Un titolo supera il +90% e Goldman vede petrolio a 120$: 2 azioni da comprare ora
Giornate, queste ultime, caratterizzate da movimenti praticamente inesistenti o comunque molto limitati, sulle coppie definite “major”, nel mercato elettronico delle valute.
Proprio questa situazione, non così inusuale come si potrebbe pensare, mi fornisce lo spunto per condividere una riflessione, sulle dinamiche del mercato del Forex e di quelle di comune comportamento dei traders che lo affrontano per le prime volte.
Ma cosa ci sarà da riflettere su una situazione tanto semplice?
Ebbene c’è da fare una constatazione altrettanto semplice, indotta dalla verifica che, nella realtà, è purtroppo, giusto in giornate come queste, che molti traders inesperti, accumulano pesanti perdite.
Perdite assolutamente sproporzionate rispetto al movimento di mercato, che si realizzano a causa di una frenetica attività di operazioni eseguite in rapida successione e tutte (o quasi) in perdita …
E’ successo ad ognuno (o quasi) di noi, all’inizio della nostra attività di trading.
Si basa la propria attività sul semplice e, spesso dato per scontato principio, che il mercato non può non muoversi, che è obbligato ad andare da qualche parte.
E se così è, allora effettuando tante operazioni, prima o poi se ne può indovinare la direzione e sfruttarne il movimento che ci farà finalmente guadagnare.
La chiusura a ripetizione di contrapposte posizioni, tuttavia, è estremamente penalizzante per i nostri conti di trading, sia in termini di spreads pagati, che di accumulo di piccole ma numerose perdite.
Facile , si dirà, trarre le conclusioni: si impara, amaramente ed a proprie spese, che il mercato può continuare a rimanere in stretti range di movimento, anche per giorni; e se ci impuntiamo a voler cavalcare, questi inesistenti movimenti, facilmente il mercato ci imporrà severe perdite.
La lezione che si deve trarre è veramente semplice e può essere sintetizzata nella considerazione che imparare a “stare fermi” è una delle cose più difficili da fare per un trader ma, al tempo stesso, un essenziale principio di base del trading.
Stare fermi, non avere fretta, portare pazienza durante queste esasperanti fasi, operare solo sui prezzi che rivestono una valenza “tecnica”, e solo su quelli.
Solo in questo modo si possono evitare quelle raffiche di inutili perdite, dovute magari al meccanico seguire i segnali fornitici da qualche “fantastico”indicatore tecnico.
Proprio l’insegnamento di questo semplice principio dovrebbe essere messo alla base di un qualsiasi serio “corso” di trading, purtroppo così, quasi mai è.
Proprio questa situazione, non così inusuale come si potrebbe pensare, mi fornisce lo spunto per condividere una riflessione, sulle dinamiche del mercato del Forex e di quelle di comune comportamento dei traders che lo affrontano per le prime volte.
Ma cosa ci sarà da riflettere su una situazione tanto semplice?
Ebbene c’è da fare una constatazione altrettanto semplice, indotta dalla verifica che, nella realtà, è purtroppo, giusto in giornate come queste, che molti traders inesperti, accumulano pesanti perdite.
Perdite assolutamente sproporzionate rispetto al movimento di mercato, che si realizzano a causa di una frenetica attività di operazioni eseguite in rapida successione e tutte (o quasi) in perdita …
E’ successo ad ognuno (o quasi) di noi, all’inizio della nostra attività di trading.
Si basa la propria attività sul semplice e, spesso dato per scontato principio, che il mercato non può non muoversi, che è obbligato ad andare da qualche parte.
E se così è, allora effettuando tante operazioni, prima o poi se ne può indovinare la direzione e sfruttarne il movimento che ci farà finalmente guadagnare.
La chiusura a ripetizione di contrapposte posizioni, tuttavia, è estremamente penalizzante per i nostri conti di trading, sia in termini di spreads pagati, che di accumulo di piccole ma numerose perdite.
Facile , si dirà, trarre le conclusioni: si impara, amaramente ed a proprie spese, che il mercato può continuare a rimanere in stretti range di movimento, anche per giorni; e se ci impuntiamo a voler cavalcare, questi inesistenti movimenti, facilmente il mercato ci imporrà severe perdite.
La lezione che si deve trarre è veramente semplice e può essere sintetizzata nella considerazione che imparare a “stare fermi” è una delle cose più difficili da fare per un trader ma, al tempo stesso, un essenziale principio di base del trading.
Stare fermi, non avere fretta, portare pazienza durante queste esasperanti fasi, operare solo sui prezzi che rivestono una valenza “tecnica”, e solo su quelli.
Solo in questo modo si possono evitare quelle raffiche di inutili perdite, dovute magari al meccanico seguire i segnali fornitici da qualche “fantastico”indicatore tecnico.
Proprio l’insegnamento di questo semplice principio dovrebbe essere messo alla base di un qualsiasi serio “corso” di trading, purtroppo così, quasi mai è.












