1 titolo da comprare, 1 da lasciare quando apriranno i mercati: NIO e Twitter

Pubblicato 11.01.2021, 13:12

I titoli azionari sono saliti venerdì in chiusura della prima settimana di scambi del 2021. La maggior parte dei principali indici di Wall Street ha chiuso a nuovi massimi record, nelle speranze di ulteriori stimoli fiscali.

L’indice Dow Jones Industrial Average è balzato dell’1,6% e l’indice S&P 500 è schizzato dell’1,8% sulla settimana. L’indice NASDAQ Composite legato al settore tech e l’indice a bassa capitalizzazione Russell 2000 sono andati meglio su base settimanale, con impennate rispettivamente del 2,4% e del 5,9%.

US Major Indexes Weekly

Grafico settimanale maggiori indici USA

 

Con i Democratici ora al comando sia del Senato che della Camera, gli investitori resteranno focalizzati sulla prospettiva di ulteriori stimoli fiscali nella nuova settimana. I mercati saranno inoltre messi alla prova dalla stagione degli utili, con JPMorgan Chase (NYSE:JPM), Citigroup (NYSE:C) e Wells Fargo (NYSE:WFC) che pubblicheranno i rispettivi risultati del quarto trimestre venerdì.

In agenda questa settimana anche i dati chiave sulle vendite al dettaglio di dicembre, nonché l’ultimo report sull’indice sui prezzi al consumo.

A prescindere dalla direzione che prenderà il mercato, di seguito parleremo di un titolo che probabilmente sarà richiesto nei prossimi giorni e di un altro che potrebbe vedere ulteriori ribassi. Ricordate però che la nostra tempistica si riferisce solamente alla settimana in apertura.

Il titolo da comprare: NIO

Il titolo di NIO (NYSE:NIO) probabilmente vedrà un aumento dell’attività di acquisto nella settimana che si sta per aprire, dopo che il produttore cinese di veicoli elettrici ha lanciato la sua prima berlina, la ET7, in occasione del suo evento annuale sabato.

Il fondatore e presidente William Li ha inoltre presentato altre importanti tecnologie per batterie e guida autonoma in occasione del “NIO Day” della società, svoltosi a Chengdu, in Cina, nel fine settimana.

La ET7, che parte da un prezzo di 448.000 yuan (69.000 dollari) senza gli incentivi governativi, contiene un pacchetto di batterie più potente che permetterebbe di percorrere 621 miglia con una sola carica. Al confronto, la Model 3 di Tesla permette di percorrere tra le 263 e le 353 miglia, a seconda della configurazione.

La nuova berlina di NIO, inoltre, ha una fotocamera con risoluzione da 8 megapixel (rispetto agli 1,2 MP di Tesla (NASDAQ:TSLA), e chip Nvidia (NASDAQ:NVDA) che offrono un potere di elaborazione maggiore rispetto a quello di sette computer per la guida autonoma di Tesla.

I pre-ordini sono cominciati sabato e le consegne inizieranno nel primo trimestre del 2022.

 

NIO Daily

Grafico giornaliero NIO

 

Il titolo della società di veicoli elettrici con sede a Shanghai, Cina, schizzato di oltre il 1.200% nel 2020, ha ripreso da dove si era fermato lo scorso anno, con un balzo di quasi il 21% finora nel 2021.

Il titolo di NIO ha chiuso al massimo storico di 58,92 dollari venerdì, con una capitalizzazione di mercato di 92 miliardi di dollari. Alla valutazione attuale, NIO è la quinta casa automobilistica più grande del mondo, superando persino nomi come Daimler (OTC:DDAIF), Ford (NYSE:F), Honda (NYSE:HMC) e General Motors (NYSE:GM).

Il produttore cinese di veicoli elettrici ha visto una forte crescita delle consegne nel 2020, con le vendite più che raddoppiate rispetto all’anno prima a 43.728 unità. Al momento ha tre modelli di veicoli elettrici in vendita, tutti SUV.

Malgrado il mostruoso rimbalzo e la valutazione altissima, ci aspettiamo che il titolo di NIO prosegua la sua straordinaria performance nella prossima settimana, grazie al fatto che sta diventando sempre di più uno dei nomi leader nel settore in rapida crescita dei veicoli elettrici.

Il titolo da lasciare: Twitter

Gli investitori dovrebbero stare alla larga dal titolo di Twitter (NYSE:TWTR) questa settimana, sulla scia della decisione senza precedenti della società social di sospendere permanentemente l’account del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, per il rischio di ulteriori incitamenti alla violenza. In un post pubblicato venerdì notte, la società con sede a San Francisco ha scritto:

“Dopo un’attenta analisi dei recenti tweet sull’account @realDonaldTrump e del contesto a cui si riferiscono (in particolare il modo in cui vengono recepiti ed interpretati su Twitter e anche fuori) abbiamo sospeso permanentemente l’account per via del rischio di ulteriori incitamenti alla violenza”.

“Hanno già cominciato a proliferare piani di future proteste armate, come la proposta di un secondo attacco al Campidoglio USA ed alle rispettive sedi statali il 17 gennaio 2021”, si legge.

La società social guidata da Jack Dorsey aveva bloccato temporaneamente l’account di Trump all’inizio della settimana, dopo l’attacco di mercoledì al Campidoglio da parte dei manifestanti pro-Trump che non hanno accettato la sconfitta alle elezioni.

TWTR Daily

Grafico giornaliero TWTR

 

Il titolo della società tech aveva già cominciato in modo difficile il 2021, con un crollo di circa il 5% nella prima settimana di scambi dell’anno. TWTR ha segnato il minimo della seduta di 50,20 dollari venerdì, il minimo dall’11 dicembre, prima di chiudere a 51,48 dollari, con una valutazione di circa 41 miliardi di dollari.

Trump, spesso definito il “Presidente twittatore” per via del suo incessante uso della piattaforma social, ha twittato più di 56.000 volte da quando ha creato l’account nel 2009. Aveva un pubblico di 88,7 milioni di follower prima della sospensione e i suoi tweet attiravano regolarmente numerosissime interazioni.

In una dichiarazione rilasciata dalla Casa Bianca, Trump ha affermato che il suo governo sta “trattando con numerosi altri siti e ci sarà presto un annuncio”. Ha aggiunto che il suo team sta valutando “la possibilità di costruire una nostra piattaforma nell’immediato futuro”.

Inoltre, Trump ha ribadito la sua richiesta di abrogare la Sezione 230 del Communications Decency Act, una norma secondo cui le società tech non possono essere ritenute responsabili per quello che gli utenti postano sulle loro piattaforme né per la moderazione. Questa richiesta è stata ripresa anche da altri legislatori Repubblicani nel fine settimana.

Considerati questi aspetti, il titolo di TWTR sembra destinato a restare sulla difensiva nella settimana che si sta aprendo, dovendo affrontare numerose sfide sia sul fronte del coinvolgimento degli utenti sia per quanto riguarda il crescente controllo da parte degli enti regolatori.

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