Di Alessandro Albano
Investing.com - Solo poche decine di casi (91 secondo i dati ufficiali), ma il governo cinese ha deciso di imporre un lockdown per i 13 milioni di abitanti della città di Xi'an, famosa per l'Esercito di terracotta, poche settimane prime della festività del Capodanno cinese e l’inizio delle Olimpiadi invernali di Pechino.
La politica di "zero tolerance" sul coronavirus si è abbattuta anche su altre realtà minori come Dongxing, una città di circa 200mila abitanti nel sud del paese a confine col Vietnam, ora chiusa in casa dopo aver riscontrato un solo caso Covid, con misure che ricordano i tempi peggiori di Wuhan 2020: solo una persona per nucleo familiare può svolgere attività essenziali, un giorno sì e un giorno no.
Nel capoluogo della provincia di Shaanxi, nella Cina centrale, la scorsa settimana le autorità locali avevano già imposto la chiusura di bar e cinema in via precauzionale, mentre ora lo stop è stato esteso ad attività non essenziali come scuole, centri ricreativi e aeroporto. Non è stata indicata alcune data per la riapertura delle provincie in lockdown, a testimonianza della preoccupazione delle autorità cinesi per il rischio di una nuova ondata di contagi.
Con Omicron che comincia ad essere il ceppo prevalente in molte aree della Cina, (e responsabile delle nuove ondate in Europa e negli Stati Uniti), aumentano le pressioni sulle autorità (sopratutto sanitarie) in un periodo in cui sono previsti gli spostamenti di milioni di cinesi in occasione dei festeggiamenti del Capodanno cinese, e ai quali quest'anno si aggiungono i movimenti legati ai giochi olimpici.
Secondo quanto affermato alla stampa dal vicepresidente del comitato organizzatore, Han Zirong, gli organizzatori delle Olimpiadi "stanno affrontando una tremenda pressione e sfide”, con la diffusione di ceppi mutanti come Omicron che "ha portato grande incertezza all’epidemia globale”. “Un certo numero di casi positivi diventerà una probabilità molto alta ai Giochi del 4-20 febbraio", ha poi ammesso Han sulla falsa riga di quanto accaduto quest'estate a Tokyo, sottolineando che "si devono implementare risolutamente i principi e i requisiti di prevenzione dell’epidemia del governo cinese”.
Oltre ai nuovi casi da coronavirus, secondo il governo regionale, Xi'an deve affrontare un preoccupante focolaio di febbre emorragica provocata dall'hantavirus, la cosiddetta 'febbre da topo', un'infezione potenzialmente mortale riscontrabile in molte parti rurali del nord della Cina e che si trasmette attraverso il contatto con i roditori.