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Scende il dollaro USA, ma perché NZD è schizzato e CAD no?

Pubblicato 15.07.2021, 10:39
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Rassegna giornaliera sul mercato forex, 14 luglio 2021

Analisi realizzata alla chiusura del mercato statunitense a cura di Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management.

Le banche centrali stanno facendo passi sempre più grandi nella normalizzazione della politica monetaria e gli investitori si chiedono se la Federal Reserve sarà la prossima.

Nella giornata di mercoledì, la Reserve Bank of New Zealand ha sconvolto gli investitori sospendendo improvvisamente gli acquisti di asset. Sebbene fosse stato previsto questo interventismo, con una serie di banche locali che prevedono un aumento dei tassi a novembre, la maggior parte si aspettava che la RBNZ avrebbe ridotto, e non fermato, gli acquisti di asset. Ma “pressioni più persistenti dell’indice sui prezzi al consumo” che “dovrebbero aumentare nel tempo per via dell’aumento delle pressioni sulla capacità nazionale e della carenza di lavoro” hanno spinto la banca centrale ad intervenire in modo più aggressivo. Al contrario di altri paesi, il mercato del lavoro neozelandese è tornato a livelli pre-pandemia all’inizio di quest’anno e, con i prezzi che si dimostrano essere persistenti, la Reserve Bank teme che l’inflazione possa superare il suo obiettivo. Gli investitori hanno pienamente messo in conto un aumento dei tassi a novembre, con il cambio NZD/USD che ha superato i 70 centesimi. Essendo una delle banche centrali più interventiste al mondo, in prima linea nell’aumento dei tassi, la RBNZ ha preparato il terreno ad ulteriori guadagni del dollaro neozelandese.

Anche la Banca del Canada ha ridotto lo stimolo monetario, ma il suo aggiustamento è stato meno importante rispetto a quello della RBNZ. Ha ridotto gli acquisti di bond per la seconda volta di fila di un miliardo alla settimana, molto di più rispetto alla previsione di una riduzione complessiva di un miliardo. Tuttavia, al contrario del dollaro neozelandese, il dollaro canadese si è indebolito anziché rafforzarsi dopo l’annuncio della banca centrale. Qualcuno potrebbe dire che l’annuncio della BoC ha perso lustro dopo la RBNZ, ma la banca centrale ha spiegato perché pensa che l’aumento dell’inflazione sia temporaneo, suggerendo che un aumento dei tassi per il Canada è ancora lontano.

Il dollaro USA si è indebolito contro tutte le maggiori valute, con il rendimento dei Treasury crollato. Il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha ammesso che i dati sull’inflazione sono stati superiori al previsto e che non hanno certezza che l’inflazione sia transitoria, anche se pensano che sia così. Questa puntualizzazione è importante perché alimenta la possibilità di un tapering da parte della Fed quest’anno. Powell considera i prossimi sei mesi cruciali per l’inflazione, per vedere se scenderà come previsto. Il fatto che continui a dire che le pressioni inflazionarie si ridurranno indica che i cambiamenti della politica sono ben lontani. La Fed risulta indietro rispetto alle banche centrali di Nuova Zelanda, Canada e Regno Unito e la paura è che resterà ancora più indietro e sarà costretta ad un inasprimento più aggressivo in futuro. Intanto, i sondaggi Empire State e della Fed di Philadelphia offriranno maggiori dettagli su quanto rapidamente agirà la Fed. Se l’attività manifatturiera continuerà ad indebolirsi, anche se a causa di problemi nelle filiere, la Fed aspetterà. Se i problemi del settore manifatturiero saranno risolti e l’attività accelererà, aumenteranno le pressioni perché la Fed agisca.

Il dollaro australiano sarà sotto i riflettori, con la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro relativi a giugno. Al contrario della Nuova Zelanda, l’Australia è in difficoltà nel tenere sotto controllo la pandemia. Una grande area del paese è stata in lockdown a giugno per l’aumento dei casi e ora le restrizioni sulle attività a Sydney sono state prorogate per altre due settimane. Vedremo quanto impatto avranno avuto queste restrizioni sul mercato del lavoro. Secondo gli indici PMI, l’attività manifatturiera e dei servizi è rallentata e ciò dovrebbe tradursi in una crescita dell’occupazione più debole. Poco dopo il report sull’occupazione australiana saranno pubblicati i dati sul PIL cinese e sulle vendite al dettaglio, e una crescita più debole potrebbe incrementare le perdite di AUD.

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