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I rendimenti riprendono a salire, ma il dollaro USA non tiene il passo

Pubblicato 04.03.2021, 08:12
Aggiornato 09.07.2023, 12:31
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Rassegna giornaliera sul mercato forex, 3 marzo 2021

Analisi realizzata alla chiusura del mercato statunitense a cura di Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management.

I rendimenti dei titoli del Tesoro USA hanno ripreso a salire mercoledì, dopo un breve consolidamento all’inizio della settimana. L’aumento di quasi il 6% nel tasso dei decennali ha fatto salire il dollaro USA contro la maggior parte delle valute. Tuttavia, è chiaro che il rally del dollaro USA stia perdendo slancio in quanto l’euro segna ribassi modesti e la sterlina supera il biglietto verde. I dati USA sono stati deludenti e c’è apprensione per i dati sull’occupazione di venerdì. Secondo l’azienda di elaborazione buste paga ADP, sono state fatte 117.000 nuove assunzioni a febbraio, molto meno rispetto alle 177.000 previste. Anche l’attività del settore dei servizi è rallentata, con l’indice ISM in calo a 55,3 da 58,7. La componente del report relativa all’occupazione, che ha un forte collegamento con i dati NFP, è scesa a 52,7 da 55,2. Gli economisti sperano che febbraio possa essere un mese migliore per l’occupazione, e sebbene ci aspettiamo che i dati NFP superino i 100.000, i dati di oggi ci suggeriscono che le previsioni di 180.000 potrebbero rimanere deluse. La prospettiva di dati NDP deboli potrebbe pesare sul dollaro USA, specialmente sul cambio USD/JPY che è salito alla media mobile su 100 settimane di 107,25, un livello di resistenza importante.

Da seguire anche il trade da reflazione. C’è un margine per ulteriori rialzi, mentre la campagna  vaccinale prosegue ed il pacchetto di stimolo continua il suo iter. Quando tutti i tasselli saranno al loro posto, il trade di reflazione potrebbe guadagnare slancio. I rendimenti non possono salire in eterno, ma anche con qualche correzione, il percorso di una minore resistenza senza dovrebbe salire. L’economia USA non sta andando affatto male: secondo il Beige Book l’attività economica ha visto una leggera crescita da gennaio a febbraio.

In Europa, l’euro ha chiuso invariato contro il dollaro. La BCE non vede la necessità di reagire in maniera drastica all’aumento del rendimento dei bond, secondo il report. Jens Weidmann, membro della BCE, ha dichiarato che la banca centrale potrebbe ricalibrare gli acquisti del PEPP qualora fosse necessario. Con il rallentamento delle vendite al dettaglio in Germania e l’indice composito PMI rivisto al ribasso, l’aumento dei rendimenti è un problema più grave per la zona euro che per gli USA. Il cambio EUR/USD è stato incredibilmente resiliente e potrebbe vedere un rally se i dati NFP dovessero deludere le attese, ma nel lungo termine, la zona euro resta indietro nella ripresa e questo potrebbe diventare un problema per la valuta.

I trader della sterlina hanno accolto bene la decisione del governo britannico di estendere il pagamento dei sussidi fino alla fine di settembre e le previsioni dei Cancelliere Rishi Sunak di una ripresa più sostenuta. Sebbene gli indici PMI siano stati rivisti al ribasso, l’economia raccoglierà presto i frutti dell’incisiva campagna vaccinale messa in atto dal Regno Unito.

La ripresa dei prezzi del petrolio e i dati sul PIL migliori del previsto hanno sostenuto il dollaro canadese contro il biglietto verde. Il dollaro australiano e quello neozelandese non sono stati così fortunati. Il cambio AUD ha ignorato i dati positivi sul PIL e si è concentrato sui dati PMI deboli. Per questa sera sono attesi i dati sulle vendite al dettaglio e sulla bilancia commerciale. Il dollaro neozelandese inizialmente ha visto una certa forza dopo l’aumento dei prodotti lattiero - caseari, ma poi ha ceduto ai rialzi del biglietto verde.

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