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Stop a Johnson & Johnson, meraviglie dal vaccino Moderna

Pubblicato 14.04.2021, 13:58
PFE
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JNJ
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La società annuncia un nuovo studio che dimostra un’efficacia del 90% del suo vaccino senza nessuna complicazione fra chi ha ricevuto la dose. Il titolo guadagna il 7% a 150 dollari. Secondo indiscrezioni, la Commissione Ue non vorrebbe rinnovare per il 2022 i contratti con AstraZeneca e JJ, puntando tutto su Pfizer (NYSE:PFE) e Moderna.

Il vaccino con Rna messaggero efficace al 95% contro i casi più gravi di Covid.

Gli inciampi del vaccino Johnson & Johnson (NYSE:JNJ), dopo quelli del vaccino AstraZeneca, accendono i riflettori della Borsa su Moderna, che martedì 13 aprile ha annunciato gli ottimi risultarti del suo vaccino basato sull’innovativa tecnologia dell’Rna messaggero (mRna). L’ultimo studio mostra che a distanza di sei mesi dall’inoculazione della seconda dose, il vaccino Moderna ha un’efficacia del 90% nel prevenire tutti i casi di Covid e del 95% contro i casi più gravi. Il tutto senza avere riscontrato nelle persone vaccinate nessun caso di coaguli strani nel sangue, come quelli riscontrati in persone vaccinate con AstraZeneca e Johnson & Jonhnson. Da ieri l’utilizzo del vaccino Johnson & Johnson è stato bloccato negli Usa e in Europa.

A questo si aggiunge la notizia, per ora non confermata, che la Commissione Ue avrebbe deciso, in accordo con molti Paesi membri, di non rinnovare l'anno prossimo i contratti per i vaccini a vettore virale come quelli di AstraZeneca e Johnson & Johnson, per puntare su quelli a Rna messaggero come Pfizer e Moderna.
La reazione del mercato a queste novità è stata martedì 13 aprile un rialzo del 7% dell’azione Moderna che è risalita a 150 dollari, un livello che ha superato più volte negli ultimi cinque mesi, ma che ormai non toccava da metà marzo. Dall’inizio dell’anno il rialzo di Moderna è del 34%.

Finora consegnate 132 milioni di dosi in 40 Paesi, di cui 117 milioni agli Usa.

Il comunicato di Moderna di ieri anticipa i temi di una conferenza che si terrà oggi in cui il management aggiornerà gli investitori sui progressi ottenuti a sei mesi di distanza dallo studio originale in fase avanzata del vaccino. Per quanto riguarda l’efficacia, la società dice che i risultati riscontrati sul terreno sono coerenti con i dati della sperimentazione.

Per ora l’utilizzo del vaccino Moderna, che non contiene il virus ma veicola al sistema immunitario le informazioni giuste perché venga attivata la produzione di anticorpi per combattere il virus, è stato autorizzato in 40 Paesi. Ad oggi la società ha consegnato complessivamente 117 milioni di dosi, di cui 132 milioni agli Stati Uniti, e ha confermato l’impegno a fornire al governo Usa 300 milioni di dosi entro la fine di luglio.

Previsto un fatturato boom nel 2021, poi un calo graduale. Il parere degli analisti.

Finora Moderna ha venduto i vaccini a un prezzo medio di 15,40 dollari per dose, con grosse differenze fra Paese e Paese, visto che al di fuori degli Usa il prezzo oscilla tra 22 e 37 dollari per dose.

Le previsioni degli analisti (secondo il consensus di FactSet) sono che la società, che nel 2020 ha avuto un fatturato di 800 milioni di dollari, realizzi quest’anno ricavi per 17 miliardi di dollari grazie alla vendita dei vaccini, chiudendo il bilancio con un utile di 9,3 miliardi. Nel 2020 aveva registrato una perdita di 700 milioni.
Negli anni successivi i ricavi complessivi dovrebbero gradualmente scendere a 13,5 miliardi di dollari nel 2022 e a 7,4 miliardi nel 2023.
Su 16 analisti censiti dal sito MarketScreener, otto hanno raccomandazione Buy e cinque Neutral. La media dei target price è 165 dollari.

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