Una delle più grandi società di tabacco al mondo ha aumentato la sua partecipazione in una piccola compagnia di cannabis canadese la scorsa settimana, in base ad un accordo siglato un anno fa.
British American Tobacco (NYSE:BTI) ha investito altri 6,3 milioni di dollari canadesi (4,9 milioni di dollari USA) in Organigram Holdings (NASDAQ:OGI) (TSX:OGI), con sede a New Brunswick, portando la sua quota dal 18,8% al 19,5%.
La mossa rientra nell’accordo fra le due aziende siglato nel marzo 2021 che prevede periodici “aumenti” degli investimenti dopo l’emissione di azioni. Lo scorso dicembre, Organigram ha emesso 11 milioni di azioni per finanziare l’acquisizione di Laurentian Organic, una società di cannabis con sede in Quebec. BAT ha acquistato poco più di 2,6 milioni di quelle azioni ad un prezzo medio di 2,3868 dollari, secondo una dichiarazione rilasciata dalle società.
La notizia ha spinto il titolo di Organigram, società specializzata nell’offerta di cannabis a scopo ricreativo e terapeutico. Il titolo è rimbalzato da un minimo di due settimane fa di circa 1,40 dollari ad azione a circa 1,50 dollari ad azione sulla notizia. Ma, alla fine della scorsa settimana, Organigram ha chiuso a 1,38 dollari, con un crollo di oltre il 2% sulla giornata di venerdì e dell’1,4% dall’annuncio.
Ieri, le azioni Organigram hanno chiuso a 1,31 dollari, con un tonfo di un altro 5% sulla giornata. Negli ultimi 12 mesi, il titolo ha perso il 48,5%.
Il costo della guerra e le voci di corridoio
Sono state settimane dure per Curaleaf Holdings (OTC:CURLF). La società di cannabis statunitense ha fatto una mossa senza precedenti, forse un riflesso di questi tempi senza precedenti.
In una dichiarazione agli investitori, il colosso della marijuana ha dichiarato:
“Curaleaf vorrebbe fare chiarezza rispondendo alle speculazioni circa il modo in cui la crisi russo-ucraina potrebbe colpire l’azienda”.
Ed ha spiegato:
“Le speculazioni sui social secondo cui l’azienda ed i suoi maggiori azionisti e dirigenti saranno in qualche modo soggetti ad eventuali sanzioni economiche del governo USA ora o in futuro sono errate”.
Il comunicato puntualizza che il presidente esecutivo della società nonché suo principale azionista, Boris Jordan, “è un cittadino americano, nato e cresciuto a Long Island, New York. Non è, e non è mai stato, cittadino di un altro paese”.
E aggiunge che il secondo principale azionista della società, Andrei Blokh, “è un cittadino statunitense che ha anche un passaporto russo”.
Blokh avrebbe una partecipazione del 21% nella società.
Il fine della dichiarazione era affermare esplicitamente che i dirigenti ed azionisti della società non saranno interessati dalle sanzioni del governo USA imposte alla Russia.
Il titolo Curaleaf ha perso il 26,8% dal 24 febbraio, giorno in cui le forze armate russe hanno invaso l’Ucraina, crollando da 7,49 dollari a 5,48 dollari della chiusura di ieri.
Il 3 marzo, l’azienda con sede in Massachusetts ha pubblicato i suoi risultati del quarto trimestre e di fine anno da cui sono emersi due dati record. L’anno fiscale 2021 ha segnato nuovi record per ricavi ed EBITDA rivisti, rispettivamente di 1,2 miliardi e 298 milioni di dollari.
Queste cifre rappresentano un rialzo del 93% per i ricavi e del 107% per gli EBITDA.