea, dalla Banca d’Inghilterra e dalla Reserve Bank of New Zealand nelle ultime settimane. Nel weekend, anche il Governatore della Banca del Canada Stephen Poloz ha escluso un aumento dei tassi nell’immediato futuro.
Il calendario economico globale è ricco di appuntamenti questo martedì e fornirà varie opportunità per valutare il successo delle banche centrali nel fermare il rallentamento dell’economia globale.
L’indice ZEW sulla fiducia in Germania sarà pubblicato alle 05:00 ET (09:00 GMT), mentre i dati britannici sul mercato del lavoro relativi a marzo sono attesi alle 04:30 (08:30 GMT).
Nel corso della giornata, saranno seguiti i dati USA sulla produzione industriale alle 09:15 ET e l’indice NAHB sul mercato immobiliare alle 10:00 ET.